1) Da quanto tempo segui AvolaBlog?

Innanzitutto volevo ringraziare la redazione e i lettori di Avola blog per il loro contributo quotidiano, utile a far uscire la politica dal Palazzo e renderla più vicina ai cittadini. Conosco Avola blog praticamente dall'inizio della sua avventura.

2) Cosa è per te un blog? Credi nel citizen jurnalism?

Un blog è un luogo dove poter esprimere liberamente le proprie opinioni, confrontassi, fare informazione al di fuori dei canali tradizionali e per questo negli ultimi anni si è affermato come straordinario mezzo di comunicazione, molte volte controcorrente e libero e per questo sempre più apprezzato dai lettori; i blogger cinesi, iraniani ad esempio hanno dato in questi anni notizie da luoghi in cui la libertà di stampa è assente e grazie a loro siamo riusciti a sapere quali nefandezze alcuni regimi abbiano commesso negli ultimi anni. Infine il blog è uno straordinario mezzo di mobilitazione; molte iniziative, manifestazioni, incontri avvenuti in questi anni sono partite dai Blog, o dal tam tam sui social network. In un paese in cui si è affidata alla televisione la missione di fare informazione disgregando il tessuto sociale, il blog rappresenta di fatto un ritorno al passato, quando le piazze i caffè, le librerie erano i luoghi principali in cui si faceva opinione, si discuteva si organizzava la società civile.

3) Cosa ti ha spinto a interloquire con i lettori di AvolaBlog?

Il desiderio di poter calibrare il mio impegno politico alle reali esigenze della collettività; il rischio infatti per chi fa politica è di entrare in una forma di autoreferenzialismo che di fatto mortifica il senso stesso del nostro impegno. Il partito democratico ad esempio con le primarie è riuscito ad inserire nel panaroma politico italiano un elemento di novità che va in questa direzione, quella di coinvolgere direttamente i cittadini nella definizione dei programmi e delle politiche da mettere in campo.

4) Qual'è la tua opionione riguardo gli utenti che commentano in forma anonima?

Non fa differenza, sono abituato a giudicare ciò che si scrive o si dice, non chi lo dice. Una fesseria firmata o in forma anonima resta sempre un fesseria. Così come un ragionamento lucido ed intelligente resta tale anche se fatto in forma anonima. Tuttavia ritengo che per chi fa politica, è doveroso firmarsi in quanto i propri interventi possono contribuire a creare veleni montati ad arte per avvantaggiare un partito rispetto ad un altro.

5) Hai ricevuto pesanti critiche in passato? Questo ti ha fatto stare male? Se si, perchè continui a interloquire?

Le critiche se non in malafede fanno bene, in quanto per un politico è fondamentale capire le esigenze del proprio elettorato; non siamo unti dal Signore, siamo persone comuni e come tali non infallibili; l'importante è riuscire a fare autocritica quanto serve ed avere una buona dose di umiltà sempre più assente nei palazzi della politca italiana.

6) Secondo te AvolaBlog ha contribuito a rendere i cittadini partecipi o quanto meno più vicini alla politica locale?

Si, nel passato non si sapeva praticamente niente di ciò che accadeva in consiglio comunale o in una riunione di giunta; scelte importanti per la città venivano fatte in completa segretezza senza nessun coinvolgimento diretto e molte volte denunce e segnalazioni di allarme restavano senza voce.

7) Reputi che l'informazione online sia più libera e veritiera rispetto a quella fornita dai media tradizionali?

Si, infatti come ricordavo in precedenza, i blog hanno sostituito tv e carta stampata nei luoghi in cui non vi è libertà di stampa, ed in molti casi ciò è servito ad evitare massacri e genocidi come quello del Myanmar.

8) Cosa ne pensi delle denunce al nostro blog? Vorresti dare un consiglio a chi - forse senza conoscere le potenzialità di questo strumento - è pronto a sporgere denuncia?

Vi esprimo completa solidarietà, leggo il blog da sempre ed ho notato l'imparzialità della redazione sempre pronta a redarguire o bannare commenti diffamatori e lesivi della dignità personale.

9) Qualora si organizzasse un incontro ad Avola per discutere di tematiche inerenti al blog e la comunicazione online saresti disposto/a a intervenire personalmente?

