
LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL NUOVO SINDACO DI NOTO SI RIVOLGA AI NETINI
21:30 | comunicato stampa, diritto alla salute, ospedale | 4 commenti »
RESOCONTO ASSEMBLEA PUBBLICA SULL'OSPEDALE AVOLA-NOTO
15:31 | diritto alla salute, ospedale, sanità | 23 commenti »
Ciò che ci si auspica è un dibattito costruttivo, che lontano da ogni forma di campanilismo, possa contribuire con obiettività ad informare tutti i partecipanti della situazione che si prospetta, dei servizi che saranno territorialmente presenti, delle modalità e dei criteri con cui verranno suddivisi.
Un passo avanti per tutta la zona sud è senza dubbio stato realizzato con l’apertura giovedì mattina, giorno 21 ottobre 2010, presso l’ospedale di Avola dell'Unità Operativa di Cardiologia - UTIC (Unità di terapia intensiva coronarica) attesa dal 2002.
Vi invitiamo a partecipare tutti, per poter contribuire sempre più a rivendicare il fondamentale diritto alla salute.
Il Comitato per il diritto alla salute
della zona sud della Provincia di Siracusa
L'AMMINISTRAZIONE BARBAGALLO DA CHE PARTE STA?
15:59 | diritto alla salute, ospedale, partito democratico, sanità | 1 commenti »
Ecco le proposte del Partito Democratico di Avola per la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa.A Noto: PTA, riabilitazione, lungodegenza.
Ad Avola: Ospedale UNICO con rianimazione.
A Rosolini, Pachino, Portopalo: Strutture di assistenza potenziate.
Non è più il tempo di rivolgere preghiere e suppliche ai politici che hanno avuto ed hanno responsabilità di governo regionale e locale in Sicilia.E’ il tempo invece in cui tutti i cittadini devono chiamarli alle loro responsabilità tenendo la schiena dritta e pretendendo il rispetto dei propri diritti, non chiedendo favori.
Se la situazione in cui si trova la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa è quella attuale, evidentemente c’è stato qualcuno che l’ha voluta e l’ha determinata, motivo per cui non possiamo tollerare che continui a prenderci in giro.
I centomila abitanti dei cinque comuni della zona sud della provincia di Siracusa continuano ad essere trattati come cittadini di serie B dagli Organi dell’Azienda Sanitaria Provinciale con la connivenza degli uomini politici che hanno avuto e continuano ad avere le responsabilità di governo regionale e locale.
E’ già decorso oltre un anno dall’entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 14 aprile
Sono operanti ancora le vecchie, obsolete, insufficienti apparecchiature TAC, i cui accertamenti sono inaffidabili.
Il personale medico e paramedico continua ad essere insufficiente ed, addirittura, ridotto nei numeri.
Il nuovo reparto di UTIC, già pronto nelle strutture e completo di attrezzature, non è ancora attivo nonostante siano ormai decorsi alcuni anni dal suo completamento, siano stati spesi milioni di euro e siano stati fatti ripetuti annunci di apertura, di cui l’ultimo quello dell’Assessore Regionale On. Bufardeci, che aveva preannunciato l’apertura di detto reparto per i primi giorni del decorso mese di luglio.
I reparti di Rianimazione ed Oncologia, anch’essi pronti e completi di attrezzature, sono stati soppressi, così come quelli di Oculistica e Otorino, per come sancito dal Decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità del 25 maggio 2010.
A questo punto, visto che tutti coloro che hanno responsabilità politiche e gestionali in ordine ai servizi sanitari del nostro territorio, anziché dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini o dimettersi, continuano a fare promesse o, addirittura, pur essendo al governo della regione e facendo parte degli organi di controllo in tema di sanità, fanno opposizione a loro stessi per evitare di perdere i voti degli ignari cittadini della zona sud della Provincia, voglio formulare ai Sigg. del Governo Regionale, ed a chi ha in particolare la responsabilità della Sanità Regionale, ed alle Istituzioni Locali alcune semplici domande:
1) La legge regionale n. 5 del 14 aprile
Invero, l’art. 2 di detta legge nell’indicare i principi su cui deve fondarsi il servizio sanitario regionale prevede:
- che deve ispirarsi al “principio della sussidiarità e complementarietà tra gli erogatori dei servizi”, e quindi non si comprende perché si continuino ad accentrare servizi ospedalieri e posti letto nella città di Siracusa, ove esistono anche tre cliniche private poste a poche centinaia di metri dall’Ospedale Umberto I, e vengano erogati molti servizi sanitari doppioni.
