di Nino Campisi

E' finito in parità l'incontro tra l'Avola e la Ragazzini. Un pari che non soddisfa nessuna delle due squadre perchè l'Avola in terza posizione non va oltre le 7 lunghezze dal vertice e la Ragazzini, capolista, sente sempre di più l'avvicinarsi del S. Croce che battendo il Frigintini consolida il secondo posto con un solo punto di distacco.

Oggi al Di Pasquale il tanto atteso pubblico ha fatto il suo dovere, rispondendo con una strabiliante presenza e incitando la squadra per tutta la partita. Perfino dal cielo, per l'ultima mezzora di gara, un parapendio a motore ha svolazzato sopra il terreno di gioco esibendo un grosso vessillo rossoblu e lanciando coriandoli del medesimo colore.

La gara ha un buon inizio con le due squadre ben disposte in campo e già al 10° sugli sviluppi di un calcio piazzato sulla sinistra Intagliata con un cross trova Miraglia che mette la palla in rete battendo Vitali. Ma dopo dieci minuti Ricca effettua uno sfortunato retropassaggio per il nostro portiere Randazzo che si vede anticipare dal più veloce Signorelli che pareggia i conti.

Il primo tempo finisce 1-1. Nella ripresa si vede un Avola più volenteroso che prova ad attaccare mettendo più volte gli avversari in condizione di ripartire in contropiede. I rossoblu iniziano a mostrare poca lucidità, tuttavia si avvicinano più volte al goal mentre gli ospiti approfittano delle solite ripartenze creando qualche disagio a Randazzo.

A tempo scaduto è Buccheri che con Vitali battuto si vede respingere la palla sulla linea da Torrisi, lasciando il pubblico di stucco. La partita finisce ed il pensiero è subito rivolto al prossimo turnoche ci vede nuovamente impegnati in una delicata trasferta contro il S. Croce Camerina secondo in classifica. Da sottolinere l'ottima direzione di gara del Sig. Alì Listì Maman che ha dimostrato un forte carattere ed una eccelsa professionalità apprezzata da tutto il pubblico avolese, e noi di AvolaBlog - contro ogni forma di razzismo che ha caratterizzato il calcio professionistico in diverse occasioni - rispondiamo mettendo in risalto l'immagine di questo ragazzo augurandogli un buon proseguimento di carriera.

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La Zona Sud della Provincia di Siracusa rivendica il DIRITTO alla SALUTE

Le istituzioni politiche, religiose, scolastiche, le associazioni, i sindacati e i cittadini tutti sono invitati alla manifestazione che si svolgerà sabato 19 Dicembre 2009 alle ore 9,30 (partenza da Avola piazza Teatro, arrivo all’ospedale “G. Di Maria”)

Ribadiamo con forza il rispetto degli impegni assunti dai Rappresentanti Istituzionali. I nuovi reparti di Cardiologia + UTIC, Rianimazione ed Oncologia devono essere attivati con urgenza. Attendiamo l'acquisto della nuova Tac e della Risonanza magnetica. Chiediamo risposte immediate e concrete per un servizio sanitario di qualità nel nostro territorio.

Il Comitato per il diritto alla Salute

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di Oltre

Ecco un interessante articolo che cerca di rispondere ad alcune delle domande più frequenti che ognuno di noi si chiede ogni giorno, ogni minuto della nostra vita: Questo è il Potere

Alcune di queste cose sono scontate, ma altre vi lasceranno senza fiato e senza parole. E se qualcuno dovesse dire che sono/siamo populisti, qualunquisti, ecc. ecc. posso anche essere d'accordo, ma rimangono cose vere e non le solite fesserie che i nostri politici (locali e non) ci raccontano ogni giorno. Meglio qualunquista onesto che politico racconta-palle.

Buona lettura (..e meditazione).

P.S.: Ezra Pound disse: I politici sono i camerieri dei banchieri e dei grandi gruppi aziendali.

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di Nino Campisi

Al "Meno Di Pasquale", al termine dell'allenamento dell'Avola Calcio, ho incontrato Giovanni DE LEO (vedi foto a sinistra), allenatore della squadra della nostra città.