Certamente, anzi vi invito ad organizzarlo in quanto come dicevo in precedenza i blog servono anche a questo, organizzare la società e promuovere incontri in modo da rendere la cittadinanza sempre più attiva e partecipe.

10) Prima di salutarci vuoi lasciare un messsaggio ai nostri lettori?

Ringrazio i lettori di Avola blog, in quanto con il loro contributo quotidiano consentono, a chi come noi fa politica, di essere informati delle reali esigenze della collettività, visto che oggigiorno la politica ha abdicato su tale fronte, preferendo i salotti televisivi alle piazze e alle sezioni. come affermava O.Wilde :" Io adoro i partiti politici. Sono gli unici posti dove la gente non parla di politica".

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1) Da quanto tempo segui AvolaBlog?

Da quando è stato pensato…

2) Cosa è per te un blog? Credi nel citizen jurnalism?

È un mezzo reale di libera espressione e di confronto.

3) Cosa ti ha spinto a interloquire con i lettori di AvolaBlog?

La voglia di dare il mio contributo al blog.

4) Qual'è la tua opionione riguardo gli utenti che commentano in forma anonima?

Ognuno è libero di scriversi anonimo. Io personalmente non lo condivido, ma rispetto chi lo fa rispettando chi prende in considerazione scrivendo.

5) Hai ricevuto pesanti critiche in passato? Questo ti ha fatto stare male? Se si, perchè continui a interloquire?

Si, è capitato, ma continuo a scrivere senza paure di critiche e querele fin tanto che scrivo ciò che è vero.

6) Secondo te AvolaBlog ha contribuito a rendere i cittadini partecipi o quanto meno più vicini alla politica locale?

Forse li ha spinti a leggere, ma le politica locale è difficile da capire e soprattutto da capire tramite un blog…bisogna viverla ogni giorno per capirci qualcosa.

7) Reputi che l'informazione online sia più libera e veritiera rispetto a quella fornita dai media tradizionali?

Assolutamente si.

8) Cosa ne pensi delle denunce al nostro blog? Vorresti dare un consiglio a chi - forse senza conoscere le potenzialità di questo strumento - è pronto a sporgere denuncia?

Penso che una denuncia va fatta quando si viene calunniati, infamati, ecc. Se invece si ricevono critiche o giudizi che sono reali, è meglio imparare ad incassare evitantodi fare ulteriori figuracce.

9) Qualora si organizzasse un incontro ad Avola per discutere di tematiche inerenti al blog e la comunicazione online saresti disposto/a a intervenire personalmente?

Nei limiti della mia ignoranza in materia…perché no…

10) Prima di salutarci vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Continuate a scrivere, denunciare, fare complimenti e raccontare liberamente ciò che pensate e ciò che accade. La libertà, quella vera e incondizionata, è l’unica cosa che ci da la dignità di essere uomini.

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1) Da quanto tempo segui AvolaBlog?

Non ricordo precisamente, ma penso di poter rispondere: da qualche anno.

2) Cosa è per te un blog? Credi nel citizen jurnalism?

E’ uno spazio di comunicazione per giovani e meno giovani. Si riesce a leggere tutto il malessere della società, se si è buoni ed attenti lettori. Se, poi, si hanno ruoli sociali o istituzionali è uno strumento di crescita, perché lo scambio e il confronto aiuta ad individuare soluzioni ai problemi.

3) Cosa ti ha spinto a interloquire con i lettori di AvolaBlog?

La voglia di confrontarmi e la ricerca della verità. Affermava John Milton: La verità nasce dal conflitto di idee.

4) Qual'è la tua opionione riguardo gli utenti che commentano in forma anonima?

Ciascuno è libero di presentarsi in forma anonima nel blog, ma nel rispetto della dignità umana.

5) Hai ricevuto pesanti critiche in passato? Questo ti ha fatto stare male? Se si, perchè continui a interloquire?

Sì, ci sono stati commenti che mi hanno profondamente offeso; nonostante ciò ho continuato perché ho fatto l’esperienza che le bugie hanno le gambe corte e dopo aver visitato tre case cadono come pere. Dice un antico proverbio nostro: “L’ariunettu nun si scanta re trona”. Chi è pulito ed ha la coscienza a posto, non teme calunnia. Non potrei comunque fare a meno anche delle critiche che mi fanno riflettere su eventuali comportamenti o situazioni in cui ho potuto sbagliare. Non sono perfetta, ma perfettibile.

