I Sottoscritti Consilieri Comunali

  • Premesso che con delibera 141 del 17-06-2008 E N. 308 del 30-12-2008, lA G.M. ha autorizzato la stipula di una convenzione con la società Renewable s.r.l. per la realizzazione di un parco eolico in territorio di Avola;
  • Considerato che l'eventuale installazione dei pali eolici oggetto della convenzione costituirebbe un grave pregiudizio alle prospettive di sviluppo turistico dell'intero comprensorio della zona sud, con incalcolabili danni che non possono essere assolutamente sanati da nessuna compensazione economica;
  • Ritenuto che iniziative e atti volitivi di tale importanza debbano essere preceduti dal coinvolgimento della cittadinanza e del Consiglio Comunale;
  • Considerato che una attenta e più approfondita analisi della procedura adottata potrebbe evidenziare gravi aspetti di illegittimità e illiceità;

IMPEGNANO

L' Ammistrazione Comunale a revocare gli atti deliberativi sopracitati, restituendo alla Città e al Consiglio Comunale la possibilità di autodeterminazione su problemi così importanti per il proprio futuro.

I Consiglieri Comunali:

Daniele Calvo (A.N.)
Sebastiano Baccio (A.N.)
Francesco Tardonato (A.N.)

Link: Leggi altro sull'eolico

19 commenti

  1. Anonimo // 23 gennaio 2009 alle ore 22:07  

    alla fine niente parco eolico e niente piani di sviluppo turistico, quindi sono a favore del parco eolico...

  2. Anonimo // 24 gennaio 2009 alle ore 15:12  

    Nella maggior parte dei casi, il rifiuto dell'eolico è di tipo pregiudiziale e porta a ragionare in termini semplicistici di "bello" (il paesaggio italiano) versus "brutto" (l'eolico).
    La presenza massiccia e diffusa di tralicci dell'alta tensione, centrali a carbone, autostrade e capannoni industriali è data per scontata e viene accettata come un semplice dato di fatto. L'eolico, al contrario, appare come un'imperdonabile sfregio al territorio.Intanto, l'urbanizzazione del territorio e il consumo di suolo proseguono inarrestabili. Dal 1950 ad oggi l'Italia ha perso il 40% del proprio territorio naturale e agricolo; solo tra il 1990 e il 2005, sono stati cementificati 3 milioni di ettari di territorio, un'area grande come Lazio e Abruzzo. Ma questo fenomeno non sembra destare grandi preoccupazioni. L'installazione di turbine invece, che occupa concretamente soltanto il 2-3% dell'area complessiva di un impianto eolico e non compromette l'utilizzo agricolo e pastorale del territorio in cui sono installate, viene spesso dipinta come "il male assoluto".
    Il fatto che in Italia si parli di "accettabilità sociale" dell'eolico, come se si fosse di fronte a un polo petrolchimico o a un sito di stoccaggio di scorie radioattive, è un ulteriore indizio dell'arretratezza culturale del dibattito nostrano.
    Mentre all'estero le comunità locali fanno spesso a gara per ottenere l'installazione di un impianto eolico all'interno dei propri confini, considerandolo un motivo di vanto oltre che fonte di entrate economiche, in Italia si innalzano spesso veti giustificabili in molti casi solo in termini di disinformazione o di visibilità elettorale.
    "Poiché gli elettrodotti convenzionali sono già presenti, la resistenza di chi protegge il paesaggio è indirizzata in particolare contro i nuovi impianti energetici. Quello che esiste è già protetto dall'abitudine. E' del tutto sconsiderato negare un sito, un posto nel territorio dove installare gli impianti di energia rinnovabile. Per assurdo in questo modo si diventa custodi reazionari dell'industria energetica. Chi lo fa perde l'innocenza, ma soprattutto la consapevolezza nei confronti della reale distruzione dell'ambiente".
    (H. Scheer, Il solare e l'economia globale, Edizioni Ambiente)
    "Il rifiuto dell'energia eolica per ragioni estetiche tradisce un ragionamento contorto. C'è chi rimane disturbato alla vista dei generatori eolici e li considera un marchio di infamia nel paesaggio. Ma c'è anche chi trova attraenti e impressionanti i grattacieli, ed altri invece sembrano scostanti e spaventosi. Qualcuno potrebbe anche vedere del bello in un generatore eolico, ma non per questo essere un sostenitore dell'eolico. Lo si può al contrario trovare fastidioso ma essere a favore della sua installazione, perché si capisce la necessità di una produzione energetica a emissioni zero. Attenzione: non si tratta di percezioni individuali, ma di percezioni sociali".
    (H. Scheer, Il solare e l'economia globale, Edizioni Ambiente)