- che deve assicurare la parità di accesso a tutti i cittadini e, quindi, non si comprende perché molti servizi sanitari non vengano forniti agli utenti della zona sud della Provincia. Infatti si continua a non avere una efficiente attrezzatura TAC, non sono stati attivati i reparti salva vita (rianimazione e UTIC) nonostante esistano le attrezzature ed i nuovi reparti, è stata soppressa l’Unità Operativa Complessa di Oncologia (della quale recentemente è stato realizzato il nuovo reparto e la camera bianca) ove opera l’unico primario titolare della intera Provincia di Siracusa per andare a realizzarla in altri luoghi con ulteriori costi e non si sa neanche entro quanto tempo.
- che deve rimuovere le cause strutturali di inadeguatezza al fine di garantire una “uniforme, appropriata ed omogenea” erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria “in tutto il territorio regionale”.
Ma davvero possiamo dire che ad oltre un anno dall’entrata in vigore di detta riforma sanitaria nella zona sud della provincia i servizi sanitari sono uniformi, appropriati ed omogenei quali quelli ad esempio della zona nord della provincia (ove vivono pure centomila cittadini) o della città di Siracusa o della vicina provincia di Ragusa? Né si dica che la zona sud della provincia fa parte del Distretto Ospedaliero 1 di Siracusa in quanto l’art. 11 della menzionata nuova legge prevede che anche all’interno del medesimo distretto deve essere erogata in maniera “uniforme” l’attività ospedaliera “nell’interno territorio di riferimento”. Non si comprende pertanto perché l’Assessore Regionale e gli organi provinciali responsabili del servizio sanitario continuino a ridurre i posti letto, i reparti ed i servizi sanitari della zona sud della provincia per concentrarli nella città di Siracusa (ove esistono oltre all’ospedale Umberto I ben tre strutture sanitarie private accreditate alle quali non è stato imposto nessun sacrificio), peraltro anche in struttura diversa e distante da quello dell’Ospedale Umberto I, come si vuole fare per l’Unità Operativa complessa di Oncologia allocata all’Ospedale Rizza di Siracusa, come se fosse eccessivamente difficoltoso per gli utenti raggiungere con qualche minuto di percorso autostradale l’Ospedale “G. Di Maria” di Avola, dove esistono idonei locali ed un reparto efficiente con alto indice di produttività.
L’articolo 6 della citata legge prevede anche che bisogna far fronte alle necessità derivanti dalla “tutela sanitaria per i cittadini immigrati ed extracomunitari e dalle esigenze di protezione della salute nelle aree industriali a rischio”. L’incendio di qualche tempo or sono allo stabilimento ERG di Priolo, ubicato in una delle zone d’Italia ove esiste una fortissima concentrazione di raffinerie ad altissimo rischio, ha dimostrato la necessità di vie di fuga verso la zona sud della Provincia (in detta occasione nella città di Siracusa si è verificato il caos) ove è stata anche prevista l’area di massima emergenza a ridosso dell’ospedale “G. Di Maria” di Avola e nelle immediate vicinanze del raccordo dell’autostrada Siracusa-Gela, ma di ciò non si è tenuto affatto conto nei provvedimenti adottati fino ad oggi.
- La legge prevede anche che i Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi dovranno essere valutati nei loro operati dall’Assessorato Regionale alla Sanità anche in base al principio di “equità d’accesso alle prestazioni erogate”, nonché in base al principio di “buon andamento e imparzialità dell’amministrazione”; ha dimenticato però il Legislatore Regionale di dire chi controlla l’Assessore regionale alla Sanità che, in sostanza, è rimasto l’unico controllore.
