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Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud esprime innanzitutto solidarietà a don Giovanni Caruso, suo membro sempre attivo e autorevole, e non replica alle pesanti critiche a lui rivolte..

Ritiene poi che incentrare la campagna elettorale sulla vicenda dell’ospedale è un modo alquanto scontato di costruirsi un nemico da presentare all’elettorato per sollecitarne la pancia e istigarlo contro qualcuno, sperando di ottenere così il consenso dei cittadini.

Purtroppo la questione della sanità nella zona sud è stata mal gestita dal sindaco di Noto uscente che ne è rimasto scottato, vedi le infuocate accuse dei suoi concorrenti, dei quali, chi sarà eletto, potrebbe prendersi la stessa scottatura. E ne spieghiamo il perché. Vogliamo, in poche righe, ripercorrere il tormentato iter della vicenda, a beneficio di quanti, solo adesso, si stiano interessando alla questione.

Nel 2002, in ottemperanza a criteri di economicità e di maggiore qualità del servizio sanitario fu stabilita l’eliminazione dei reparti doppioni presenti nei due ospedali di Avola e Noto (con lo spostamento di alcuni reparti a Noto), e la promessa dell’istituzione ad Avola della Cardiologia, UTIC e Rianimazione; nuovi reparti mancanti allora nella zona sud ed indispensabili per un territorio vasto e altamente popolato.

Nel 2004, poiché gli impegni assunti tardavano ad essere mantenuti, si costituì ad Avola un Comitato che sollecitasse il rispetto delle promesse. Infatti furono invitati rappresentanti dei vari comuni della zona sud a far parte del comitato. I rappresentanti di Noto venuti per ben due incontri, si sono defilati poi, ritenendo che la vertenza non “riguardasse” Noto, perché ritenevano erroneamente che loro “avessero già avuto” (come se Cardiologia, UTIC e la Rianimazione non fossero a beneficio anche dei netini).
Intanto il Comitato ha continuato a battersi affinché la sanità della zona sud venisse dotata dei servizi salvavita indispensabili, oggi in parte istituiti.

Nel momento in cui le autorità competenti (in ottemperanza della riforma sanitaria del 2009) hanno dovuto rivedere alcune scelte tampone che erano state fatte, è iniziata una campagna di contrasto da parte del sindaco di Noto che prima aveva anche preso parte a iniziative congiunte dei due comuni.

Questo atteggiamento ostile del sindaco di Noto, da una parte ha ritardato gravemente l’attuazione del piano di rifunzionalizzazione, dall’altra ha fatto defilare la politica che si è resa conto giustamente dell’insostenibilità di una campagna campanilistica, ma soprattutto, ha chiamato in campo i tecnici, cioè coloro che hanno le competenze per dirimere la questione che, non è di assegnare a questo o a quel comune un ospedale, ma di individuale una ridistribuzione territoriale di tutti i reparti che rispondesse a criteri razionali e logistici di qualità ed efficienza.

Questo puntare i piedi del sindaco di Noto ha fatto sì che, grazie alle sue sollecitazioni, si arrivasse a tre gradi di giudizio il cui esito oggi è chiaro a tutti.

Ci auguriamo a questo punto che la sanità nella zona sud si metta a funzionare a pieno ritmo e raggiunga l’eccellenza. Nessun ospedale chiuderà; ad Avola e a Noto (si tranquillizzino i Netini) rimarranno due strutture ugualmente di qualità con funzioni complementari a servizio della zona sud.

La campagna elettorale a Noto avrà certamente altre priorità di cui occuparsi.

Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud di Siracusa,
Avola 24 marzo 2011

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Come anticipato in un precedente post nella giornata di ieri si è tenuta la famosa assemblea aperta. Sul posto a curiosare per riportare i dettagli dell'incontro il nostro "inviato speciale" Nino Campisi :-)

Avola 27 Ott. 2010
Si è tenuta questa sera " l'assemblea aperta " indetta dal COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE, per discutere sul piano sanitario mirato alla riorganizzazione dell'ospedale unico Avola - Noto. Nel salone " Don Bosco " di via Bellinzona erano presenti poco più di 80 persone tra cittadini comuni, medici dell'ospedale " Di Maria", e un folto numero dei personaggi più rappresentativi della nostra Amm.ne Comunale, con in primis il Presidente del Consiglio Giuseppe Agricola. A presiedere l'assemblea, il Sindaco Barbagallo l'Avv. Grande e il Dott. Munafò che ha aperto il dibattito esponendo le problematiche che il Sindaco di Noto Valvo, intende creare affinchè il nostro ospedale diventi un semplice P.T.A. (Presidio Territoriale di Assistenza), nonostante tutte le credenziali esistenti perchè possa ritornare l'ospedale di prima. Un vero e proprio Polo Ospedaliero per Acuti, già dotato di strordinarie attrezzature tecnologiche, e la disponibilità del reparto di Unità Teraia Intensiva Coronarica, aperto di recente, nonchè la posizione strategica, dotata da un'agevole viabilità.

Tutto ciò, unitamente ad una accurata e minuziosa documentazione, fanno parte del considerevole " fascicolo " che il Sindaco Barbagallo presentera all'Ass. Reg. RUSSO, nell'incontro a Palermo, fissato per il 2 novembre prossimo. Barbagallo si presenterà insieme con il Sindaco di Noto Valvo, e rassicurà che l'incontro non sarà un confronto aperto fra i due, ma un colloquio con l'Ass. Russo, che si accerterà delle vere condizioni dell'ospedale " DI MARIA " tramite la, senz'altro convincente, documentazione che le verrà fornita.

Al dibattito oltre ai politici locali, è intervenuto Don Angelo Giordanella e Don Giovanni Caruso, che hanno tenuto precisare la posizione della chiesa in questa vicenda. E' stato citato un comunicato del Vescovo Mons Staglianò. Noi - dice Don Giordanella - non diamo dei giudizi tecnici, ma invitiamo gli addetti ai lavori a mirare sulla qualità dei servizi, per il benesere dell'uomo. Oltre ai due prelati era presente anche Don Fortunato Di Noto. Tutti gli intervenuti hanno dato pieni consensi al Sindaco Barbagallo, affinchè possa portare a termine questa vicenda, ma non poche sono state le considerazioni espresse sulla battaglia del Sindaco Valvo, che mira soprattutto ad una vera e propria campagna elettorale in vista delle prossime elezioni di Marzo, esagitando i suoi concittadini, e saltando di " pali in frasche " con discorsi demagogici che vanno dal condono edilizio all'abusivismo e poi si ritorna all'ospedale.

