Circolo territoriale di Avola

COMUNICATO STAMPA

Sulla vicenda dell’Ospedale

Il sindaco si assuma le proprie responsabilità


Visto che il prossimo 8 settembre è prevista la visita dei funzionari per verificare l'attuazione del Piano regionale e per dare impulso alla realizzazione dell'assetto dell'Ospedale Avola/Noto, pur cercando di essere misurati nell'intervenire nel dibattito sull'argomento, come Partito Democratico, di opposizione al centro-destra che governa malissimo la nostra città, ribadiamo la nostra posizione.


Anzitutto, pensiamo che sia opportuno che ci s'impegni a sostenere gli interessi strategici della città, piuttosto che a difendere gli interessi particolari di qualche primario. Si potrebbe, ad esempio, tranquillamente accettare la trasformazione del reparto di oculistica in day-hospital, visto che la maggioranza degli interventi avvengono con tale modalità (e pazienza se qualcuno dovesse perdere il primariato), se si ottenessero tempi certi e ragionevoli per la realizzazione di quanto previsto dal piano regionale.

Occorre, inoltre, esercitare una reale pressione sul Governo Lombardo affinché venga inserita ad Avola anche la rianimazione, consolidando così il processo strategico di trasformazione del nostro nosocomio in ospedale di emergenza, come impone il fatto che il nostro ospedale è posto accanto all'uscita dell'autostrada.


È necessario infine battersi perché l'Ospedale Avola/Noto abbia una sua autonoma funzione, anche rispetto a quello di Siracusa e alle cliniche private, sia in termini di posti letto, sia in termini di unicità dei reparti (ad esempio, oncologia): come infatti i cittadini della zona sud possono recarsi a Siracusa per curarsi, così anche i siracusani possono servirsi, per alcune terapie, dell'Ospedale Avola/Noto.

La segreteria cittadina del Partito Democratico

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Non è più il tempo di rivolgere preghiere e suppliche ai politici che hanno avuto ed hanno responsabilità di governo regionale e locale in Sicilia.

E’ il tempo invece in cui tutti i cittadini devono chiamarli alle loro responsabilità tenendo la schiena dritta e pretendendo il rispetto dei propri diritti, non chiedendo favori.

Se la situazione in cui si trova la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa è quella attuale, evidentemente c’è stato qualcuno che l’ha voluta e l’ha determinata, motivo per cui non possiamo tollerare che continui a prenderci in giro.

I centomila abitanti dei cinque comuni della zona sud della provincia di Siracusa continuano ad essere trattati come cittadini di serie B dagli Organi dell’Azienda Sanitaria Provinciale con la connivenza degli uomini politici che hanno avuto e continuano ad avere le responsabilità di governo regionale e locale.

E’ già decorso oltre un anno dall’entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 in tema di riordino del Servizio Sanitario Regionale ed i cittadini della zona sud della Provincia di Siracusa continuano a vedere mortificato il loro diritto alla salute.

Sono operanti ancora le vecchie, obsolete, insufficienti apparecchiature TAC, i cui accertamenti sono inaffidabili.

Il personale medico e paramedico continua ad essere insufficiente ed, addirittura, ridotto nei numeri.

Il nuovo reparto di UTIC, già pronto nelle strutture e completo di attrezzature, non è ancora attivo nonostante siano ormai decorsi alcuni anni dal suo completamento, siano stati spesi milioni di euro e siano stati fatti ripetuti annunci di apertura, di cui l’ultimo quello dell’Assessore Regionale On. Bufardeci, che aveva preannunciato l’apertura di detto reparto per i primi giorni del decorso mese di luglio.

I reparti di Rianimazione ed Oncologia, anch’essi pronti e completi di attrezzature, sono stati soppressi, così come quelli di Oculistica e Otorino, per come sancito dal Decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità del 25 maggio 2010.

A questo punto, visto che tutti coloro che hanno responsabilità politiche e gestionali in ordine ai servizi sanitari del nostro territorio, anziché dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini o dimettersi, continuano a fare promesse o, addirittura, pur essendo al governo della regione e facendo parte degli organi di controllo in tema di sanità, fanno opposizione a loro stessi per evitare di perdere i voti degli ignari cittadini della zona sud della Provincia, voglio formulare ai Sigg. del Governo Regionale, ed a chi ha in particolare la responsabilità della Sanità Regionale, ed alle Istituzioni Locali alcune semplici domande:

1) La legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 in materia di riordino del Servizio Sanitario Regionale è veramente entrata in vigore da oltre un anno ? Perché così non sembra.