2) Mi domando: ma davvero i responsabili della Sanità della Regione e della Provincia di Siracusa sono convinti che i centomila abitanti delle città della zona sud della provincia sono trattati in tema di servizi sanitari in maniera imparziale ed equa come gli altri cittadini della regione o della stessa provincia? [Nella zona nord, ove risiedono circa 1.000,00 abitanti, si sta attivando una nuova e moderna struttura ospedaliera a Lentini con 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Geriatria, Pediatria, Medicina Generale, Oftalmologia, Otorino, Ortopedia, Psichiatria) ed è stato finanziato un nuovo padiglione per l’Ospedale di Augusta (ove peraltro esiste già una struttura privata con circa 180 posti letto) ove sono previsti altri 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Ginecologia, Ostetricia, Pediatria, Medicina Generale, Neurologia, Oftalmologia, Otorino, Oncologia); nella città di Siracusa (ove operano anche altre tre strutture private con circa 150 PL) è stata finanziata la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera ove sono previsti 401 posti letto, di cui 369 per acuti e 32 per post-acuti, con la quasi totalità dei reparti ed ove è stato previsto l’incremento dei posti letto di rianimazione da
3) Chiedo ai Responsabili di Governo Regionale e della Sanità provinciale di spiegare ai cittadini abitanti nella zona sud della provincia quale definizione danno ai principi di imparzialità, buon andamento, equità, uniformità, omogeneità, equilibrata distribuzione dell’offerta, sussidiarietà, complementarietà tra gli erogatori dei servizi ribaditi nella nuova legge regionale n. 5/2009?
Probabilmente vogliono continuare a trattare detti cittadini come sempre, cioè come cittadini di serie “B” a cui mandare gli scarti come è stato fatto con la vecchia e obsoleta attrezzatura TAC dell’Ospedale di Lentini che è stata trasferita all’Ospedale Trigona di Noto, mentre per Lentini ne è stata comprata una nuova e tecnologicamente valida e, magari, vogliono essere ringraziati e supplicati?
Ritengo doveroso continuare ad invitare tutti i cittadini a mobilitarsi per rivendicare con determinazione ed orgoglio il loro diritto alla salute ed al rispetto dei principi della nostra Carta Costituzionale che, purtroppo, chi ha responsabilità di governo proclama a parole o nelle leggi, ma continua a ignorare in concreto.
Avola lì 6-08-2010
Salvatore Grande
Componente del Comitato
per il Diritto alla Salute
nella zona sud della
Provincia di Siracusa.
ASSEMBLEA PUBBLICA - COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE
17:58 | diritto alla salute, ospedale | 0 commenti »Naturalmente è un invito a partecipare. Per un resoconto veloce, invece, vi invitiamo a consultare il volantino sottostante.
151 POSTI LETTO PER L'OSPEDALE AVOLA-NOTO
18:38 | diritto alla salute, ospedale, sanità | 1 commenti »
- 151 per l'ospedale Avola-Noto
- 369 per l'ospedale Umberto I di Siracusa
- 115 per l'ospedale di Lentini
- 115 per l'ospedale di Augusta
Oppure leggere la Lettera del Comitato per la difesa del diritto alla salute dei cittadini
ATTO DI INDIRIZZO AL SINDACO DELLA CITTA' DI AVOLA
09:00 | diritto alla salute, ospedale, sanità | 0 commenti »- preso atto che, nella seduta di Consiglio comunale aperto del 04/01/2010, forze politiche e le sociali della città di Avola si sono espresse favore di una sanità che tuteli la salute di tutti i cittadini della zona sud, con la condivisione della proposta di rifunzionalizzazione formulata dall'ASP di Siracusa, seguitodel tavolo di confronto con l'Assessorato a Regionalealla Sanità, in esito al sopralluogoispettivo svolto dal Direttore Generale Regionale dr. Guizzardi, dalla dott.ssa Martellucci e dal dr. Aliquò in data 03/12/2009, che prevede l'Ospedale unico Avola-Noto con la differenziazione dei due presidi, uno per acuti e l'altro di lungodegenza, riabllitazione e PTA;
- considerato, però, che la zona sud non è coperta da servizi sanitari importanti che la suddetta proposta sopprime, come Rianimazione, Oculistica, ORL e Oncologia, pur avendo attrezzature e reparti già organizzati e funzionanti con la sistemazione della camera bianca ultimamente allocata nel presidiodi Avola;
- sentiti i rappresentanti del Comitato per la tutela della salute nella zona sud della Provincia di Siracusa;
- sentiti medici e personale sanitario;
- forti nel convincimento che per ragioni di economicità, vedi Riforma sanitaria, ma, soprattutto, di funzionalità, di miglioramento del servizio sanitario nell'ospedale Avola-Noto, nell'ottica di servire al meglio la comunità tutta della zona sud, cercandodi annullare il rischio di morte per malasanità;
all'unanimità dà mandato e impegna il Sindaco di Avola, Dr. Antonino Barbagallo a riproporre l'approvazionedella bozza sottoscritta 23/12/2009 dalla Conferenza dei Sindaci, apportando i seguenti aggiustamentiche risanerebbero in parte la ferita inflitta alla sanità pubblica nella zona sud dove, diversamente dalla zona centro e Nord, a compenso, non insistono strutture sanitarie private.