Qualcuno lo descrive non un sindaco, ma un soggetto politico che con l'acqua alla gola si aggrappa a tutto ciò che le capità.

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Domani, mercoledì 27/10/2010 alle ore 18.00 presso i locali di via Bellinzona, salone "Don Bosco" in Avola, si svolgerà un’assemblea aperta indetta dal Comitato per il diritto alla salute della zona sud, per aggiornare e discutere con le realtà associative, le forze politiche ed i cittadini tutti del piano sanitario previsto a livello regionale per la zona sud della nostra provincia, che riorganizzerà l’ospedale unico Avola-Noto.

Ciò che ci si auspica è un dibattito costruttivo, che lontano da ogni forma di campanilismo, possa contribuire con obiettività ad informare tutti i partecipanti della situazione che si prospetta, dei servizi che saranno territorialmente presenti, delle modalità e dei criteri con cui verranno suddivisi.

Un passo avanti per tutta la zona sud è senza dubbio stato realizzato con l’apertura giovedì mattina, giorno 21 ottobre 2010, presso l’ospedale di Avola dell'Unità Operativa di Cardiologia - UTIC (Unità di terapia intensiva coronarica) attesa dal 2002.

Vi invitiamo a partecipare tutti, per poter contribuire sempre più a rivendicare il fondamentale diritto alla salute.

Il Comitato per il diritto alla salute

della zona sud della Provincia di Siracusa

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Ecco le proposte del Partito Democratico di Avola per la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa.

A Noto: PTA, riabilitazione, lungodegenza.
Ad Avola: Ospedale UNICO con rianimazione.
A Rosolini, Pachino, Portopalo: Strutture di assistenza potenziate.

Questa è una proposta concreta, priva di motivazioni campanilistiche e motivata solo dalla logica e dalla buona amministrazione. Come è a tutti noto, infatti, e come gli stessi tecnici dell’ Assessorato regionale hanno già capito e deciso, il “Di Maria” è posto accanto all’uscita dell’autostrada ed è quindi meglio raggiungibile da tutti i cittadini della zona sud e di Siracusa.

Vogliamo che la Sanità nella zona sud della provincia sia potenziata e non soppressa a favore della sanità privata o della sanità pubblica siracusana. Chi tace o fa finta di non capire va contro il diritto alla salute di tutti.

L’Amministrazione BARBAGALLO da che parte sta?

Partito Democratico
Circolo Territoriale di Avola

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Non è più il tempo di rivolgere preghiere e suppliche ai politici che hanno avuto ed hanno responsabilità di governo regionale e locale in Sicilia.

E’ il tempo invece in cui tutti i cittadini devono chiamarli alle loro responsabilità tenendo la schiena dritta e pretendendo il rispetto dei propri diritti, non chiedendo favori.

Se la situazione in cui si trova la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa è quella attuale, evidentemente c’è stato qualcuno che l’ha voluta e l’ha determinata, motivo per cui non possiamo tollerare che continui a prenderci in giro.

I centomila abitanti dei cinque comuni della zona sud della provincia di Siracusa continuano ad essere trattati come cittadini di serie B dagli Organi dell’Azienda Sanitaria Provinciale con la connivenza degli uomini politici che hanno avuto e continuano ad avere le responsabilità di governo regionale e locale.

E’ già decorso oltre un anno dall’entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 in tema di riordino del Servizio Sanitario Regionale ed i cittadini della zona sud della Provincia di Siracusa continuano a vedere mortificato il loro diritto alla salute.

Sono operanti ancora le vecchie, obsolete, insufficienti apparecchiature TAC, i cui accertamenti sono inaffidabili.

Il personale medico e paramedico continua ad essere insufficiente ed, addirittura, ridotto nei numeri.

Il nuovo reparto di UTIC, già pronto nelle strutture e completo di attrezzature, non è ancora attivo nonostante siano ormai decorsi alcuni anni dal suo completamento, siano stati spesi milioni di euro e siano stati fatti ripetuti annunci di apertura, di cui l’ultimo quello dell’Assessore Regionale On. Bufardeci, che aveva preannunciato l’apertura di detto reparto per i primi giorni del decorso mese di luglio.

I reparti di Rianimazione ed Oncologia, anch’essi pronti e completi di attrezzature, sono stati soppressi, così come quelli di Oculistica e Otorino, per come sancito dal Decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità del 25 maggio 2010.

A questo punto, visto che tutti coloro che hanno responsabilità politiche e gestionali in ordine ai servizi sanitari del nostro territorio, anziché dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini o dimettersi, continuano a fare promesse o, addirittura, pur essendo al governo della regione e facendo parte degli organi di controllo in tema di sanità, fanno opposizione a loro stessi per evitare di perdere i voti degli ignari cittadini della zona sud della Provincia, voglio formulare ai Sigg. del Governo Regionale, ed a chi ha in particolare la responsabilità della Sanità Regionale, ed alle Istituzioni Locali alcune semplici domande:

1) La legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 in materia di riordino del Servizio Sanitario Regionale è veramente entrata in vigore da oltre un anno ? Perché così non sembra.

Invero, l’art. 2 di detta legge nell’indicare i principi su cui deve fondarsi il servizio sanitario regionale prevede:

- che deve ispirarsi al “principio della sussidiarità e complementarietà tra gli erogatori dei servizi”, e quindi non si comprende perché si continuino ad accentrare servizi ospedalieri e posti letto nella città di Siracusa, ove esistono anche tre cliniche private poste a poche centinaia di metri dall’Ospedale Umberto I, e vengano erogati molti servizi sanitari doppioni.

- che deve assicurare la parità di accesso a tutti i cittadini e, quindi, non si comprende perché molti servizi sanitari non vengano forniti agli utenti della zona sud della Provincia. Infatti si continua a non avere una efficiente attrezzatura TAC, non sono stati attivati i reparti salva vita (rianimazione e UTIC) nonostante esistano le attrezzature ed i nuovi reparti, è stata soppressa l’Unità Operativa Complessa di Oncologia (della quale recentemente è stato realizzato il nuovo reparto e la camera bianca) ove opera l’unico primario titolare della intera Provincia di Siracusa per andare a realizzarla in altri luoghi con ulteriori costi e non si sa neanche entro quanto tempo.

- che deve rimuovere le cause strutturali di inadeguatezza al fine di garantire una “uniforme, appropriata ed omogenea” erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria “in tutto il territorio regionale”.