Invero, l’art. 2 di detta legge nell’indicare i principi su cui deve fondarsi il servizio sanitario regionale prevede:

- che deve ispirarsi al “principio della sussidiarità e complementarietà tra gli erogatori dei servizi”, e quindi non si comprende perché si continuino ad accentrare servizi ospedalieri e posti letto nella città di Siracusa, ove esistono anche tre cliniche private poste a poche centinaia di metri dall’Ospedale Umberto I, e vengano erogati molti servizi sanitari doppioni.

- che deve assicurare la parità di accesso a tutti i cittadini e, quindi, non si comprende perché molti servizi sanitari non vengano forniti agli utenti della zona sud della Provincia. Infatti si continua a non avere una efficiente attrezzatura TAC, non sono stati attivati i reparti salva vita (rianimazione e UTIC) nonostante esistano le attrezzature ed i nuovi reparti, è stata soppressa l’Unità Operativa Complessa di Oncologia (della quale recentemente è stato realizzato il nuovo reparto e la camera bianca) ove opera l’unico primario titolare della intera Provincia di Siracusa per andare a realizzarla in altri luoghi con ulteriori costi e non si sa neanche entro quanto tempo.

- che deve rimuovere le cause strutturali di inadeguatezza al fine di garantire una “uniforme, appropriata ed omogenea” erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria “in tutto il territorio regionale”.

Ma davvero possiamo dire che ad oltre un anno dall’entrata in vigore di detta riforma sanitaria nella zona sud della provincia i servizi sanitari sono uniformi, appropriati ed omogenei quali quelli ad esempio della zona nord della provincia (ove vivono pure centomila cittadini) o della città di Siracusa o della vicina provincia di Ragusa? Né si dica che la zona sud della provincia fa parte del Distretto Ospedaliero 1 di Siracusa in quanto l’art. 11 della menzionata nuova legge prevede che anche all’interno del medesimo distretto deve essere erogata in maniera “uniforme” l’attività ospedaliera “nell’interno territorio di riferimento”. Non si comprende pertanto perché l’Assessore Regionale e gli organi provinciali responsabili del servizio sanitario continuino a ridurre i posti letto, i reparti ed i servizi sanitari della zona sud della provincia per concentrarli nella città di Siracusa (ove esistono oltre all’ospedale Umberto I ben tre strutture sanitarie private accreditate alle quali non è stato imposto nessun sacrificio), peraltro anche in struttura diversa e distante da quello dell’Ospedale Umberto I, come si vuole fare per l’Unità Operativa complessa di Oncologia allocata all’Ospedale Rizza di Siracusa, come se fosse eccessivamente difficoltoso per gli utenti raggiungere con qualche minuto di percorso autostradale l’Ospedale “G. Di Maria” di Avola, dove esistono idonei locali ed un reparto efficiente con alto indice di produttività.

L’articolo 6 della citata legge prevede anche che bisogna far fronte alle necessità derivanti dalla “tutela sanitaria per i cittadini immigrati ed extracomunitari e dalle esigenze di protezione della salute nelle aree industriali a rischio”. L’incendio di qualche tempo or sono allo stabilimento ERG di Priolo, ubicato in una delle zone d’Italia ove esiste una fortissima concentrazione di raffinerie ad altissimo rischio, ha dimostrato la necessità di vie di fuga verso la zona sud della Provincia (in detta occasione nella città di Siracusa si è verificato il caos) ove è stata anche prevista l’area di massima emergenza a ridosso dell’ospedale “G. Di Maria” di Avola e nelle immediate vicinanze del raccordo dell’autostrada Siracusa-Gela, ma di ciò non si è tenuto affatto conto nei provvedimenti adottati fino ad oggi.

- La legge prevede anche che i Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi dovranno essere valutati nei loro operati dall’Assessorato Regionale alla Sanità anche in base al principio di “equità d’accesso alle prestazioni erogate”, nonché in base al principio di “buon andamento e imparzialità dell’amministrazione”; ha dimenticato però il Legislatore Regionale di dire chi controlla l’Assessore regionale alla Sanità che, in sostanza, è rimasto l’unico controllore.