Presidio di Avola
- N. 4 posti ordinari di Rianimazione
- N. 8 posti ordinari di Oncologia + N. 2 posti di DH
- N. 8 posti ordinari di Oculisticae ORL + N. 4 posti di DH
- N. 2 posti ordinari di Nefrologia e Dialisi + N. 2 posti di DH
Avola 05/01/2010
GIOVANNI MAZZONE SULLA VICENDA OSPEDALE AVOLA-NOTO
14:47 | decreto russo, diritto alla salute, ospedale, sanità | 19 commenti »di Giovanni Mazzone

Pur riconoscendo che finalmente, forse, si è imboccata la strada giusta, intervengo nel dibattito per evitare che inopportuni toni trionfalistici e polemici possano compromettere gli sforzi sin’ora effettuati.
Caro Fabrizio, l’obiettivo comune, sempre ricordatoci dal Comitato sul diritto alla salute, è quello di migliorare gli standard sanitari esistenti nella Zona sud della nostra provincia, adeguandoli almeno a quelli esistenti nelle altre provincie siciliane e nel resto d’Italia.
Spostare i reparti da una città all’altra non comporta, invece, alcun innalzamento degli attuali standard sanitari.
Se la coperta è corta, spostandola da una parte o dall’altra non si ottiene il risultato di allungarla, ma solo quello di scatenare laceranti guerre tra poveri, rompendo così un fronte che, invece, dovrebbe essere compatto per ottenere dai “vertici regionali” servizi sanitari efficienti che presuppongono:
a) attrezzature moderne;
b) un numero sufficiente di medici e di paramedici.
Sul primo punto un grosso passo avanti è stato fatto con la recente distribuzione dei fondi comunitari 2007-2012.
Il nostro Ospedale Unico Avola-Noto, infatti, riceverà in dotazione NUOVE TAC e Risonanze magnetiche.
Questo, caro Fabrizio, è un “importantissimo risultato”.
Sul secondo punto (numero sufficiente di medici e di paramedici) nessun risultato è stato invece ottenuto.
Questo parametro, infatti, è proporzionale al numero dei posti letto che, con il Decreto Russo dell’estate scorsa, nella nostra provincia è precipitato a 750 (tra ordinari e day hospital) a fronte di una dotazione minimale di 825 richiesta dalla stessa ASL a seguito di apposito studio sulle patologie presenti nel territorio.
Come potrà funzionare bene l’UTIC se dovrà avvalersi degli stessi medici ed infermieri che oggi a stento bastano per la Cardiologia?
Lo stesso dicasi per la Rianimazione; quale servizio deve fornire se il numero degli anestesisti non sarà aumentato e se, invece, non si sostituiscono neanche quelli che vanno in pensione?
Ebbene, il ricorso proposto dal Presidente della Provincia Regionale e da numerosi Sindaci, frettolosamente giudicato “inutile” dall’amico Alia, tende semplicemente all’annullamento del Decreto Russo nella parte in cui riduce il numero dei posti letto negli Ospedali pubblici della provincia di Siracusa, così da evitare la consequenziale riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.
Il deposito del ricorso, tuttavia, non ha certamente impedito l’attivazione di ogni canale per ottenere politicamente ciò che è stato chiesto anche giudizialmente.
Si può sempre rinunciare al ricorso nel momento in cui dovesse cessare la materia del contendere.
Non è vero, invece, l’inverso.
Se il Decreto Russo non fosse stato tempestivamente impugnato avanti il TAR, nei perentori tempi di legge, si avrebbe avuto l’automatico effetto di devolvere la problematica in questione, relativa alla riduzione del numero dei posti letto, esclusivamente nella sede politica, unica sede rimasta.
Ma quali risultati sono stati ottenuti in quest’ultima sede?
Sono stati aumentati i posti letto esistenti per adeguarli agli standards regionali o nazionali?
Sono stati ridotti i posti letto delle cliniche private convenzionate con consequenziale aumento dei posti letto negli Ospedali pubblici?
E’ stato revocato il Decreto Russo nella parte in cui riduce ulteriormente i posti letto negli Ospedali pubblici della nostra provincia?