    CONDIVIDO E SOTTOSCRIVO.....
    Fabrizio Alia - Coordinatore comunale Forza Italia verso il PDL
    TRATTO DAL SITO "NEXTVILLE"

  3. Anonimo // 24 gennaio 2009 alle ore 19:35  

    Al consigliere Alia, non gli si può dare torto se ritiene che l'eolico sia soltanto una delle tante cause che stanno rovinando i nostri paesaggi. Però se da una parte le autostrade, le centrali a carbone, i capannoni industriali, rappresentano indotti economici che toccano vari settori della società, l'eolico invece arricchisce soltanto le società appaltanti e ai comuni disinteressati dei loro territori, di accettare l'elemosina che gli viene offerta (in questo caso l'1% del fatturato, 200.000 euro annuali).
    Se prendiamo in considerazione la Sicilia, bisogna specificare che la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti si continuano a regalare centinai di milioni a imprese che ingolfano il sistema.
    E'chiaro dunque, che in questo Far west, le pale eoliche non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un Sindaco che si lascia convincere o l'interesse di un politico.
    Ma quali sono i benefici per i cittadini avolesi derivanti dall'installazione degli impianti eolici?
    Se dobbiamo puntare sul risparmio energetico, ad iniziare da una maggiore attenzione nella gestione della macchina amministrativa, nella quale gli sprechi non mancano, perchè non chiedere all'"energy manager" assunto da questa amministrazione, quante soluzioni volte al risparmio e all'efficenza energetica vi ha suggerito? Sarei curioso di leggere la relazione. Saluti

    Daniele Calvo
    A.N. verso il PdL

  4. Anonimo // 24 gennaio 2009 alle ore 20:00  

    a chi dovrebbero dare fastidio ste pale in quel cozzo sperduto e deserto? e non mi parlate di sviluppo turistico che ad Avola si fa sempre di tutto per fare scappare i turisti

  5. Anonimo // 25 gennaio 2009 alle ore 13:30  

    Bravo Daniele a torto o ragione hai sollevato un problema politico di rilevante interesse, bene anche a Fabrizio Alia che ha una sua opinione; bene, questa è la politica, no come quei consiglieri (e ad Avola sono tanti) il cui obiettivo sono i soddi, l'indennità, l'incarichi ect. ect. e magari fanno finta che si interessano ra cullettività.

  6. Anonimo // 25 gennaio 2009 alle ore 15:13  

    Condivido in toto l'analisi di H Scheer, regalataci da Fabrizio, condivido meno la delibera di Giunta municipale, anzi le 2 delibere, considerato che il tema ha valenza politica di non poco conto, cioè trattandosi di scelte importanti per il territorio, il Consiglio comunale è l'organo deputato a deliberare. In quel caso, il Consiglio (con i consiglieri di maggioranza e di opposizione) avrebbe di certo indicato all'Amministrazione la strada della regolamentazione dell'individuazione dei siti per impianti di produzione di energia rinnovabile. Sicuramente il sito individuato nel caso specifico non intaccherà lo sviluppo turistico di Avola.
    Cordialmente
    Maria Grazia Caruso

  7. Anonimo // 25 gennaio 2009 alle ore 19:21  

    E fu così che mi trovai in accordo con le parole della Caruso.
    Perchè tutta questa attenzione verso la "cartolineria" della nostra città, non è stata utilizzata per prevenire gli scempi dell'abusivismo edilizio,
    oppure per evitare che la nostra tonnara diventasse un deposito privato di barche chiuso al pubblico,
    o ancora, per evitare che ettari interi di pubbliche piazze venissero decorate dalla grazia e dalla letizia del cemento armato grezzo (spesso di scarsa qualità) in bella vista,
    infine, per evitare che il nostro mare venisse imputridito dai nostri scarichi fognari, fino a divenire non balneabile?
    Ho fatto solo alcuni esempi di quello che definirei come uno stupro ambientale della nostra città e invito i concittadini ad aggiungerne altri (spattemini u travagghju).
    Cosa c'è sotto?