6) Secondo te AvolaBlog ha contribuito a rendere i cittadini partecipi o quanto meno più vicini alla politica locale?

Sì, penso proprio di sì. Mi fa piacere che tanti giovani si siano avvicinati al Palazzo attraverso il blog e la disponibilità di alcuni amministratori che come me si sono messi in discussione.

7) Reputi che l'informazione online sia più libera e veritiera rispetto a quella fornita dai media tradizionali?

No, questo non mi pare. A volte l’informazione è falsata dalle tendenze di chi scrive, ma la cosa non mi scandalizza più di tanto: questo succede tanto a destra quanto a sinistra.

8) Cosa ne pensi delle denunce al nostro blog? Vorresti dare un consiglio a chi - forse senza conoscere le potenzialità di questo strumento - è pronto a sporgere denuncia?

E’ chiaro che dietro l’anonimato si può dire peste e corna di una persona e se si oltrepassassero certi limiti anch’io sarei pronta a denunciare. Se però lo strumento è utilizzato da persone educate e corrette ciò non accadrà mai.

9) Qualora si organizzasse un incontro ad Avola per discutere di tematiche inerenti al blog e la comunicazione online saresti disposto/a a intervenire personalmente?

Sì, sicuramente. Darei con piacere il mio contributo.

10) Prima di salutarci vuoi lasciare un messsaggio ai nostri lettori?

Grazie per l’opportunità che ci date di crescere. Non dimenticate che dietro nomi e anonimi ci sono volti, storie di persone, la cui dignità è per me sacra, anche se non le conosco.

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1) Da quanto tempo segui AvolaBlog?

Dalla fine del 2007.

2) Cosa è per te un blog? Credi nel citizen jurnalism?

Un modo “innovativo” con cui confrontarsi con gli altri su determinati argomenti e problemi. Del citizen jurnalism penso tutto il bene possibile ritenendolo un modo di fare giornalismo dal “basso” e quindi meno “riveduto e corretto (o corrotto)”

3) Cosa ti ha spinto a interloquire con i lettori di AvolaBlog?

E’ nello spirito di servizio di una carica elettiva il dialogo ed il confronto con gli altri, ed è per questo che ho deciso di intervenire ed interloquire con i lettori di AvolaBlog, sforzandomi sempre di dire non cosa gli altri volevano sentir dire per captare consensi (ammesso che ciò fosse stato possibile), ma la cosa che, a mio parere, era giusta; non a caso ho chiuso gran parte dei miei interventi con la citazione pirandelliana “così è se vi pare”.

4) Qual'è la tua opionione riguardo gli utenti che commentano in forma anonima?

Nessuna forma di discriminazione o di pregiudizio nei loro riguardi. Chi posta in forma anonima ritengo che lo faccia o per scelta o perché avrà i suoi buoni motivi per farlo.

5) Hai ricevuto pesanti critiche in passato? Questo ti ha fatto stare male? Se si, perchè continui a interloquire?

Panta rei alias tutto scorre. Da “politico” mi sono fatto una corazza blindata difficilmente perforabile da insulti o maldicenze. Anche quando ho ricevuto delle critiche (per la verità pochissime) ho cercato sempre, per quanto mi è stato possibile, di interloquire con gli altri bloggers con pacatezza e rispetto.

6) Secondo te AvolaBlog ha contribuito a rendere i cittadini partecipi o quanto meno più vicini alla politica locale?

Ritengo che tutto quello che va nella direzione della democrazia “partecipata” e della cd. “cittadinanza attiva” vada stimolato ed incoraggiato, ed AvolaBlog questo lo fa egregiamente, facendo in modo che il “Palazzo” fosse meno “lontano” dalla gente e quindi più “aperto”.

7) Reputi che l'informazione online sia più libera e veritiera rispetto a quella fornita dai media tradizionali?

Più che “più libera” la ritengo più obiettiva, “meno condizionata e condizionabile” dai poteri forti e dalle lobby che controllano i media tradizionali.

8) Cosa ne pensi delle denunce al nostro blog? Vorresti dare un consiglio a chi - forse senza conoscere le potenzialità di questo strumento - è pronto a sporgere denuncia?