Poiché purtroppo la risposta alle suddette domande è negativa, il Presidente della Provincia ed i Sindaci avevano il dovere di difendere giudizialmente i vilipesi diritti fondamentali delle comunità amministrate, evitando così che un nefasto Decreto Assessoriale divenisse inoppugnabile per inammissibili atteggiamenti referenziali del livello amministrativo rispetto a quello politico.
Detto ciò, cosa è successo nei giorni scorsi?
E’ successo che l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) ha proposto alla Conferenza dei Sindaci un piano di riassetto degli Ospedali pubblici della Provincia che, per quanto ci riguarda, prevede una forte riduzione dei posti letti per acuti destinati al presidio di Noto, passati dagli attuali 65 a 12, con trasferimento al presidio di Avola delle Unità Operative Complesse di Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria.
A Noto rimarrebbe l’Unità Operativa Complessa di Geriatria, ridotta da 18 (16+2) a 12 posti letto.
E’ prevista inoltre a Noto l’istituzione della Lungodegenza (con 36 posti letto) e della Riabilitazione (con 29 posti letto).
Non c’è dubbio che il piano va nella direzione giusta, cioè la distribuzione funzionale dei servizi da tempo auspicata, con un Presidio specializzato nei trattamenti chirurgici e d’urgenza ed un altro specializzato in quelli medici.
E’ altrettanto giustificato, e da tempo rivendicato, che ragioni logistiche propendono per la locazione ad Avola del Presidio del primo tipo (chirurgico e d’urgenza) ed a Noto del Presidio del secondo tipo (medico).
E’ chiaro, tuttavia, come allo stato la proposta dell’ASP sia del tutto sbilanciata, sia per l’iniqua distribuzione del numero di posti letto tra i due Presidi, sia per la tipologia dei servizi non sempre coerente con la distribuzione funzionale sopra descritta.
So che già giorno 24 sono stati effettuati costruttivi incontri tendenti ad apportare alla proposta ASP gli opportuni aggiustamenti e so che altri incontri sono previsti per giorno 28 e seguenti.
E allora, caro Fabrizio, “non dire quattro se non ce l’hai nel sacco”.
Oggi dobbiamo invece, tutti insieme, vigilare su due rischi:
- evitare che si scateni una guerra campanilistica tra Avola e Noto; così come era inaccettabile la proposta di questa estate di trasformare il Presidio di Avola in poliambulatorio e trasferire i reparti a Noto, allo stesso modo è inaccettabile la proposta odierna di lasciare a Noto solo 12 posti letto di Geriatria; significherebbe buttare al vento i circa 10 milioni di euro recentemente spesi per l’adeguamento ed ammodernamento di quel Presidio. Quello sforzo economico, invece, deve essere valorizzato con il trasferimento nel Presidio di Noto di tutte le Unità Operative Complesse compatibili con la sua allocazione geografica;
- evitare che pressioni di tipo politico facciano abortire, così come purtroppo avvenne nel 2002 (intellegentibus pauca), un disegno di politica sanitaria improntato a coerenza ed efficienza, con ad Avola un Presidio specializzato nei trattamenti di tipo chirurgico e d’urgenza ed a Noto un Presidio specializzato nei trattamenti di tipo medico.
Cordiali saluti ed auguri di buone feste a tutti.

Tenuto conto che:
- nonostante le promesse fatte dai rappresentanti delle istituzioni, sono decorsi oltre sei mesi dall’entrata in vigore della nuova legge regionale di riforma della sanità e circa quattro mesi dall’emissione del relativo decreto assessoriale, senza che nessun fatto nuovo positivo si sia verificato;
- i presidi di Avola e Noto sono dotati di TAC spesso non funzionanti e che non garantiscono il relativo servizio;
- da tempo è stato previsto l’acquisto della nuova TAC, indispensabile per il reparto di oncologia, per l’ospedale “G. Di Maria” di Avola, ma a tutt’oggi nessuna nuova attrezzatura è pervenuta;
- il servizio autoambulanze nel territorio non è per nulla efficiente e spesso interrotto;
- i nuovi reparti di cardiologia con UTIC, Rianimazione e Oncologia di Avola, già completi ormai da anni, per una spesa di 10 milioni di euro, non sono stati ancora attivati;
- nel 2007 è stato effettuato un lascito a favore dell’ospedale di Avola per l’acquisto di una autoambulanza attrezzata di apparecchiature cardiologiche e nonostante l’atto deliberativo del 18 gennaio 2008, per la somma di euro 154.938, già donata, tutt’oggi, dopo due anni, ancora non è stata acquistata;
- i reparti sono sempre più sguarniti di personale sanitario, a causa della mancata sostituzione dei pensionamenti;
- l’amministrazione comunale di Avola non ha partecipato con gli altri comuni e la Provincia al ricorso al TAR per la difesa ed il mantenimento dell’ospedale di Avola.