2) Mi domando: ma davvero i responsabili della Sanità della Regione e della Provincia di Siracusa sono convinti che i centomila abitanti delle città della zona sud della provincia sono trattati in tema di servizi sanitari in maniera imparziale ed equa come gli altri cittadini della regione o della stessa provincia? [Nella zona nord, ove risiedono circa 1.000,00 abitanti, si sta attivando una nuova e moderna struttura ospedaliera a Lentini con 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Geriatria, Pediatria, Medicina Generale, Oftalmologia, Otorino, Ortopedia, Psichiatria) ed è stato finanziato un nuovo padiglione per l’Ospedale di Augusta (ove peraltro esiste già una struttura privata con circa 180 posti letto) ove sono previsti altri 115 posti letto per acuti (con i seguenti reparti: Cardiologia con UTIC, Chirurgia Generale, Ginecologia, Ostetricia, Pediatria, Medicina Generale, Neurologia, Oftalmologia, Otorino, Oncologia); nella città di Siracusa (ove operano anche altre tre strutture private con circa 150 PL) è stata finanziata la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera ove sono previsti 401 posti letto, di cui 369 per acuti e 32 per post-acuti, con la quasi totalità dei reparti ed ove è stato previsto l’incremento dei posti letto di rianimazione da 8 a 12 (la clinica privata Villa Azzurra posta a qualche centinaio di metri dall’Ospedale Umberto I ha anch’essa un reparto di rianimazione) mentre è stato soppresso il reparto di rianimazione previsto e già realizzato in struttura ed attrezzature all’Ospedale “G. Di Maria” di Avola].

3) Chiedo ai Responsabili di Governo Regionale e della Sanità provinciale di spiegare ai cittadini abitanti nella zona sud della provincia quale definizione danno ai principi di imparzialità, buon andamento, equità, uniformità, omogeneità, equilibrata distribuzione dell’offerta, sussidiarietà, complementarietà tra gli erogatori dei servizi ribaditi nella nuova legge regionale n. 5/2009?

Probabilmente vogliono continuare a trattare detti cittadini come sempre, cioè come cittadini di serie “B” a cui mandare gli scarti come è stato fatto con la vecchia e obsoleta attrezzatura TAC dell’Ospedale di Lentini che è stata trasferita all’Ospedale Trigona di Noto, mentre per Lentini ne è stata comprata una nuova e tecnologicamente valida e, magari, vogliono essere ringraziati e supplicati?

Ritengo doveroso continuare ad invitare tutti i cittadini a mobilitarsi per rivendicare con determinazione ed orgoglio il loro diritto alla salute ed al rispetto dei principi della nostra Carta Costituzionale che, purtroppo, chi ha responsabilità di governo proclama a parole o nelle leggi, ma continua a ignorare in concreto.

Avola lì 6-08-2010

Salvatore Grande

Componente del Comitato

per il Diritto alla Salute

nella zona sud della

Provincia di Siracusa.

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Anche noi ci godiamo qualche settimana di ferie per poi riprendere l'intensa attività nel mese di settembre. Buone vacanze a tutti :-)

AvolaBlog.

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di Nino Campisi



Avola, 31 luglio 2010
Ieri si è conclusa la terza giornata del raduno della compagine rossoblu, che sotto le direttive di Mister De Leo, del Maestro Mica e del Porf. Attardi, ha eseguito una prima fase di importanti lavori atletico tattici prima della partenza per il ritiro di Chiaromonte prevista nella prima mattinata di domenica 1 agosto.

De Leo assistito dall'ormai veterano Seby Catania ha dedicato molte ore di queste tre giornate alle spiegazioni tattiche. Gli intrattenimenti teorici sono serviti soprattutto per una prima integrazione nel gruppo dei diversi nuovi arrivati. Il portiere Tarantino, il centrocampista nostro concittadino Tonino Nastasi, l'attaccante Genova, ecc. (dettagli sul sito ufficiale dell'Avola Calcio).