Chi ha denunciato lo avrà fatto forse per la scarsa conoscenza di tale importante ed innovativo strumento di comunicazione, quale è appunto il Blog.

9) Qualora si organizzasse un incontro ad Avola per discutere di tematiche inerenti al blog e la comunicazione online saresti disposto/a a intervenire personalmente?

Assolutamente si.

10) Prima di salutarci vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Facciamo si che il confronto sia sempre improntato sul rispetto degli altri e che la critica venga accompagnata da proposte concrete volte a migliorare Avola e gli Avolesi.

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A tu per tu con i blogger avolesi più attivi su AvolaBlog.

In questi giorni la nostra redazione ha inoltrato una mail con dieci domande ai blogger che in questi anni hanno contribuito alla crescita del blog con contenuti originali, che hanno informato i nostri lettori e che, tra alti e bassi, si sono confrontati quotidianamente con loro.

Sarà un modo per conoscerli meglio e soprattutto per condividere con voi tutti la loro prima esperienza come blogger locali. Se anche ad Avola il modo di comunicare e condividere le informazioni ha intrapreso questa nuova strada il merito è tutto loro.

Questa settimana sarà dedicata alla pubblicazione del testo integrale delle interviste, rigorosamente in ordine temporale di risposta.
La prima intervista sarà online su queste pagine oggi pomeriggio alle 15.00. Invitiamo i blogger che non hanno ancora inviato le risposte ad affrettarsi, la scadenza è fissata per sabato 31 ottobre. Naturalmente è gradita una foto.

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Domani, domenica 25 ottobre 2009, si svolgeranno le primarie del PD in tutta Italia (ad Avola in p.zza Umberto I)

L'astensionismo non è la soluzione giusta.
Per i delusi, i pentiti e quanti altri cittadini condividono le idee di centro-sinistra, ma credono che il "dominio" del centro-destra sia inespugnabile, l'invito maggiore al voto!
E' un momento di condivisione e democrazia, che può dare una spinta in più... un voto per dire che ci siamo... e soprattutto un voto per dare una direzione a questo partito, che ha ancora e senza dubbio tanta strada da fare, ma che ha bisogno di sostegno, soprattutto per rinnovarsi, per far sì che esprima davvero quello che è.

Purtroppo, dal mio punto di vista, il tirarsi indietro di tante e tante persone giovani ed adulti, uomini e donne, che avrebbero potuto dare un contributo corretto, propositivo, di crescita e sviluppo a questo partito, ha fatto sì che lo stesso cadesse, in particolar modo qui da noi in Sicilia, nelle mani di molti di coloro che fanno politica per interessi personalissimi, che fanno spesso politica incorrectly e che hanno dato una mano in più al "dominio" del centro-destra, con atteggiamenti da tornaconstisti e con magie e trucchi sottobanco nei momenti giusti.

Non voglio screditare il PD, anzi io sono tesserata PD proprio perchè credo in quello che è il progetto di questo parito, un progetto innovativo che guarda a tutti cittadini indistintamente, che prevede azioni piccole ma efficienti e che non intende abbindolare la gente con promesse che non possono essere mantenute.

Per questo, perchè il partito democratico sia il partito di chi davvero vuole cambiare, migliorando la terra in cui viviamo, liberandoci da quel feudalesimo di fatto che purtroppo dopo secoli dalla fine ufficiale continua a soffocarci, lottando perchè non ci tratti più nessuno da cittadini di serie B (si veda la nostra situazione ospedaliera o la situazione del disastro di Giampilieri e Scaletta)....
il mio invito domani è ad accorrere numerosi al voto.

I candidati sono tre alla segreteria nazionale (Franceschini, Bersani e Marino) e tre a quella regionale (Lumia, Lupo e Mattarella).

Io voterò Lumia, perchè credo che un partito nuovo debba essere un partito che si liberi dalle sudditanze e dalle dipendenze dei capi-corrente, un partito che non abbia paura in Sicilia di parlare di lotta alla mafia, alla deliquenza ed al clientelismo...e Franceschini perchè rappresenta il nuovo- moderato, non un ritorno al passato ed ai fallimenti rifiutati dagli elettori, nè un estremismo, ma una giusta proposta democratica.