Originario di Roma, per ragioni di cuore, vive a Siracusa, città di origine della moglie. Da giovane ha giocato a calcio militando in diverse compagini dilettantistiche della capitale. Sempre a Roma da allenatore ha vinto alcuni campionati nel circuito dilettantistico approdando pure in "Eccellenza". Chiamato dal Presidente Cristauro, ha preso le redini dell'Avola all'inizio della stagione 2008 - 09 e, come tutti sappiamo, dopo un campionato strepitoso, è promosso in "promozione" con qualche giornata di anticipo avendo tutto il tempo per dedicarsi alla "Coppa Sicilia" che conquista il 7 giugno e chiude la stagione mettendo in bacheca tutto ciò che la stessa (stagione) offriva.

N.C. = Nino Campisi
G.D.L. = Giovanni De Leo

N.C. - Mister De Leo durante le partite si sente spesso un coro che gli "ultrà" le rivolgono: - INCAZZATI COME DE LEO. In realtà lei appare molto tranquillo, come spiega questa cosa?
G.D.L - Sono molto tranquillo. I ragazzi seguono gli allenamenti ed è proprio li che spesso mi arrabbio con i giocatori.

N.C. - Che rapporto ha con il pubblico avolese? E con Avola città?
G.D.L. - Eccezzionale!! Non posso definirlo diversamente. Avola è bellissima e sono contento di vivere questa esperienza insieme a voi.

N.C. - Potrebbe darci un giudizio generale su questo campionato? Come lo vede?
G.D.L. - Molto impegngativo ed equilibrato. Non ci sono le cosìdette "materasso" a cui adagiarsi. Vedi Priolo.

N.C. - A proposito di Priolo, cosa non ha funzionato contro il Priolo?
G.D.L. - Non c'è niente che non ha funzionato. Abbiamo comunque espresso il nostro metodo di gioco ma non siamo riusciti finalizzare. Purtroppo anche queste partite fanno parte del "gioco", abbiamo discusso a lungo su questo argomento con i ragazzi che hanno già metabolizzato bene.

N.C. - Un giudizio sui suoi ragazzi.
G.D.L. - Non posso definirli professionisti ma il loro professionismo sta nella loro testa. E' da luglio che svolgono un duro lavoro impegnandosi sempre al massimo, siamo fiduciosi!

N.C. - Cosa ci dice del nuovo arrivato Attilio Sirugo?
G.D.L. - A Pachino ci lasciò un bel ricordo, segnò il 2 pari al 94°. Finora il nostro attacco ha dimostrato molte qualità mancava però una figura di "peso" e credo che questà è una caratteristica che Attilio possiede.

N.C. - Circa 20 anni orsono ad Avola si vide il primo e credo anche l'ultimo preparatore atletico. Lei è supportato da uno staff veramente eccezzionale con tanto di preparatori atletico e di portieri, un suo vice ed un medico sempre attivo. E' stata un'idea del Presidente?
G.D.L. - No. Ho voluto io queste persone al seguito della squadra perche ritengo sia fondamentale. Ognuno con il suo compito. Tutto ciò serve per svolgere un serio lavoro, come quello che stiamo svolgendo adesso tutti noi.

N.C. - Cosa ci dice del Presidente ?
G.D.L. - E' una persona straordinaria che stimo tantissimo e spero di ripagarlo per la fiducia che mi ha dato,per portare avanti questa impresa.

N.C. - Domenica 6 dicembre ospitate la prima in classifica. Qualche anticipo per i nostri lettori?
G.D.L. - Niente segreti. Giocheremo la nostra partita con la giusta determinazione concentrati per ottenere a tutti i costi i tre punti.

N.C. - Ok Mister, le chiedo un'ultima cosa. Tenendo conto dei numerosi infortuni dell'ultimo periodo chi gli ha restituito l'infermeria questa settimana?
G.D.L. - Ecco !! Lo chieda direttamente al Dott. Giaquinta. E' lui che durante la settimana ha sempre qualcosa da tirare fuori dal "cilindro". Ci affidiamo alle sue magie e devo dire che a volte con la sua bravura ci riesce pure. Gli infortuni non mancano mai, è stato recuperato del tutto Scarso. Maieli e Vezzosi sono ancora a "mezzo servizio" ma siederanno in panchina.