Ma davvero possiamo dire che ad oltre un anno dall’entrata in vigore di detta riforma sanitaria nella zona sud della provincia i servizi sanitari sono uniformi, appropriati ed omogenei quali quelli ad esempio della zona nord della provincia (ove vivono pure centomila cittadini) o della città di Siracusa o della vicina provincia di Ragusa? Né si dica che la zona sud della provincia fa parte del Distretto Ospedaliero 1 di Siracusa in quanto l’art. 11 della menzionata nuova legge prevede che anche all’interno del medesimo distretto deve essere erogata in maniera “uniforme” l’attività ospedaliera “nell’interno territorio di riferimento”. Non si comprende pertanto perché l’Assessore Regionale e gli organi provinciali responsabili del servizio sanitario continuino a ridurre i posti letto, i reparti ed i servizi sanitari della zona sud della provincia per concentrarli nella città di Siracusa (ove esistono oltre all’ospedale Umberto I ben tre strutture sanitarie private accreditate alle quali non è stato imposto nessun sacrificio), peraltro anche in struttura diversa e distante da quello dell’Ospedale Umberto I, come si vuole fare per l’Unità Operativa complessa di Oncologia allocata all’Ospedale Rizza di Siracusa, come se fosse eccessivamente difficoltoso per gli utenti raggiungere con qualche minuto di percorso autostradale l’Ospedale “G. Di Maria” di Avola, dove esistono idonei locali ed un reparto efficiente con alto indice di produttività.

L’articolo 6 della citata legge prevede anche che bisogna far fronte alle necessità derivanti dalla “tutela sanitaria per i cittadini immigrati ed extracomunitari e dalle esigenze di protezione della salute nelle aree industriali a rischio”. L’incendio di qualche tempo or sono allo stabilimento ERG di Priolo, ubicato in una delle zone d’Italia ove esiste una fortissima concentrazione di raffinerie ad altissimo rischio, ha dimostrato la necessità di vie di fuga verso la zona sud della Provincia (in detta occasione nella città di Siracusa si è verificato il caos) ove è stata anche prevista l’area di massima emergenza a ridosso dell’ospedale “G. Di Maria” di Avola e nelle immediate vicinanze del raccordo dell’autostrada Siracusa-Gela, ma di ciò non si è tenuto affatto conto nei provvedimenti adottati fino ad oggi.

- La legge prevede anche che i Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi dovranno essere valutati nei loro operati dall’Assessorato Regionale alla Sanità anche in base al principio di “equità d’accesso alle prestazioni erogate”, nonché in base al principio di “buon andamento e imparzialità dell’amministrazione”; ha dimenticato però il Legislatore Regionale di dire chi controlla l’Assessore regionale alla Sanità che, in sostanza, è rimasto l’unico controllore.

2) Mi domando: ma davvero i responsabili della Sanità della Regione e della Provincia di Siracusa sono convinti che i centomila abitanti delle città della zona sud della provincia sono trattati in tema di servizi sanitari in maniera imparziale ed equa come gli altri cittadini della regione o della stessa provincia? [Nella zona nord, ove risiedono circa 1.000,00 abitanti, si sta attivando una nuova e moderna struttura ospedaliera a Lentini con 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Geriatria, Pediatria, Medicina Generale, Oftalmologia, Otorino, Ortopedia, Psichiatria) ed è stato finanziato un nuovo padiglione per l’Ospedale di Augusta (ove peraltro esiste già una struttura privata con circa 180 posti letto) ove sono previsti altri 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Ginecologia, Ostetricia, Pediatria, Medicina Generale, Neurologia, Oftalmologia, Otorino, Oncologia); nella città di Siracusa (ove operano anche altre tre strutture private con circa 150 PL) è stata finanziata la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera ove sono previsti 401 posti letto, di cui 369 per acuti e 32 per post-acuti, con la quasi totalità dei reparti ed ove è stato previsto l’incremento dei posti letto di rianimazione da 8 a 12 (la clinica privata Villa Azzurra posta a qualche centinaio di metri dall’Ospedale Umberto I ha anch’essa un reparto di rianimazione) mentre è stato soppresso il reparto di rianimazione previsto e già realizzato in struttura ed attrezzature all’Ospedale “G. Di Maria” di Avola].

3) Chiedo ai Responsabili di Governo Regionale e della Sanità provinciale di spiegare ai cittadini abitanti nella zona sud della provincia quale definizione danno ai principi di imparzialità, buon andamento, equità, uniformità, omogeneità, equilibrata distribuzione dell’offerta, sussidiarietà, complementarietà tra gli erogatori dei servizi ribaditi nella nuova legge regionale n. 5/2009?

Probabilmente vogliono continuare a trattare detti cittadini come sempre, cioè come cittadini di serie “B” a cui mandare gli scarti come è stato fatto con la vecchia e obsoleta attrezzatura TAC dell’Ospedale di Lentini che è stata trasferita all’Ospedale Trigona di Noto, mentre per Lentini ne è stata comprata una nuova e tecnologicamente valida e, magari, vogliono essere ringraziati e supplicati?

Ritengo doveroso continuare ad invitare tutti i cittadini a mobilitarsi per rivendicare con determinazione ed orgoglio il loro diritto alla salute ed al rispetto dei principi della nostra Carta Costituzionale che, purtroppo, chi ha responsabilità di governo proclama a parole o nelle leggi, ma continua a ignorare in concreto.

Avola lì 6-08-2010

Salvatore Grande

Componente del Comitato

per il Diritto alla Salute

nella zona sud della

Provincia di Siracusa.

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Riguardo la controversa situazione dell'ospedale avola-noto, mercoledì 30 giugno alle ore 19.30, il Comitato per il Diritto alla Salute organizza un'assemblea pubblica presso il salone "Don Bosco" di via Bellinzona.

Naturalmente è un invito a partecipare. Per un resoconto veloce, invece, vi invitiamo a consultare il volantino sottostante.

(Clicca sull'immagine per ingrandirla)

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Il decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità, Massimo Russo, prevede il mantenimento di 151 posti letto per l'ospedale Avola-Noto, senza comunque esprimersi sull'assegnazione dei reparti.

In sintesi (via | Gazzetta del Sud) i posti letto verranno assegnati nel seguente modo:

  • 151 per l'ospedale Avola-Noto
  • 369 per l'ospedale Umberto I di Siracusa
  • 115 per l'ospedale di Lentini
  • 115 per l'ospedale di Augusta

Mentre i presidi territoriali di emergenza saranno attivati ad Augusta e a Noto.