Voi siete liberi di votare chi credete, l'importante è farlo.



Lauretta Rinauro

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di Fabrizio Ardita

Mentre saltano una dopo l’altra, con stupefacente sincronia, con un effetto domino degno della perfezione nipponica, le condutture idriche della città che sprofonda nel dramma quotidiano vissuto da agrigentini e gelesi, si consuma, nell’indifferenza sostanziale di tutte le forze politiche locali, il lento e inesorabile processo di totale privatizzazione della Sai 8, la società a cui con spirito bipartisan sono state affidate le sorti idriche dell’intero territorio provinciale.


En passant, tra le righe di articoli di cronaca che raccontano di un Visentin intenzionato a “valutare con l’ufficio legale la possibilità di ottenere un risarcimento per i disagi sofferti dai cittadini” a causa dei continui disservizi nell’erogazione dell’acqua (non ce ne voglia il sindaco ma la nostra impressione è che sia una bufala colossale, degna del miglior Berlusconi), filtra la notizia che è stata confermata “la cessione di quote azionarie del Comune ai soci privati della Sai 8”.

Ma … “nulla cambia sulle prerogative di controllo sulle scelte societarie che il Comune esercita attraverso Sogeasosa il primo cittadino, evidentemente abituato allo stato di assuefazione e apatia che contraddistingue il siracusano e coloro che sono stati eletti, scelti, per tutelarne gli interessi.

Si gioca con i numeri, si ingenera confusione, si lascia nell’ombra il quadro complessivo mentre le parole rassicurano laddove dovrebbero semplicemente spiegare, chiarire, fare informazione e non disinformazione.

La Saceccav, il sedicente socio di minoranza, passa oggi dal 18 al 28 %: bene! Da dove sono uscite le 10 quote? Per capire bisogna fare un passo indietro, ripercorrere la querelle del 2006, tornare al momento in cui si veniva a costituire la società per azioni cui affidare il servizio idrico integrato.

Si decise allora, anzi, più esattamente, il sindaco in carica Giambattista Bufardeci e il presidente della provincia Bruno Marziano, in piena sintonia - veramente da compagni di vita in quanto nel passato non troppo remoto tutt’e due attivi nella Cgil, l’uno come legale, l’altro come segretario provinciale - decisero di scegliere, tra le tre possibili procedure previste per l’affidamento del servizio, non l’affidamento “in house” con la costituzione di una società a capitale interamente pubblico, non una regolare gara d’appalto tra società private, bensì l’affidamento diretto con una procedura “ad evidenza pubblica” – così formalmente appariva - utilizzata perlopiù per le società miste a prevalente capitale pubblico locale.

Nel primo caso le quote avrebbero potuto essere versate dall’ente provincia e dai 21 comuni per salvaguardare del tutto la gestione pubblica di una risorsa preziosa come l’acqua su cui si sono invece scatenate le più ingorde speculazioni.

Nel secondo caso si sarebbe potuto, se non altro, contrattare sul privato più affidabile, sulla società capace almeno di garantire il necessario know how e le opportune professionalità: non ci sarebbe piaciuto ma almeno si sarebbe tratto qualche vantaggio dalla concorrenza nel libero confronto.

La scelta fu invece la procedura negoziata per la società mista: una scelta che si disse obbligata perché in nessun modo gli enti locali avrebbe potuto sostenere quella quota del 30% di propri investimenti all’interno di un’operazione, in 30 anni, per un miliardo di euro.

In quei mesi la diatriba fu se nella neonata società ci fosse una maggiore o minore presenza delle quote pubbliche.

Per settimane e settimane tutti gli attori della vicenda si diedero un gran daffare per garantire che erano le quote pubbliche quelle maggioritarie e portavano a loro sostegno la matematica, una matematica però da contabili poco probabili. Dicevano: il 18% è detenuto dai privati, l’82% dalla Sogeas che per il 60% è pubblica, ergo le quote pubbliche sono più di quelle private. Peccato, dimostravamo in quei giorni, che se sommo il 60% del pubblico al 40% del privato in Sogeas più l’altro 18% del socio entrante arrivo a un totale di 118. I conti non tornano e in realtà vanno fatti meno alla ‘fimminina’.