Per dovere di cronaca: - Prima di rivolgere le domande a Mister De Leo, ho subito precisato che non sono un giornalista nè tantomeno un critico del calcio ma un comune cittadino che segnala sul Blog più visitato di Avola qualsiasi vicenda o curiosità legata alla nostra città. Si tratta di Avola Blog - le ho detto - e lui mi ha risposto: - Lo conosco già.

Ringrazio Giovanni De Leo per la gentilezza e la disponibilità che mi ha rivolto. In bocca al lupo Mister !!

Nino Campisi 58

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Firma l'appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

Per firmare l'appello vai alla fonte dell'articolo e scorri la pagina fino in fondo dove troverai il modulo per firmare

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Si è costituito in data odierna il Forum provinciale dell’Acqua promosso dai seguenti soggetti:

Comitato di iniziativa civica per l’acqua pubblica (Floridia ); U Lapuni (Floridia); Ass. Paolo Romano (Floridia); PD - Floridia; PRC; Sinistra e Libertà; Comitato acquabenecomune Siracusa, Sinistra in Movimento; IDV; Ass AMO Melilli; FP CGIL; Ass. Decontaminazione Sicilia ( Augusta), Comitato civico Val d’Anapo ( Palazzolo); Comitato acquabenecomune Sortino; Radioarchiemde; Comitato 25 aprile; Agire solidale, FEDERAZIONE PROV. dei VERDI.

Alla riunione costituente, a cui ha partecipato Barbara Grimaudo del Forum italiano dell’acqua, si è stabilito:

  1. di rilanciare la vertenza per la ripubblicizzazione dell’acqua in provincia attraverso un collegamento stabile con tutte le soggettività politiche e sociali impegnate nel territorio nella difesa dei beni comuni e con una relazione costante con il forum regionale e nazionale dell’acqua;
  2. di promuovere, all’interno di ciascun comune, delle iniziative (petizioni e dibattiti pubblici) finalizzate alla modifica degli statuti comunali per l’introduzione in essi della dicitura” il servizio idrico è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica” e finalizzate all’adesione del comune al coordinamento regionale e nazionale degli enti locali per l’acqua bene comune;
  3. di sensibilizzare i sindaci a verificare le garanzie fidejussorie contenute nel contratto di affidamento sottoscritto tra l’ATO idrico e la SAI 8, in mancanza delle quali deve essere avviata la procedura di risoluzione del contratto per esclusiva responsabilità del gestore;
  4. di promuovere una raccolta di firme per una proposta di legge popolare siciliana tesa a ripubblicizzare il servizio idrico nella Regione.

Il forum invita tutti i cittadini, le associazioni culturali e religiose, i movimenti, i partiti e i sindacati a partecipare e sostenere la vertenza dell’acqua.

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DA UN ARTICOLO DI MAURO DE MAURO ( giornalista ucciso dalla mafia)
Avola.

Al ventesimo chilometro della statale 115, quasi alle porte di Avola, non si passa più. Bisogna scendere dalla macchina e proseguire a piedi verso il grosso borgo che si intravede poco al di là della curva, quasi di fronte al mare. E’ difficile mantenersi in equilibrio sull’asfalto di pietre e bossoli. E’ uno spettacolo desolante; si ha la precisa sensazione che qui, per diverse ore, si è svolta un’accanita battaglia. In fondo al rettilineo la strada è parzialmente ostruita dalle carcasse fumanti di due automezzi della polizia dati alle fiamme.

Sull’asfalto, qua e là, dalle chiazze di sangue rappreso. Anche un autotreno, messo di traverso dagli operai in sciopero per bloccare la strada, è sforacchiato dai colpi e annerito dal fuoco. Proprio come una “R4” e una decina di motociclette dei braccianti su cui i serbatoi i poliziotti hanno sparato per impedirgli di andarsene.