    stuppa

  8. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 06:35  

    La discussione si protrae da ormai una settimana, ma molte cose non sono state chiarite:
    1. chi sono i padroni della società Renewable (ricordo che in Sicilia esiste la mafia);
    2. diritti e doveri del Comune;
    3. diritti e doveri della Renewable;
    4. la capacità produttiva dell'impianto.

    Nel primo post (di giorno 17) si accenna a denari che la società verserebbe al Comune: sono portato a dedurne che la società verserebbe un canone per usufruire della produzione elettrica dell'impianto, che essa stessa costruirebbe.
    Immagino altresì che la Renewable trarrebbe il suo profitto dalla vendita dell'energia elettrica e dalle agevolazioni previste dalle leggi in materia.
    Il comune si farebbe pagare, in sostanza, la concessione dell'area.
    Per la città il vantaggio sarebbe questo, mentre si suppone che il privato guadagnerebbe bei soldini.
    In tutto questo discorso la rinnovabilità della risorsa appare un elemento marginale nell'ottica locale, mentre sarebbe più notevole l'impatto visivo delle pale alte come un quarto della nostra collina.

    Sono perfettamente d'accordo sia con chi preferirebbe sfruttare il fotovoltaico sia con chi sente puzza in questa battaglia ambientalista dell'ultima ora.

    Al di là di questo, faccio notare come le tecnologie che sfruttano sole (fotovoltaico) e vento (eolico) per la produzione di elettricità siano particolarmente funzionali all'eliminazione dell'elemento "centralizzatore" che caratterizza la produzione di energia nella nostra epoca e che costituisce un elemento di dominazione economica e quindi politica.
    Impianti eolici e solari possono essere piccoli e diffusi sul territorio, in modo da consentire una sostanziale indipendenza energetica a ogni casa.
    Questa sarebbe una rivoluzione veramente democratica che scavalcherebbe le belle parole della politica e fregherebbe gli interessi economici commerciali piccoli e grandi.
    Infatti la diffusione viene frenata da costi, ignoranza ben conservata e burocrazia, invece che incentivata realmente. Ed i comuni pagano la bolletta all'Enel invece di farsi il solare o l'eolico. E poi la politica e gli interessi economici piccoli e grandi pensano ancora a strutture grandi e centralizzate come quel parco eolico su cui oggi si dibatte. Inutilmente se ne dibatte, perchè vedrete che se oggi non lo fanno gli amici di Tizio e Caio domani lo faranno gli amici di Sempronio.

    Un impianto di aerogenerazione elettrica è stato autocostruito da un giovane del Malawi con del legno ed una bicicletta, attraverso le informazioni trovate su internet. Oggi alimenta il suo villaggio ed il suo pc da cui gestisce questo blog: http://www.williamkamkwamba.typepad.com/

    Se volete farvi il vostro eolico personale, su internet ci sono manuali gratis anche in italiano che vanno dal professionale al super-economico. Nei forum c'è chi si vanta di esserseli costruiti con meno di 50 euro, altro che Renewable. Eccone due esempi:
    http://www.webalice.it/acecere48/ITPMG-ita.pdf
    http://www.re-energy.ca/pdf/wind-turbine.pdf

    E ce ne sono tanti altri.
    Esistono anche cose come queste (altro che pale da 100metri):
    http://blogeko.libero.it/index.php/2007/micro_turbine_eoliche_gambarota

    Capito gente, altro che politica e ideali, è con la conoscenza e l'autocostruzione che li si può fregare.
    Ghignando in faccia ai politicanti, mai vostro, vi saluto.