Per capire la ripartizione interna di quella che sarebbe stata la neonata società occorreva prima scorporare e poi ricomporre le quote di capitale pubblico e quelle del privato e allora sì che il mistero era svelato: il 50,80% di azioni in mano ai privati e solo il 49,20% di titolarità pubblica.

Da qui la conseguenza: la presenza nel consiglio di amministrazione, anche arrotondando per effetto o per eccesso - se la matematica è, come è, scienza esatta - di una maggioranza dei consiglieri di parte privata.

Una sofferenza a quel tempo “estorcere” all’allora vicepresidente del consiglio di amministrazione dell’Ato, Roberto Visentin, la conferma: “Sì, c’è una maggioranza di capitale privato”.

E se già dall’origine il dato, che nessuno mai ha avuto l’ardire di confutare, era questo, cosa significa affermare, come si è fatto in questi giorni, che la Saceccav, pur passando dal 18 al 28%, rimane socio di minoranza ed è il Comune con la Sogeas il socio di maggioranza?

“La verità – come evidenzia Fabrizio Ardita – è che il comune ha ceduto il 10% delle proprie azioni, quelle di parte pubblica intendo, al socio privato, indebolendo sempre di più la propria posizione, relegandosi a una presenza che diventerà nel tempo sempre più invisibile e, soprattutto, ininfluente”.

Certo, ancora il passaggio, nonostante nei commenti di cronaca appaia diversamente, non è stato perfezionato e quindi non è esecutivo: “Entro 120 giorni da quando il cda ha deciso l’operazione occorre acquisire la ratifica con una delibera di giunta o, in alternativa, ottenere un silenzio-assenso”.

Un gioco non nuovo, che si muove nel solco di quanto avvenuto nel giugno del 2006, allorquando la giunta comunale, con motivazioni per molti pretestuose, non portando neanche in discussione l’argomento, non esercitò in Sogeas il diritto di prelazione nei confronti del 40% che la Crea, il socio privato, aveva deciso di vendere (in effetti quel pacchetto azionario, nonché il credito vantato in Sogeas, passarono alla Sorgesa, i cui soci sono Siri, Irem, Saceccav)

“Ma si badi bene – aggiunge Ardita – se questo 10% viene investito nel capitale sociale allora diventa indispensabile anche la ratifica del consiglio comunale. In ogni caso va denunciato con forza quanto accaduto soprattutto ricordando che, a suo tempo, si era discusso a lungo sulla possibilità di cedere queste quote almeno agli altri comuni della provincia o alla provincia stessa per lasciare inalterata la quota pubblica. Così invece, nella sostanza, il processo di privatizzazione è avviato alla conclusione”.

Considerando infatti il dato che la Saceccav già possiede azioni in Sogeas è evidente che il socio privato si rinforza con il possesso di oltre il 60% delle quote societarie.

Ma il rischio è ancora un altro, che queste azioni verranno cedute per ottenere finanziamenti alla banche e, se non si fosse poi in grado di restituire il prestito, si verificherebbe a Siracusa ciò che sta accadendo nel resto del mondo: anche nella nostra provincia le banche diventeranno proprietarie della nostra prima risorsa. Tutto si sta verificando come da noi preventivato”.

Ardita ha anche una spiegazione per l’aumento del capitale sociale da parte di Sai 8. “Tutti si stracciano le vesti per questi progetti fermi all’Arra, che non si decide a varare. Si grida all’improvvisa emergenza per le condutture che si spaccano , si crea il caso per riscaldare il clima e avere alibi, si incolpa l’agenzia regionale di ogni ritardo ma si nasconde la verità, non si spiega il motivo di quanto accade. Forse eccolo: la Sai 8 non è stata in grado fino ad ora di offrire le necessarie garanzie di stabilità economica, di capacità di impresa, cioè proprio di quella solidità tecnica e finanziaria in nome della quale non si esercitò il diritto di prelazione per lasciare il campo libero ai privati. Di qui la necessità di aumentare il capitale sociale. Se sono in grado di operare, come hanno sostenuto in passato di esserlo, perché non iniziano ad investire i loro capitali? Perché non si spiega pubblicamente come mai ad essere assunti in Sai 8, attraverso società interinali, sono stati alcuni responsabili delle ditte creditrici di Sogeas? non è forse perché la società è già piena di debiti insolvibili?”Come si fa ad assumere senza alcun bando di selezione trasparente che garantisca qualsiasi cittadino?