Per chi fosse interessato al caso ospedale Avola-Noto può seguire gli interventi passati sul dibattito sanità ad Avola direttamente dal nostro canale youtube:


Oppure leggere la Lettera del Comitato per la difesa del diritto alla salute dei cittadini

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La conferenzadei capi-gruppo del Consiglio comunale di Avola, riunitasi in data 05/01/2010, presso i locali del Palazzo di città,

- preso atto che, nella seduta di Consiglio comunale aperto del 04/01/2010, forze politiche e le sociali della città di Avola si sono espresse favore di una sanità che tuteli la salute di tutti i cittadini della zona sud, con la condivisione della proposta di rifunzionalizzazione formulata dall'ASP di Siracusa, seguitodel tavolo di confronto con l'Assessorato a Regionalealla Sanità, in esito al sopralluogoispettivo svolto dal Direttore Generale Regionale dr. Guizzardi, dalla dott.ssa Martellucci e dal dr. Aliquò in data 03/12/2009, che prevede l'Ospedale unico Avola-Noto con la differenziazione dei due presidi, uno per acuti e l'altro di lungodegenza, riabllitazione e PTA;

- considerato, però, che la zona sud non è coperta da servizi sanitari importanti che la suddetta proposta sopprime, come Rianimazione, Oculistica, ORL e Oncologia, pur avendo attrezzature e reparti già organizzati e funzionanti con la sistemazione della camera bianca ultimamente allocata nel presidiodi Avola;

- sentiti i rappresentanti del Comitato per la tutela della salute nella zona sud della Provincia di Siracusa;

- sentiti medici e personale sanitario;

- forti nel convincimento che per ragioni di economicità, vedi Riforma sanitaria, ma, soprattutto, di funzionalità, di miglioramento del servizio sanitario nell'ospedale Avola-Noto, nell'ottica di servire al meglio la comunità tutta della zona sud, cercandodi annullare il rischio di morte per malasanità;

all'unanimità dà mandato e impegna il Sindaco di Avola, Dr. Antonino Barbagallo a riproporre l'approvazionedella bozza sottoscritta 23/12/2009 dalla Conferenza dei Sindaci, apportando i seguenti aggiustamentiche risanerebbero in parte la ferita inflitta alla sanità pubblica nella zona sud dove, diversamente dalla zona centro e Nord, a compenso, non insistono strutture sanitarie private.

Presidio di Avola
  • N. 4 posti ordinari di Rianimazione
  • N. 8 posti ordinari di Oncologia + N. 2 posti di DH
  • N. 8 posti ordinari di Oculisticae ORL + N. 4 posti di DH
  • N. 2 posti ordinari di Nefrologia e Dialisi + N. 2 posti di DH

Avola 05/01/2010
I capi-gruppo consiliari

Clicca sull'immagine per visualizzare il documento originale


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di Giovanni Mazzone



L’amico Alia, da questo Blog, ha polemicamente valutato come “importantissimo risultato” l’evolversi della telenovela Ospedale ed ha bollato come “inutile” il ricorso al TAR proposto dalla Provincia Regionale di Siracusa e da numerosi Comuni contro il Decreto Russo, ricorso al quale l’Amministrazione Comunale di Avola non ha voluto aderire.

Pur riconoscendo che finalmente, forse, si è imboccata la strada giusta, intervengo nel dibattito per evitare che inopportuni toni trionfalistici e polemici possano compromettere gli sforzi sin’ora effettuati.

Caro Fabrizio, l’obiettivo comune, sempre ricordatoci dal Comitato sul diritto alla salute, è quello di migliorare gli standard sanitari esistenti nella Zona sud della nostra provincia, adeguandoli almeno a quelli esistenti nelle altre provincie siciliane e nel resto d’Italia.

Spostare i reparti da una città all’altra non comporta, invece, alcun innalzamento degli attuali standard sanitari.

Se la coperta è corta, spostandola da una parte o dall’altra non si ottiene il risultato di allungarla, ma solo quello di scatenare laceranti guerre tra poveri, rompendo così un fronte che, invece, dovrebbe essere compatto per ottenere dai “vertici regionali” servizi sanitari efficienti che presuppongono:

a) attrezzature moderne;
b) un numero sufficiente di medici e di paramedici.

Sul primo punto un grosso passo avanti è stato fatto con la recente distribuzione dei fondi comunitari 2007-2012.

Il nostro Ospedale Unico Avola-Noto, infatti, riceverà in dotazione NUOVE TAC e Risonanze magnetiche.

Questo, caro Fabrizio, è un “importantissimo risultato”.

Sul secondo punto (numero sufficiente di medici e di paramedici) nessun risultato è stato invece ottenuto.

Questo parametro, infatti, è proporzionale al numero dei posti letto che, con il Decreto Russo dell’estate scorsa, nella nostra provincia è precipitato a 750 (tra ordinari e day hospital) a fronte di una dotazione minimale di 825 richiesta dalla stessa ASL a seguito di apposito studio sulle patologie presenti nel territorio.

Come potrà funzionare bene l’UTIC se dovrà avvalersi degli stessi medici ed infermieri che oggi a stento bastano per la Cardiologia?

Lo stesso dicasi per la Rianimazione; quale servizio deve fornire se il numero degli anestesisti non sarà aumentato e se, invece, non si sostituiscono neanche quelli che vanno in pensione?

Ebbene, il ricorso proposto dal Presidente della Provincia Regionale e da numerosi Sindaci, frettolosamente giudicato “inutile” dall’amico Alia, tende semplicemente all’annullamento del Decreto Russo nella parte in cui riduce il numero dei posti letto negli Ospedali pubblici della provincia di Siracusa, così da evitare la consequenziale riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.

Il deposito del ricorso, tuttavia, non ha certamente impedito l’attivazione di ogni canale per ottenere politicamente ciò che è stato chiesto anche giudizialmente.

Si può sempre rinunciare al ricorso nel momento in cui dovesse cessare la materia del contendere.

Non è vero, invece, l’inverso.

Se il Decreto Russo non fosse stato tempestivamente impugnato avanti il TAR, nei perentori tempi di legge, si avrebbe avuto l’automatico effetto di devolvere la problematica in questione, relativa alla riduzione del numero dei posti letto, esclusivamente nella sede politica, unica sede rimasta.

Ma quali risultati sono stati ottenuti in quest’ultima sede?

Sono stati aumentati i posti letto esistenti per adeguarli agli standards regionali o nazionali?

Sono stati ridotti i posti letto delle cliniche private convenzionate con consequenziale aumento dei posti letto negli Ospedali pubblici?

E’ stato revocato il Decreto Russo nella parte in cui riduce ulteriormente i posti letto negli Ospedali pubblici della nostra provincia?