La squadra ha effettuato allenamenti in sedute mattutine e pomeridiane, svolgendo un importante e delicato lavoro atletico, che il Maestro Mica chiama : "Test attitudinali"

- non tutti fanno questo tipo di lavoro - mi dice il Maestro, e continua..
- conosco bene l'ambiente del calcio professionistico e ti dico per certo che sei l'unico in Italia a poter descrivere le vere teorie di una preparazione atletica pre campionato che nessuno mette in atto. Una metodologia moderna che permette di valutare l'applicazione di un lavoro differenziato, tramite la corsa media e lunga per poter valutare la resistenza individuale. Esercizi di velocità, e la capacità della forza esplosiva, tramite l'esecuzioni di diversi tipi di salto. Questo mi permette di conoscere le condizioni di ogni singolo e poter formare dei gruppi omogenei a cui poter assegnare dei lavori che sicuramente saranno differenti l' uno dall' altro. Le condizioni ambientali del ritiro, dove passeremo 12 giorni sicuramente saranno favorevoli per poter svolgere al meglio questo delicato lavoro, che oltre a permetterci di poter iniziare al meglio la stagione agonistica, principalmente preverrà gli infortuni.

Qualcuno mi darà del presuntuoso. Ma continuo a dire che anche nelle più blasonate squadre di serie A non si applicano questi metodi.

Fiduciosi nel Maestro Mica e nel prof. Attardi che sta già valutando il lavoro che i portieri dovranno svolgere, auguriamo alla nostra squadra una buona preparazione in questa piccola località immersa nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino, che il Presidente Carmelo Cristauro con grande impegno e grande entusiamo ha scelto come sede del ritiro per questo inizio di stagione

Nino Campisi 1958

Link: Guarda le foto del Ritiro/Raduno

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Tonino, un nostro lettore, ci scrive via email per chiedere informazioni riguardo il sistema di smaltimento dei rifiuti:

Sarei curioso di sapere come è andata a finire: ho letto sul vostro blog qualche tempo addietro del sistema THOR per lo smaltimento dei rifiuti.

Vi sarei grato se poteste darmi lumi.
In attesa porgo distinti saluti,

Tonino

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Come avrete ben appreso dai giornali, anche quest'anno la Città di Noto è tra le quattordici località “premiate” con il massimo riconoscimento delle cinque vele, tra le più belle spiagge d'Italia. Dal comunicato di Legambiente e Touring club: “Noto (Sr) che in pochi mesi è passata da 3% (dicembre 2009) al 31% (maggio 2010) nella raccolta differenziata, rientrando tra i primi comuni in Sicilia con oltre 20 mila abitanti".
Noto inizia dopo anni, rispetto ad Avola, la raccolta differenziata ed è già premiata... Noto che aggiusta il suo depuratore, se si guasta, mentre Avola dopo decine di anni deve ancora cominciare a costruirlo...ops, pardon, fa finta di costruirlo, così si può continuare a chiedere soldi non dovuti ai cittadini...

Ma noi Avolesi non vogliamo arrenderci in questa lotta di classe iniziata ai tempi del feudalisimo, vogliamo riuscire, inorgogliti, a migliorarci, a non essere di meno della vicina Noto barocca. Anche noi abbiamo una nostra cultura, anche noi abbiamo le nostre attrattive, anche noi vogliamo farci notare, vogliamo diventare famosi e così ci adoperiamo un pò tutti!

Cominciamo ad appiccare gli incendi a Cava Grande, così ci fanno vedere al telegiornale e i turisti capiscono che qui non devono venire, perchè potrebbero essere arsi, mentre fanno escursioni in quel meraviglioso canion, che la natura ci ha donato.
Scarichiamo la spazzatura a mare, così qualcuno comincia ad ammalarsi e si diffonde in giro la notizia.
Rinchiudiamo il nostro bel litorale con la recinzione tipica delle campagne, così la nostra tradizione agricola non sarà dispersa e richiamerà l'attenzione di chi passa dal lungomare. E soprattutto lasciamo un pò di sporcizia al di là della rete, così, come caratteristica tipica del paese, in modo che chi passeggi possa godere, attraverso la rete metallica, non solo della vista del mare e inebriarsi del suo odore, ma anche di un tocco di colore in più dato da un pò di rifiuti "profumati", dispersi un pò qua ed un pò là per tutto il litorale, e ormai lasciati imputridire al di là della rete, perchè chi l'ha messa o fatta mettere, non essendo una buona casalinga, non ha capito, che, prima di chiudere, l'ambiente doveva pulirlo. Ovviamente ha badato al fatto che però il litorale non andava rinchiuso tutto: talune parti, proprio perchè segnalate come pericolose da anni, andavano lasciate perfettamente libere ed eccessivamente fruibili...chissà perchè???