E ancora di altro si lamenta il commissario provinciale dell’Udeur: da un lato della sostanziale ignavia dei cittadini che non guardano al di là dell’immediata disponibilità, nelle loro case, dell’acqua senza considerare la gravità del fenomeno in atto, del fatto che “ci stanno rubando la nostra acqua, la stanno mercificando e ancora non si ha la percezione reale di quanto accadrà”, dall’altro delle anomalie con cui la Sai 8 è subentrata alla Sogeas nelle fatturazioni e nella richiesta degli arretrati “Quale contratto l’utente ha materialmente sottoscritto con la Sai 8?”, della posizione dei dipendenti “Dipendenti di chi? La Sai8 dice di essere operativa dal gennaio 2008: con quali dipendenti ha operato? Forse che ha dato un subappalto alla Sogeas?”, ha depositato al Comune i Bilanci? Come fa il Consiglio Comunale a votare il Bilancio di previsione se non ha i Bilanci di tutti gli Enti controllati tra cui proprio la Sai 8? Dove sono i fondi che si dovevano accantonare per pagare le bollette alle famiglie Indigenti?e ancora della mancata risposta del presidente della provincia Nicola Bono, votato dal Comitato No!Acquasalata, per essere stato l’unico a sollevare il problema dell’affidamento, con una specifica e dettagliata interrogazione Parlamentare,alle richieste del garante dell’antitrust di rivedere la gara d’appalto per l’illegittimo affidamento e la fideiussione non valida.

Oggi in tanti ci chiedono di ricominciare a lottare per i disservizi creati e per le bollette che arrivano, mentre nessuno ci ha chiesto di lottare per la vera ragione di vita, quella di difendere il bene prezioso, l’acqua. Si accorgeranno quando chiuderanno le prime erogazioni alle famiglie, visto che gli abbiamo regalato con l’acqua la nostra vita.

ARTICOLO APPARSO NEL SETTIMANALE LA CIVETTA DI SIRACUSA A FIRMA DI MARINA DIMICHELE (GIORNALISTA CHE SI E’ SEMPRE BATTUTA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, E CHE CORAGGIOSAMENTE HA PORTATO AVANTI L’INCHIESTA INSIEME AL COMITATO CIVICO NO!ACQUASALATA DI SIRACUSA.

Fabrizio Ardita

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Si informa la cittadinanza che giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 20,00 nel salone della Parrocchia del Carmine in Avola sarà presentato il progetto AccorRete avanti “il prossimo” sostenuto dal CSVEtneo e ideato dalle associazioni in rete: Acquanuvena - Afi-Avola - La Società dell’Allegria - Superabili - Uisp Solidarietà.

Il Progetto è destinato alle Famiglie, ai Diversamente Abili e ai Giovani di Avola.

Interverranno i rappresentanti delle istituzioni politiche e religiose del Comune di Avola e i dirigenti degli istituti scolastici della città. Interverranno, altresì, il rappresentante del CSVEtneo (ente finanziatore), il dott. Nino Caruso (coordinatore del percorso formativo per genitori), i presidenti delle Associazioni in rete: Acquanuvena - Afi-Avola - La Società dell’Allegria - Superabili - Uisp Solidarietà.

Si concluderà la serata con momenti di fraternità.

La cittadinanza è invitata ad intervenire.

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Come anticipato qualche giorno fa, ricordiamo ai lettori di AvolaBlog che oggi pomeriggio (21 ottobre) alle ore 19,00, presso il Centro Giovanile di Avola, viale Piersanti Mattarella, si terrà una assemblea a cui parteciperà il Senatore Giuseppe Lumia.

Siete tutti invitati a partecipare.

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di Fabio Cancemi

Giovedi' 22 Ottobre al campo sportivo "Meno Di Pasquale" inaugurazione dei campi di Pallamano, Basket e Tennis. Dopo 18 anni di abbandono, saranno di nuovo usufruibili ai cittadini. Vi aspetto.

Per utilizzo campi rivolgersi assessorato allo sport in via mazzini 40 o chiamare per in informazioni 0931583120!

Fabio Cancemi

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