Poiché purtroppo la risposta alle suddette domande è negativa, il Presidente della Provincia ed i Sindaci avevano il dovere di difendere giudizialmente i vilipesi diritti fondamentali delle comunità amministrate, evitando così che un nefasto Decreto Assessoriale divenisse inoppugnabile per inammissibili atteggiamenti referenziali del livello amministrativo rispetto a quello politico.

Detto ciò, cosa è successo nei giorni scorsi?

E’ successo che l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) ha proposto alla Conferenza dei Sindaci un piano di riassetto degli Ospedali pubblici della Provincia che, per quanto ci riguarda, prevede una forte riduzione dei posti letti per acuti destinati al presidio di Noto, passati dagli attuali 65 a 12, con trasferimento al presidio di Avola delle Unità Operative Complesse di Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria.

A Noto rimarrebbe l’Unità Operativa Complessa di Geriatria, ridotta da 18 (16+2) a 12 posti letto.

E’ prevista inoltre a Noto l’istituzione della Lungodegenza (con 36 posti letto) e della Riabilitazione (con 29 posti letto).

Non c’è dubbio che il piano va nella direzione giusta, cioè la distribuzione funzionale dei servizi da tempo auspicata, con un Presidio specializzato nei trattamenti chirurgici e d’urgenza ed un altro specializzato in quelli medici.

E’ altrettanto giustificato, e da tempo rivendicato, che ragioni logistiche propendono per la locazione ad Avola del Presidio del primo tipo (chirurgico e d’urgenza) ed a Noto del Presidio del secondo tipo (medico).

E’ chiaro, tuttavia, come allo stato la proposta dell’ASP sia del tutto sbilanciata, sia per l’iniqua distribuzione del numero di posti letto tra i due Presidi, sia per la tipologia dei servizi non sempre coerente con la distribuzione funzionale sopra descritta.

So che già giorno 24 sono stati effettuati costruttivi incontri tendenti ad apportare alla proposta ASP gli opportuni aggiustamenti e so che altri incontri sono previsti per giorno 28 e seguenti.

E allora, caro Fabrizio, “non dire quattro se non ce l’hai nel sacco”.

Oggi dobbiamo invece, tutti insieme, vigilare su due rischi:

  1. evitare che si scateni una guerra campanilistica tra Avola e Noto; così come era inaccettabile la proposta di questa estate di trasformare il Presidio di Avola in poliambulatorio e trasferire i reparti a Noto, allo stesso modo è inaccettabile la proposta odierna di lasciare a Noto solo 12 posti letto di Geriatria; significherebbe buttare al vento i circa 10 milioni di euro recentemente spesi per l’adeguamento ed ammodernamento di quel Presidio. Quello sforzo economico, invece, deve essere valorizzato con il trasferimento nel Presidio di Noto di tutte le Unità Operative Complesse compatibili con la sua allocazione geografica;
  2. evitare che pressioni di tipo politico facciano abortire, così come purtroppo avvenne nel 2002 (intellegentibus pauca), un disegno di politica sanitaria improntato a coerenza ed efficienza, con ad Avola un Presidio specializzato nei trattamenti di tipo chirurgico e d’urgenza ed a Noto un Presidio specializzato nei trattamenti di tipo medico.

Cordiali saluti ed auguri di buone feste a tutti.

Avv. Giovanni Mazzone

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La Zona Sud della Provincia di Siracusa rivendica il DIRITTO alla SALUTE

Le istituzioni politiche, religiose, scolastiche, le associazioni, i sindacati e i cittadini tutti sono invitati alla manifestazione che si svolgerà sabato 19 Dicembre 2009 alle ore 9,30 (partenza da Avola piazza Teatro, arrivo all’ospedale “G. Di Maria”)

Ribadiamo con forza il rispetto degli impegni assunti dai Rappresentanti Istituzionali. I nuovi reparti di Cardiologia + UTIC, Rianimazione ed Oncologia devono essere attivati con urgenza. Attendiamo l'acquisto della nuova Tac e della Risonanza magnetica. Chiediamo risposte immediate e concrete per un servizio sanitario di qualità nel nostro territorio.

Il Comitato per il diritto alla Salute

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Il Comitato per il Diritto alla Salute della zona sud della Provincia Regionale di Siracusa invita tutti i cittadini alla MOBILITAZIONE ed alle iniziative, che saranno intraprese nel mese di novembre

Tenuto conto che:

  • nonostante le promesse fatte dai rappresentanti delle istituzioni, sono decorsi oltre sei mesi dall’entrata in vigore della nuova legge regionale di riforma della sanità e circa quattro mesi dall’emissione del relativo decreto assessoriale, senza che nessun fatto nuovo positivo si sia verificato;
  • i presidi di Avola e Noto sono dotati di TAC spesso non funzionanti e che non garantiscono il relativo servizio;
  • da tempo è stato previsto l’acquisto della nuova TAC, indispensabile per il reparto di oncologia, per l’ospedale “G. Di Maria” di Avola, ma a tutt’oggi nessuna nuova attrezzatura è pervenuta;
  • il servizio autoambulanze nel territorio non è per nulla efficiente e spesso interrotto;
  • i nuovi reparti di cardiologia con UTIC, Rianimazione e Oncologia di Avola, già completi ormai da anni, per una spesa di 10 milioni di euro, non sono stati ancora attivati;
  • nel 2007 è stato effettuato un lascito a favore dell’ospedale di Avola per l’acquisto di una autoambulanza attrezzata di apparecchiature cardiologiche e nonostante l’atto deliberativo del 18 gennaio 2008, per la somma di euro 154.938, già donata, tutt’oggi, dopo due anni, ancora non è stata acquistata;
  • i reparti sono sempre più sguarniti di personale sanitario, a causa della mancata sostituzione dei pensionamenti;
  • l’amministrazione comunale di Avola non ha partecipato con gli altri comuni e la Provincia al ricorso al TAR per la difesa ed il mantenimento dell’ospedale di Avola.

NON PIU’ PAROLE, MA FATTI ...E SUBITO!

Il Comitato per il Diritto alla Salute

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Pubblichiamo un comunicato inviato e sottoscritto dall'Avv. Salvatore Grande, quale membro del Comitato per il diritto alla salute della zona sud della Provincia di Siracusa

Per dibattere alcuni urgenti problemi e valutare le possibili iniziative da intraprendere stiamo organizzando nei prossimi giorni una ulteriore riunione del coordinamento del Comitato per il Diritto alla Salute dei Cittadini residenti nei Comuni di Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero e nelle relative frazioni.