  9. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 10:35  

    Caro Fabrizio, caro Daniele, cara M.G. Caruso, cari consiglieri e assessori, Caro Sindaco, mi pare evidente che la meritoria azione di controllo esercitata da Daniele Calvo abbia sollevato giustamente la questione energetica nel territorio provinciale. E' ora di fermarci tutti e di discutere in un assemblea PUBBLICA (mi spiace ma il consiglio comunale non basta) e di parlare di PIANIFICAZIONE TERRITORIALE e non soltanto di bello e di brutto. A vostra completa disposizione. Salvo Rametta

  10. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 15:26  

    Le incongruenze della politica.
    Nell'amministrazione locale Forza Italia è per l'impianto eolico, A.N. non condivide. Quando entrambi torneranno insieme condivideranno il si o il no. Il governo nazionale, per risolvere il problema energetico, ci vuole imporre IL NUCLEARE. Questa è la scelta che tutela il nostro ambiente. Ad Avola, nel centrodestra, vi sono non opinioni diverse ma lotte politiche che risalgono alle ultime amministrative. Che teatro!!!! Io penso che a pochi interessi il paesaggio perchè in un passato recente si sono permesse molte porcherie edilizie!! con relative complicità. Ma è possibile che anche i giovani rampanti politici non dimostrino un briciolo di servizio alla cittadinanza? Cosa pensano i consiglieri di AN della scelta del NUCLEARE?

  11. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 16:59  

    Voglio riportarvi un intervista fatta sul tema a Raffaele Lombardo: eolico in Sicilia? Sì se a beneficio dei cittadini
    16 gennaio 2009 – Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, torna all’attacco contro l’eolico. Fonte, secondo il governatore intervistato da Apcom, dell’ “l’ennesima speculazione” in Sicilia, come quella avvenuta negli anni Cinquanta con le raffinerie, che fu “una porcata contro la Sicilia, una grande porcata”. “Voglio capire, - ha ribadito - al di là delle considerazioni sulla bellezza deturpata del paesaggio quanto resta ai cittadini di quelle aree territoriali interessate dall’eolico. Si tratta – ha aggiunto - dell’ennesima speculazione. Cinquanta anni fa ci fu quella delle raffinerie, che oggi lasciano qualche posto di lavoro, moltissime malattie e addirittura poi potrebbero farci costare l'energia di più”. Insomma, “di altre porcate - afferma senza mezzi termini Lombardo – io non voglio essere assolutamente partecipe e le impedirò. All’eolico dico 'sì' se resta qualcosa nelle tasche dei siciliani”. Lo stesso “vale per il fotovoltaico, fino ad arrivare al controverso nucleare, ma lì ci vuole la volontà, sottoscritta dalla maggioranza dei siciliani”.
    Saluti. Salvo Rametta

  12. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 17:04  

    Vorrei riportarvi quest'altro di Sgarbi: 9 dicembre 2008 – Stop alle pale eoliche in Sicilia. “Non sono convenienti”. Anzi: “Sono una violenza contro il territorio”. Questa affermazione che suona come una condanna è stata pronunciata oggi dal presidente della regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che si affianca così al sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, nella battaglia lanciata contro “i mulini a vento”. Quest’ultimo ha deciso di scatenare una guerra alle turbine perché “stuprano” il paesaggio” e rappresentano una “violenza simile a quella di un pedofilo”. Di più, secondo Sgarbi “c'è la mafia dietro la realizzazione delle pale eoliche. La mafia non può non avere interessi”. Parole che hanno convinto il governatore dell’Isola che si è lanciato a sua volta in un attacco contro l’eolico che, a suo dire, “non sostituisce l’energia tradizionale” e non dà “alcun vantaggio di tipo finanziario” come del resto “un certo tipo di fotovoltaico”. Per Lombardo, infatti, i vantaggi finanziari sono “solo una royalty modesta per i Comuni”. Il governatore siciliano ha anche annunciato una verifica per accertare se corrisponde al vero che “la rete elettrica Enel non è in condizioni di introdurre nel sistema l’energia eolica prodotta”. Anche per questo “è opportuno che il governo regionale proceda ad una verifica per capire se, e quanta dell’energia prodotta dagli impianti eolici, viene effettivamente immessa in rete. Non vorremmo dover prendere atto - ha aggiunto il presidente - che alcune pale girano a vuoto”. A differenza di quello che si potrebbe pensare dopo le sue dichiarazioni di fuoco contro l'eolico, Lombardo si è detto convinto che “quella dell’energia rinnovabile resta comunque una strada da percorrere perché l’unica in grado di garantire, attraverso un sistema di contributi di facile accesso, risparmi reali per tutti i cittadini. Ogni scelta deve però essere in grado di superare tutte quelle condizioni che devastano il territorio”. Il presidente ha annunciato che la giunta approverà, forse già in settimana, il piano energetico regionale. “Conterrà scelte di buon senso e regole certe per tutti – ha spiegato Lombardo – anche per quanto riguarda l’eolico, con l’individuazione delle aree che, in assenza di un veto delle soprintendenze, potranno eventualmente accogliere nuovi impianti”.
    Salvo Rametta