NON PIU’ PAROLE, MA FATTI ...E SUBITO!
Chiediamo di dare la massima diffusione alla notizia.
Link: Guarda le foto
[EDIZIONE SPECIALE] RESOCONTO DELLA SITUAZIONE OSPEDALE AVOLA-NOTO
16:58 | diritto alla salute, ospedale, sanità | 11 commenti »Il Comitato per la difesa del diritto alla salute
All'assemblea sono intervenuti oltre al personale sanitario anche Il Sig. Sindaco del Comune di Avola Dott. Barbagallo, i componenti del comitato per la difesa del diritto alla salute nella zona sud della Provincia, i rappresentanti dei gruppi politici locali e cittadini comuni.
Nel corso della lunga e affollata assemblea sono state affrontate da parte di tutti gli intervenuti le problematiche relative allo stato attuale dei servizi sanitari nell’ospedale unico Avola-Noto, nonché la situazione venutasi a verificare in seguito all’adozione da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità del 15 giugno 2009.
In particolare il Sig. Sindaco ha voluto informare l'uditorio sulla ulteriore proposta di rimodulazione dei posti letto nel Distretto Ospedaliero SR1, consegnatagli dall'On. Bufardeci, Vice presidente della Regione Sicilia.
In detta proposta di rimodulazione, che deve essere ancora sottoposta all’approvazione dell’Assessorato Regionale alla Sanità, si sostiene l'unicità dell'Ospedale Avola-Noto al quale, però, vengono assegnati complessivamente soltanto 130 posti per acuti, 11 posti di DH e 65 posti tra Riabilitazione e Lungo degenza.
Dopo ampio dibattito da parte dei presenti su tale oscena proposta, che, di fatto, invece di potenziare l'ospedale unico Avola-Noto lo penalizza ulteriormente chiudendo le U.O. di Oncologia, Oculistica, Otorino, Nefrologia e Dialisi per trasferirle all'Umberto I di Siracusa, i soggetti intervenuti hanno tutti concordato nel ribadire quanto segue:
- Rigettare in modo assoluto il contenuto del documento proposto al Sig. Sindaco del Comune di Avola che prevede una inaccettabile ipotesi di assegnazione dei posti letto nella zona sud della Provincia di Siracusa.
- Rivendicare la ridistribuzione dei posti letto provinciali secondo i principi di eguaglianza e pari dignità tra tutti i cittadini della stessa provincia.
- Pretendere l’effettiva applicazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento da parte di tutti gli organi che hanno la responsabilità politica e amministrativa della Sanità.
- Rivendicare i posti letto esistenti nell'Ospedale Unico Avola-Noto e apertura immediata delle unità operative previste nel piano di rifunzionalizzazione del 2 settembre 2002, nel D.A. n. 810/2003 e nell’atto aziendale del luglio 2005, “congelati” in seguito all’adozione del D.A. dell’8-8-2007 e non ancora attivate (Cardiologia + UTIC, Rianimazione, Urologia, Chirurgia Oncologica, Nefrologia con Dialisi, ecc).
- Coinvolgere S.E. il Prefetto di Siracusa, auspicando un suo autorevole intervento, attese le gravi tensioni esistenti nella popolazione per la continua e reiterata mortificazione dei suoi diritti e, in particolare, della violazione di quelli di uguaglianza ed alla salutenella zona sud della provincia di Siracusa.
- Intraprendere tutte le iniziative possibili, ivi comprese quelle giudiziarie, per ottenere la revoca e/o l’annullamento degli atti che di fatto hanno penalizzato e continuano a penalizzare i diritti di cui sopra.