Infatti, il primo settembre 2009 è divenuto operativo il decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità del 15 giugno 2009 e già sono stati adottati nella provincia di Siracusa alcuni provvedimenti consequenziali, quali ad esempio l’apertura dell’Hospice per i malati terminali.

Sono stati stabilizzati trentuno infermieri precari e di questi nove anno già preso servizio e sono stati destinati al citato Hospice.

Di contro, si vocifera che qualcuno abbia intenzione di portare via dall’ospedale “G. Di Maria” attrezzature per trasferirle a quello di Siracusa; la T.A.C. di Avola, obsoleta, è guasta, quella di Noto, parimenti vecchia ed obsoleta, non è da risultati attendibile (da tempo ormai i cittadini della zona sud della provincia attendono, che l’ospedale unico Avola-Noto venga munito di T.A.C. idonea e tecnologicamente affidabile così come quelle che si trovano negli altri presidi della provincia); ormai da moltissimi mesi è stato inaugurato il nuovo reparto di oncologia nel presidio ospedaliero di Avola, ma, a tutt’oggi, non è funzionante.
La circostanza più rilevante è che sono pronti ormai da anni i reparti salva-vita di cardiologia con unità coronaria e di rianimazione, ma nessun provvedimento è stato adottato fino a questo momento per poterli attivare.

Non vi è dubbio che l’avvio di detti servizi sanitari sia urgente ed indispensabile per gli oltre centomila abitanti delle città della zona sud della provincia di Siracusa.

Il personale tecnico, che ha redatto la relazione allegata alla delibera del Direttore Generale n. 7049 del 30-12-2004, che l’ha fatta propria, ha previsto la realizzazione nel presidio “G. Di Maria” di Avola dell’Unità Intensiva Coronaria precisando: “A sud di Siracusa non c’è nessuna struttura Cardiologia dotata di posti letto. Le attuali linee guida sulla programmazione ospedaliera prevedono la necessità di almeno 1 posto di UTIC e 3 di degenza Cardiologia ogni 20.000 abitanti. Il fabbisogno stimato per il territorio sarebbe, pertanto, di almeno 6 posti letto di UTIC e 18 di degenza Cardiologia. Tale forte bisogno assistenziale negli ultimi anni è stato peraltro fortemente evidenziato da tutte le aggregazioni dei Cittadini dei Comuni della zona Sud. In armonia pertanto con i bisogni assistenziali dei Cittadini della zona Sud, con piani di programmazione Aziendale e Regionale, si ritiene urgente ed indifferibile dotare l’attuale Cardiologia del presidio di Avola di 4 posti letto di UTIC e di 12 posti letto di Cardiologia”.

Sono decorsi circa cinque anni da detto atto deliberativo, sono stati completati i reparti ed acquisite le nuove attrezzature, ma non si è attivato il servizio.

In occasione dell’incontro che i rappresentanti del Comitato per il Diritto alla Salute hanno avuto con gli organi provinciali dell’AUSL, è stato comunicato che a Lentini, dopo l’attivazione dei posti letto di UTIC, sono crollati i decessi di persone affetti dalle relative patologia, quindi non comprendo perché, a tutt’oggi, non sia stato adottato alcun provvedimento per scongiurare possibili decessi tra i cittadini residente nella zona sud della provincia, per rendere effettivi “l’urgenza ed indifferibilità” segnalati dai tecnici sin dal 2004, per l’apertura dell’UTIC e della rianimazione, mentre si è già provveduto ad attivare servizi in altri territori, parimenti importanti, ma non certamente più urgenti.

Auguro, che al più presto i molti problemi, che affliggono i servizi sanitari nella zona sud della provincia, vengano affrontati e risolti con la dovuta urgenza, fermezza ed efficienza; che le promesse si concretizzino in fatti; che vengano aperti i reparti di Cardiologia con UTIC, di Rianimazione e di Oncologia, già pronti da tempo, che l’ospedale unico Avola-Noto venga finalmente fornito di una nuova TAC e di nuove autoambulanze, senza che gli stessi vengano dirottate in altri lidi, come è avvenuto in precedenza, e non venga depauperato l’ospedale unico Avola-Noto delle attrezzature di cui dispone.

Auguro inoltre, che i rappresentanti istituzionali e politici vigilino anche loro per il rispetto del diritto alla salute e di uguaglianza dei cittadini residente nella zona sud della provincia di Siracusa.

Avola 8-9-2009
Avv. Salvatore Grande

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Venerdì ore 20.00 presso il cortile del Centro Giovanile di Viale Mattarella si svolgerà la Pubblica Assemblea sulle problematiche legate all'ospedale, con riferimento a possibili delucidazioni sul piano di riparto dei servizi e dei posti letto dopo il decreto assessoriale.

Chiediamo di dare la massima diffusione alla notizia.

Il Comitato per il Diritto alla Salute

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Il Comitato per la difesa del diritto alla salute

In data 3 agosto 2009 si è svolta nella sala convegni dell'ospedale “G. Di Maria” di Avola l'assemblea dei lavoratori della sanità, organizzata dalla Segreteria Provinciale del Sindacato Autonomo di Categoria FIALS, ove è stata affrontata la problematica dei servizi sanitari nella zona sud della provincia di Siracusa.

All'assemblea sono intervenuti oltre al personale sanitario anche Il Sig. Sindaco del Comune di Avola Dott. Barbagallo, i componenti del comitato per la difesa del diritto alla salute nella zona sud della Provincia, i rappresentanti dei gruppi politici locali e cittadini comuni.

Nel corso della lunga e affollata assemblea sono state affrontate da parte di tutti gli intervenuti le problematiche relative allo stato attuale dei servizi sanitari nell’ospedale unico Avola-Noto, nonché la situazione venutasi a verificare in seguito all’adozione da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità del 15 giugno 2009.

In particolare il Sig. Sindaco ha voluto informare l'uditorio sulla ulteriore proposta di rimodulazione dei posti letto nel Distretto Ospedaliero SR1, consegnatagli dall'On. Bufardeci, Vice presidente della Regione Sicilia.

In detta proposta di rimodulazione, che deve essere ancora sottoposta all’approvazione dell’Assessorato Regionale alla Sanità, si sostiene l'unicità dell'Ospedale Avola-Noto al quale, però, vengono assegnati complessivamente soltanto 130 posti per acuti, 11 posti di DH e 65 posti tra Riabilitazione e Lungo degenza.