  13. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 17:06  

    Infine Granata: Palermo, 20 gen - Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia e responsabile delle politiche culturali di An, rivolge un appello al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sulla salvaguardia del paesaggio culturale nell'isola. ''Nel 2000, primi in Italia, approvammo il piano paesaggistico regionale che prevedeva, per diventare esecutivo, l'approvazione da parte delle soprintendenze provinciali dei piani particolareggiati d'ambito paesaggistico.
    Dopo nove anni solo una soprintendenza ha reso esecutivo il piano con il risultato di un proliferare selvaggio di offese al territorio e al paesaggio siciliano, prima fra tutte l'invasione delle pale eoliche.

  14. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 18:13  

    condivido in pieno il discorso di rametta questo e' il sistema di fare informazione non sicuramente quelle dicerie che poi lette al contrario sono una catastrofe

  15. Anonimo // 26 gennaio 2009 alle ore 20:55  

    E allora?
    Che me ne faccio delle parole di Raffaele Lombardo?
    Ma come si può paragonare l'eolico con le raffinerie o (sic!) con il nucleare?
    Che barca di ca..ate!!
    Quello è il presidente che questa regione si è eletta (democraticamente ?), ma mica siamo tutti d'accordo con le sue sparate!

    stuppa

  16. Anonimo // 27 gennaio 2009 alle ore 09:28  

    Stuppa il paragone tra l'eolico e le raffinerie non è sulla gestione, ma sulla futura dismissione. Sulla convenzione non si parla di garanzie versate dalla Società per la dismissione di questi aerogeneratori. Cosa faremo poi, un nuovo PIANO DI RISANAMENTO AMBIENTALE da qualche milione di euro a spese dei cittadini italiani ??? Riflettiamo. Salvo Rametta

  17. Anonimo // 27 gennaio 2009 alle ore 11:55  

    Ditegli a Sgarbi che la mafia c'è pure per fare il ponte, e c'era pure quando si facevano le raffinerie o quando il delinquente di Arcore venne ad inaugurare l'autostrada ME-PA piena di infrazioni e coi viadotti costruiti col cemento depotenziato (v. Calcestruzzi s.p.a.).
    Ce lo viene a dire lui, che è il sindaco del paese dei fratelli Salvo!!
    D'altra parte, avendo collezionato:
    - una condanna per diffamazione (prescritta)
    - una condanna a 6 anni e 10 mesi di reclusione
    per falso, truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, produzione di documenti falsi e assenteismo
    - una condanna per diffamazione aggravata sulle indagini del pool Antimafia di Palermo

    in quale regione poteva venire a prendere i voti?

    Non ci vuole mica l'intervento divino per introdurre una clausola che si occupi dell'eventuale dismissione e del soggetto che deve farsene carico.

    stuppa

  18. Anonimo // 27 gennaio 2009 alle ore 12:54  

    A volte si ha l'impressione di perder tempo . . . . Non serve una clausola per dire chi si deve occupare della dismissione, la società la accetterebbe subito, tanto tra 20-30 anni chissà dove saranno; serve una congrua cauzione versata annualmente. Dicendo che tutto è così semplice, come tu dici, si rischia di offendere i nostri amministratori, gli stessi che sono d'accordo con te per l'instalazione dell'impianto.

  19. Anonimo // 27 gennaio 2009 alle ore 14:55  

    Sarei orgoglioso di correre quel rischio.

    stuppa

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