Vi prego concittadini, svegliamoci: ma è davvero questa l'immagine che vogliamo dare di noi...ma davvero nulla ci tange e tutto ci va bene...ma davvero siamo sporchi, incivili e qualunquisti?Ma davvero siamo felici, che il nostro paese resti fermo nel tempo, che i giovani scappino via, che non si migliori, che non si sfruttino al meglio le risorse del territorio, comprese quelle umane?

Io non voglio crederci: abbiamo una storia di lotte, una storia di conquiste, proveniamo da gente che ha sudato e rischiato tutto per migliorare e far crescere il nostro paese. Abbiamo bellissime attrattive, enormi potenzialità, turismo ed agricoltura che potrebbero esplodere.
Dobbiamo gurdare ad un futuro migliore e alzarci le maniche. Dobbiamo "amare il nostro paese come la nostra casa, come la nostra famiglia".

Soccorre a questo proposito l'antico filosofo greco Eraclito con il suo aforisma "Panta rei os potamòs"= Tutto scorre come un fiume.
Speriamo che per il futuro, il fiume per Avola porti acque nuove e pulite.

Cordialmente
Lauretta

N.b.: prevenendo qualche futuro commento al post: non mi voglio candidare nel 2012, voglio solo credere che si possa migliorare.

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Appello agli organi di competenza (ANAS - PROVINCIA - COMUNE) per uno dei tratti più pericolosi della vecchia SS 115.

Qui si sono verificati tantissimi incidenti... bisogna intervenire!

L'esistente limite di velocità non serve a nulla visto che quasi nessuno lo rispetta!

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VIA D'AMELIO... 18 anni dopo...Libera e La Società dell'Allegria fanno memoria del Giudice Paolo Borsellino e di Agostino Catalano, Emanuela Loi, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina con la presentazione del libro di GIOACCHINO GENCHI alla presenza dell'autore.

AVOLA, 23 LUGLIO 2010
CENTRO CULTURALE-GIOVANILE
V.LE MATTARELLA
H. 19.00

in un periodo in cui non si sente parlare altro che di leggi Bavaglio e intercettazioni telefoniche, chi meglio di Gioacchino Genchi, che vive ed ha vissuto sulla propria pelle la volontà di qualcuno di farlo tacere, può invece parlare e spiegare in modo semplice e concreto tutto ciò che serve capire. Un appuntamento al quale non si può mancare!

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di Corrado Santuccio


(Photo credit | mtms)

Ciao a tutti,

sentendo alcuni commercianti in vista della notte bianca 2010, mi faccio portavoce di un'istanza da più parti avanzata in merito al giorno in cui svolgere la manifestazione. Una richiesta ragionevole che farebbe della nostra Notte bianca, una Notte bianca "normale", così come avviene nel resto d'Italia.

Così come è emerso negli anni scorsi, infatti, un evento con tale capacità attrattiva di pubblico locale e forestiero rappresenta una delle rare occasioni di guadagno per i commercianti avolesi, e proprio per questo motivo la scelta di un giorno capace di massimizzare il numero delle presenze è di fondamentale importanza.

Sulla base dell'esperienza maturata in questi anni, esorto quindi l'amministrazione ad accogliere la richiesta di molti commercianti e cittadini che chiedono di svolegere la Notte bianca il sabato sera, anzichè la domenica. Sembra una questione di poco conto, ma è ampiamente dimostrato che in un giorno prefestivo come il sabato il numero dei visitatori e il tempo dedicato alle uscite è nettamente superiore rispetto alla domenica che è invece la vigilia di un giorno lavorativo. E, come è ovvio, maggiori visitatori comportano maggiori guadagni.

Su un dettaglio come questo si gioca una parte importante della riuscita della Notte bianca e, soprattutto, degli incassi dei nostri commercianti. Un motivo in più per migliorare ulteriormente una manifestazione già collaudata e capace di dare un pò di respiro economico ad una città soffocata dalla crisi.

Un caro saluto a tutti,
Corrado Santuccio

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di Nino Campisi

Per tutti quelli che non hanno mai creduto in tutto ciò.
Per chi crede che questo sia un campo aperto al pascolo.
Per chi spera nel fallimento di un progetto serio e che per fortuna in tanti ci credono.
Per chi ha sempre sperato e vede realizzare un piccolo sogno....

Ecco il "Meno Di Pasquale" nella fase di trasformazione, che lo vede rinnovarsi dopo 40 anni dalla sua "nascita".







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