Dopo ampio dibattito da parte dei presenti su tale oscena proposta, che, di fatto, invece di potenziare l'ospedale unico Avola-Noto lo penalizza ulteriormente chiudendo le U.O. di Oncologia, Oculistica, Otorino, Nefrologia e Dialisi per trasferirle all'Umberto I di Siracusa, i soggetti intervenuti hanno tutti concordato nel ribadire quanto segue:

- Rigettare in modo assoluto il contenuto del documento proposto al Sig. Sindaco del Comune di Avola che prevede una inaccettabile ipotesi di assegnazione dei posti letto nella zona sud della Provincia di Siracusa.

- Rivendicare la ridistribuzione dei posti letto provinciali secondo i principi di eguaglianza e pari dignità tra tutti i cittadini della stessa provincia.

- Pretendere l’effettiva applicazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento da parte di tutti gli organi che hanno la responsabilità politica e amministrativa della Sanità.

- Rivendicare i posti letto esistenti nell'Ospedale Unico Avola-Noto e apertura immediata delle unità operative previste nel piano di rifunzionalizzazione del 2 settembre 2002, nel D.A. n. 810/2003 e nell’atto aziendale del luglio 2005, “congelati” in seguito all’adozione del D.A. dell’8-8-2007 e non ancora attivate (Cardiologia + UTIC, Rianimazione, Urologia, Chirurgia Oncologica, Nefrologia con Dialisi, ecc).

- Coinvolgere S.E. il Prefetto di Siracusa, auspicando un suo autorevole intervento, attese le gravi tensioni esistenti nella popolazione per la continua e reiterata mortificazione dei suoi diritti e, in particolare, della violazione di quelli di uguaglianza ed alla salutenella zona sud della provincia di Siracusa.

- Intraprendere tutte le iniziative possibili, ivi comprese quelle giudiziarie, per ottenere la revoca e/o l’annullamento degli atti che di fatto hanno penalizzato e continuano a penalizzare i diritti di cui sopra.

- Mantenere lo stato di agitazione e vigilare perché non vengano eseguiti provvedimenti che possano penalizzare ulteriormente i cittadini residenti nella zona sud della provincia di Siracusa.

Il Comitato per la difesa del diritto alla salute
della Zona Sud della provincia di Siracusa

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Di seguito il percorso e gli orari della manifestazione promossa dal Comitato per il diritto alla salute della zona sud della Provincia di Siracusa.

La manifestazione, con relativo corteo, per rivendicare il diritto alla salute dei cittadini residenti nei comuni della zona sud della Provincia di Siracusa si svolgerà giorno

venerdì 24 luglio 2009

secondo le seguenti modalità:


alle ore 20.00 raduno dei partecipanti in piazza Teatro avanti la chiesa Santa Venera;

alle ore 20.30 partenza del corteo che percorrerà via Lincoln, via Milano, via Manin corso Garibaldi fino a raggiungere piazza Umberto I;

alle ore 21.30 raduno in piazza Umberto I di tutti i partecipanti e di chi volesse aderire alla manifestazione;

alle ore 21.45 interventi dal palco di alcuni rappresentanti del Comitato.

Il Comitato per il diritto alla salute

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Sanità Avola

Questa volta non taceremo. E’ il tempo della verità e dell’assunzione di responsabilità chiare da parte di quanti hanno contribuito a determinare il disastro della sanità. Il decreto Russo del 15 giugno, con cui l’ospedale “Di Maria” subisce un’ulteriore decurtazione di posti e in prospettiva la riduzione a semplice “poliambulatorio”, risponde a una sola logica: indebolire al massimo la sanità pubblica nella Zona Sud della provincia di Siracusa per rafforzare le strutture del capoluogo e far spazio alla sanità privata, mascherando il provvedimento con l’esigenza di risanare i deficit finanziari ed economici registrati nel tempo.

Questa è una logica politica già sperimentata che guida le azioni del centro-destra da Roma a Palermo, da Siracusa ad Avola. Questa è la logica che è stata attuata dalla giunta Di Giovanni (vicesindaco Barbagallo, governo regionale di centro-destra a guida Cuffaro) in passato e, in questi due anni, dalla giunta Barbagallo (governo regionale di centro-destra a guida Lombardo).

Poco importa che il Presidente Lombardo e l’Assessore Russo provino a coprire questa scelta scellerata adducendo motivazioni di rigore finanziario. Poco importa che gli esponenti del centro-destra siracusano, a tutti i livelli, facciano finta di non sapere, di non capire, di indignarsi. Seppure sono vere le problematiche finanziarie, queste non possono essere superate tagliando alla cieca servizi essenziali come quello ad una adeguata assistenza sanitaria.

E in ogni caso non sono accettabili provvedimenti così gravi calati dall’alto, senza una preventiva verifica di compatibilità territoriale e sociale. La storia della sanità locale è purtroppo piena di episodi simili: i sacrifici imposti nel tempo sulla struttura ospedaliera in nome del risparmio hanno già profondamente inciso nella realtà avolese. Oggi come allora si vorrebbero imporre nuovi sacrifici in assenza di un coinvolgimento della cittadinanza ed in forza di un diktat senza alcun senso. Ciò non può essere consentito. È una scelta politica grave e sbagliata, attuata confidando nella complicità dei parlamentari locali del centro-destra e delle amministrazioni della Zona Sud (tutte governate dalla destra) e approfittando della stagione estiva poco propizia alle proteste e alle sollevazioni.

Il centro-sinistra questa volta non resterà immobile a guardare né aderirà ad appelli fasulli all’unità cittadina; appelli di chi, come il sindaco e i suoi amici, in pura malafede, non ha il coraggio di dire che i politici per i quali ha chiesto ripetutamente il voto (ad esempio Lombardo, Burgaretta, Bufardeci, Gennuso) sono i veri killer della sanità pubblica nella Zona Sud, e in particolare dello scippo senza precedenti rappresentato dalla minacciata chiusura dell’Ospedale di Avola.

Il centro-destra ha vinto le elezioni e deve assumersi la responsabilità di governare e risolvere i problemi. Noi facciamo opposizione apertamente e come ci compete: protestando e cercando di contrastare iniziative scriteriate, informando con chiarezza la città di quello che sta accadendo e rivolgendo direttamente ai cittadini le nostre proposte per una sanità effettivamente migliore e al servizio della comunità.

L’opposizione è opposizione, e noi la facciamo nei tempi, nei modi e nei luoghi che decidiamo noi. D’altro canto, fino a quando il centro-sinistra ha governato questa città, non un solo posto letto è stato sottratto al “Di Maria” né vi è stato ridimensionamento di servizi. Tutto ciò che con questa evidenza contrasta è un’inutile farsa dalla quale riteniamo doveroso prendere le distanze.