- Mantenere lo stato di agitazione e vigilare perché non vengano eseguiti provvedimenti che possano penalizzare ulteriormente i cittadini residenti nella zona sud della provincia di Siracusa.
della Zona Sud della provincia di Siracusa
RETTIFICA - PROGRAMMA DEL CORTEO PER LA DIFESA DELL'OSPEDALE
14:53 | diritto alla salute, ospedale, sanità | 23 commenti »secondo le seguenti modalità:
alle ore 20.00 raduno dei partecipanti in piazza Teatro avanti la chiesa Santa Venera;
alle ore 20.30 partenza del corteo che percorrerà via Lincoln, via Milano, via Manin corso Garibaldi fino a raggiungere piazza Umberto I;
alle ore 21.30 raduno in piazza Umberto I di tutti i partecipanti e di chi volesse aderire alla manifestazione;
alle ore 21.45 interventi dal palco di alcuni rappresentanti del Comitato.

Questa è una logica politica già sperimentata che guida le azioni del centro-destra da Roma a Palermo, da Siracusa ad Avola. Questa è la logica che è stata attuata dalla giunta Di Giovanni (vicesindaco Barbagallo, governo regionale di centro-destra a guida Cuffaro) in passato e, in questi due anni, dalla giunta Barbagallo (governo regionale di centro-destra a guida Lombardo).
Poco importa che il Presidente Lombardo e l’Assessore Russo provino a coprire questa scelta scellerata adducendo motivazioni di rigore finanziario. Poco importa che gli esponenti del centro-destra siracusano, a tutti i livelli, facciano finta di non sapere, di non capire, di indignarsi. Seppure sono vere le problematiche finanziarie, queste non possono essere superate tagliando alla cieca servizi essenziali come quello ad una adeguata assistenza sanitaria.
E in ogni caso non sono accettabili provvedimenti così gravi calati dall’alto, senza una preventiva verifica di compatibilità territoriale e sociale. La storia della sanità locale è purtroppo piena di episodi simili: i sacrifici imposti nel tempo sulla struttura ospedaliera in nome del risparmio hanno già profondamente inciso nella realtà avolese. Oggi come allora si vorrebbero imporre nuovi sacrifici in assenza di un coinvolgimento della cittadinanza ed in forza di un diktat senza alcun senso. Ciò non può essere consentito. È una scelta politica grave e sbagliata, attuata confidando nella complicità dei parlamentari locali del centro-destra e delle amministrazioni della Zona Sud (tutte governate dalla destra) e approfittando della stagione estiva poco propizia alle proteste e alle sollevazioni.
Il centro-sinistra questa volta non resterà immobile a guardare né aderirà ad appelli fasulli all’unità cittadina; appelli di chi, come il sindaco e i suoi amici, in pura malafede, non ha il coraggio di dire che i politici per i quali ha chiesto ripetutamente il voto (ad esempio Lombardo, Burgaretta, Bufardeci, Gennuso) sono i veri killer della sanità pubblica nella Zona Sud, e in particolare dello scippo senza precedenti rappresentato dalla minacciata chiusura dell’Ospedale di Avola.
Il centro-destra ha vinto le elezioni e deve assumersi la responsabilità di governare e risolvere i problemi. Noi facciamo opposizione apertamente e come ci compete: protestando e cercando di contrastare iniziative scriteriate, informando con chiarezza la città di quello che sta accadendo e rivolgendo direttamente ai cittadini le nostre proposte per una sanità effettivamente migliore e al servizio della comunità.
L’opposizione è opposizione, e noi la facciamo nei tempi, nei modi e nei luoghi che decidiamo noi. D’altro canto, fino a quando il centro-sinistra ha governato questa città, non un solo posto letto è stato sottratto al “Di Maria” né vi è stato ridimensionamento di servizi. Tutto ciò che con questa evidenza contrasta è un’inutile farsa dalla quale riteniamo doveroso prendere le distanze.
Sentiamo invece di dover lanciare una sfida a Barbagallo: se è vero che il sindaco di una città di trentaduemila abitanti non è e non può essere una nullità nel panorama politico siciliano, se è vero che ritiene sbagliato e dannoso per Avola e la Zona Sud il decreto assessoriale che massacra la nostra sanità pubblica, se è vero che in questa valutazione sono al suo fianco sia il vicepresidente della Regione Sicilia, Titti Bufardeci, sia tutto il centro-destra unito e compatto, non solo impugni il decreto Russo, come propone il “Comitato per il diritto alla salute”, ma ne ottenga entro luglio la revoca.
Altrimenti abbia la dignità di rassegnare le dimissioni da un incarico nel quale avrà palesemente dimostrato totale inadeguatezza.
Coordinamento cittadino
Avola, 09.07.2009
Il Comitato per il diritto alla salute
Vi chiediamo di dare massima diffusione alla notizia.