Sentiamo invece di dover lanciare una sfida a Barbagallo: se è vero che il sindaco di una città di trentaduemila abitanti non è e non può essere una nullità nel panorama politico siciliano, se è vero che ritiene sbagliato e dannoso per Avola e la Zona Sud il decreto assessoriale che massacra la nostra sanità pubblica, se è vero che in questa valutazione sono al suo fianco sia il vicepresidente della Regione Sicilia, Titti Bufardeci, sia tutto il centro-destra unito e compatto, non solo impugni il decreto Russo, come propone il “Comitato per il diritto alla salute”, ma ne ottenga entro luglio la revoca.
Altrimenti abbia la dignità di rassegnare le dimissioni da un incarico nel quale avrà palesemente dimostrato totale inadeguatezza.

Centro-Sinistra,
Coordinamento cittadino
Avola, 09.07.2009


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Il Comitato per il diritto alla salute

Vi informiamo, che a seguito dell'ultimo incontro svoltosi tra Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud della Provincia di Siracusa e l'Amministrazione comunale di Avola, è stato indetto un Consiglio Comunale aperto sul tema "Rischi per l'ospedale unico Avola-Noto", che si svolgerà giovedì 9 luglio ore 20.00 in piazza Umberto I in Avola.

Vi chiediamo di dare massima diffusione alla notizia.

In allegato l'informativa a cura del Comitato per il diritto alla salute sul perchè è necessario mobilitarsi.

Link: Scarica allegato

Il Comitato per il diritto alla salute

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ospedale avola

Oggi e domani si terranno due incontri importanti per discutere della sorte dell'ospedale Avola-Noto.

Oggi

Giovedì a Palermo ci sara' una riunione dei sindaci della zona sud (sollecitata dal nostro sindaco e accettata a Palermo) con assessore regionale alla sanita' Russo, il vice presidente regione Bufardeci e altri deputati e amministratori.

Domani

Venerdì alle 16.00 si svolgerà un ulteriore incontro, presso il palazzo di città, tra i rappresentanti dell'amministrazione ed i rappresentanti del comitato.

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di Fabio Cancemi

Volevo informarvi che giovedi' a Palermo ci sara' una riunione dei sindaci della zona sud (sollecitata dal nostro sindaco e accettata a Palermo) con assessore regionale alla sanita' Russo, il vice presidente regione Bufardeci e altri deputati e amministratori. L'assessore alla sanita' si e' gia' detto disponibile a discutere e riverificare la situazione relativa all'ospedale Avola-Noto.

Io ho una (personale) certezza... cioe' che l'ospedale di Avola non sara' chiuso ne adesso ne in futuro.

Saremo vigili su questo sia come amministratori e soprattutto come cittadini. Fanno bene il comitato per la salute, la chiesa, le associazioni e quanti altri si mobilitano per discutere e verificare le soluzioni piu' sane e costruttive di protesta in merito all'argomento in oggetto. Il nostro e' un ospedale importante per tutta la zona sud e per l'area estiva siracusana (fontane bianche, ognina, arenella ecc...) e nessuno lo tocchera'...costi quel che costi.

Buona giornata,

Fabio Cancemi

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Comitato per il diritto alla salute della zona sud della Provincia di Siracusa



E’ di sabato scorso la notizia relativa al decreto assessoriale, firmato dall’Assessore alla Sanità Russo, che prevede per il solo settore pubblico (ospedali) il taglio di 2.064 posti letto (a differenza del dato inizialmente previsto, che era di 1.968). L’Assessore giustifica l’improvvisa e sconcertante manovra, con l’esigenza di evitare il commissariamento intimato dal Ministro Sacconi e di attuare la chiusura di ospedali superflui e la rifunzionalizzazione. Chiarisce attraverso la stampa, che entro il 31 agosto tutto dovrà essere completato, compresa la riforma delle ASL.

Ciò che senza dubbio ci preme qui mettere in evidenza è che tra le province, che pagano di più questa manovra, c’è proprio quella di Siracusa ed all’interno di essa la nostra zona–sud risulta essere la più penalizzata.

Il nostro ospedale unico Avola-Noto era già infatti stato assoggettato a rifunzionalizzazione, nel momento in cui i due ospedali erano stati accorpati diventando unico ospedale e sopprimendo i reparti “doppioni”.

Ma di questo la Regione Sicilia, attraverso l’Assessore alla sanità, non ha tenuto conto.

Infatti il piano iniziale prevedeva una riduzione di posti letto in provincia, che andava da 855 a 825; con il decreto assessoriale si è scesi fino a 750 posti, cioè 105 posti in meno.

La cosa più grave, che potrebbe paventarsi e che voci indiscrete indicano già essere prevista nell’ambito della riforma delle ASL, è addirittura l’unificazione degli ospedali di Siracusa_Avola_Noto in un unico distretto ospedaliero, con poco più della metà dei posti letto della provincia finalizzati a soddisfare le esigenze della popolazione di Siracusa città e dell’intera zona sud (circa 300.000 abitanti), riservando quasi la metà dei posti letto al resto della provincia, ossia alla zona nord (ove risiedono circa 100.000 abitanti). Le stesse voci parlano della trasformazione dell’ospedale Avola-Noto in semplice presidio ospedaliero, ossia presidio che si limita a fornire prestazioni ambulatoriali specialistiche.


Come Comitato per il diritto alla salute della zona sud siamo stati inviati, in data 22/06/2009, ad un incontro con il Sindaco di Avola ed il Presidente del Consiglio, i quali ci hanno fornito delucidazioni sullo stato di mobilitazione che si sta generando anche presso la classe politica siracusana.

I deputati regionali della nostra provincia affermano di essere rimasti all’oscuro di tale manovra, nonostante l’Assessore regionale ribadisca che tali decisioni erano già state concordate nel mese di dicembre 2008.

Il Sindaco di Avola ha fatto presente, che a breve si sarebbe tenuta la conferenza dei sindaci della zona sud, proprio per assumere una posizione ferrea verso la manovra sanitaria e cercare un confronto diretto con l’Assessore.

Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud, nell’attesa a breve di notizie da parte dei rappresentati istituzionali, intende con la presente informare i cittadini ed invitarli ad attenzionare la problematica, certi che all’occorrenze, si sarà tutti disposti e pronti a mobilitarsi per la tutela del diritto costituzionale alla salute e la parità di trattamento con gli altri cittadini siciliani, come si è già fatto in passato.

Comitato per il diritto alla salute della zona sud
della Provincia di Siracusa


Ascolta il comunicato audio






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