In allegato l'informativa a cura del Comitato per il diritto alla salute sul perchè è necessario mobilitarsi.
Link: Scarica allegato
DUE INCONTRI PER DECIDERE LA SORTE DELL'OSPEDALE AVOLA-NOTO
10:30 | diritto alla salute, sanità | 6 commenti »
Oggi
Giovedì a Palermo ci sara' una riunione dei sindaci della zona sud (sollecitata dal nostro sindaco e accettata a Palermo) con assessore regionale alla sanita' Russo, il vice presidente regione Bufardeci e altri deputati e amministratori.
Domani
Venerdì alle 16.00 si svolgerà un ulteriore incontro, presso il palazzo di città, tra i rappresentanti dell'amministrazione ed i rappresentanti del comitato.
COSTI QUEL CHE COSTI NESSUNO TOCCHERA' IL NOSTRO OSPEDALE
17:32 | commenti in evidenza, diritto alla salute, sanità | 18 commenti »di Fabio Cancemi

Io ho una (personale) certezza... cioe' che l'ospedale di Avola non sara' chiuso ne adesso ne in futuro.
Saremo vigili su questo sia come amministratori e soprattutto come cittadini. Fanno bene il comitato per la salute, la chiesa, le associazioni e quanti altri si mobilitano per discutere e verificare le soluzioni piu' sane e costruttive di protesta in merito all'argomento in oggetto. Il nostro e' un ospedale importante per tutta la zona sud e per l'area estiva siracusana (fontane bianche, ognina, arenella ecc...) e nessuno lo tocchera'...costi quel che costi.
Buona giornata,
Comitato per il diritto alla salute della zona sud della Provincia di Siracusa

Ciò che senza dubbio ci preme qui mettere in evidenza è che tra le province, che pagano di più questa manovra, c’è proprio quella di Siracusa ed all’interno di essa la nostra zona–sud risulta essere la più penalizzata.
Il nostro ospedale unico Avola-Noto era già infatti stato assoggettato a rifunzionalizzazione, nel momento in cui i due ospedali erano stati accorpati diventando unico ospedale e sopprimendo i reparti “doppioni”.
Ma di questo la Regione Sicilia, attraverso l’Assessore alla sanità, non ha tenuto conto.
Infatti il piano iniziale prevedeva una riduzione di posti letto in provincia, che andava da 855 a 825; con il decreto assessoriale si è scesi fino a 750 posti, cioè 105 posti in meno.
La cosa più grave, che potrebbe paventarsi e che voci indiscrete indicano già essere prevista nell’ambito della riforma delle ASL, è addirittura l’unificazione degli ospedali di Siracusa_Avola_Noto in un unico distretto ospedaliero, con poco più della metà dei posti letto della provincia finalizzati a soddisfare le esigenze della popolazione di Siracusa città e dell’intera zona sud (circa 300.000 abitanti), riservando quasi la metà dei posti letto al resto della provincia, ossia alla zona nord (ove risiedono circa 100.000 abitanti). Le stesse voci parlano della trasformazione dell’ospedale Avola-Noto in semplice presidio ospedaliero, ossia presidio che si limita a fornire prestazioni ambulatoriali specialistiche.
Come Comitato per il diritto alla salute della zona sud siamo stati inviati, in data 22/06/2009, ad un incontro con il Sindaco di Avola ed il Presidente del Consiglio, i quali ci hanno fornito delucidazioni sullo stato di mobilitazione che si sta generando anche presso la classe politica siracusana.
I deputati regionali della nostra provincia affermano di essere rimasti all’oscuro di tale manovra, nonostante l’Assessore regionale ribadisca che tali decisioni erano già state concordate nel mese di dicembre 2008.
Il Sindaco di Avola ha fatto presente, che a breve si sarebbe tenuta la conferenza dei sindaci della zona sud, proprio per assumere una posizione ferrea verso la manovra sanitaria e cercare un confronto diretto con l’Assessore.
Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud, nell’attesa a breve di notizie da parte dei rappresentati istituzionali, intende con la presente informare i cittadini ed invitarli ad attenzionare la problematica, certi che all’occorrenze, si sarà tutti disposti e pronti a mobilitarsi per la tutela del diritto costituzionale alla salute e la parità di trattamento con gli altri cittadini siciliani, come si è già fatto in passato.
della Provincia di Siracusa
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