Sono le dieci di sera di lunedì 2 dicembre. Giornalisti e fotografi. Accorsi da tutta l’Italia, stanno raggiungendo un paese il cui nome resterà a lungo nella storia delle lotte sindacali siciliane.

E’ una prospera cittadina , a pochi chilometri da Siracusa, al centro di una ricchissima zona di orti e agrumeti. Fino a ieri era noto come “ il posto delle mandorle”, le buone, dolcissime,tenere mandorle di Avola. Da oggi non si potrà più nominare senza venir colti da un senso di sgomento e di profonda amarezza.

Due chili di bossoli

Giuseppe Scibilia, di quarantasette anni, era nato qui. Angelo Sigona, di ventinove anni, era nato a pochi chilometri di distanza, a Cassibile, il paese dove, nel settembre del ’43, il generale Castellano firmò l’armistizio per l’Italia sotto la tenda del generale Eisenhower. Ora sono tutti e due distesi nella sala mortuaria dell’ospedale di Siracusa. Gli hanno sparato i poliziotti di ogni grado, appartenenti al battaglione mobile-operativo di Siracusa, con armi diverse: dai mitra corti in dotazione degli agenti alle pistole calibro 9, 7,65 e 6,35 in dotazione agli ufficiali , sottoufficiali e agenti di Pubblica sicurezza.

Una parte delle centinaia di bossoli raccolti poco fa sul campo di battaglia sono in possesso della Federbraccianti. Qualcuno, il deputato Antonino Piscitello, che si trovava sul posto al momento dell’eccidio, li ha anche pesati; erano più di due chili. Il piombo delle forze dell’ordine ha ridotto in fin di vita altri quattro braccianti. Uno di essi, Giorgio Garofano, nato ad Avola trentasette anni fa, ha tredici pallottole nel ventre.

Fa freddo, la statale 115 è in parte ghiacciata. Ma dà un senso di gelo maggiore il doversi ancora occupare, dopo venticinque anni di lotte sindacali contadine, di braccianti caduti sotto il piombo dei mitra della polizia di uno Stato democratico.

Il presidente della Confagricoltura, come Alfonso Gaetani, era in viaggio alla volta di Siracusa contendere a questi uomini il miglioramento che reclamavano, ma la battaglia del chilometro 20 ha interrotto il suo viaggio.

Tutto cominciò dieci giorni fa, quando i braccianti agricoli aderenti alle tre maggiori organizzazioni sindacali –CGIL, CISL e UIL) decisero di intraprendere una grande azione unitaria. Si trattava di ottenere un aumento del 10 per cento sulle paghe, ma soprattutto di un elementare diritto fino ad oggi negato: la parità di trattamento salariale tra addetti a uno stesso lavoro in due zone diverse di una stessa provincia. Questo infatti è un paese in cui si può ancora morire battendosi per non equiparare i salari di Avola a quelli di Milano, ma per ottenere che il bracciante di Avola abbia un salario non inferiore a quello del bracciante di Lentini, Carlentini e Francoforte, in cui la paga giornaliera è di 3.480 lire, e la zona B, con Siracusa e restanti comuni della provincia, in cui la paga è di 3.110 lire.

Tutto questo, nonostante che la provincia di Siracusa sia tra le più floride della Sicilia. Florida cioè per i proprietari terrieri, che da ogni ettaro di agrumeto riescono a trarre annualmente un reddito netto che varia tra le 600 e le 800 mila lire.

In realtà, il reddito medio pro-capite in provincia di Siracusa è tra i più basi d’Italia. E se la media statistica crolla a questi valori da mondo sottosviluppato, è per le condizioni di vita del bracciantato locale. Per questo già da due anni fa ci furono rivendicazioni e proteste. E a Lentini una serie gravissima di incidenti con polizia e carabinieri. Anche allora si trattava di un’azione sindacale originata dal rinnovo del contratto di lavoro. Ma allora c’erano stati dei feriti. Oggi si piangono dei morti.

Di fronte al rifiuto degli agrari di prendere contatto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, il 25 novembre scorso, lunedì, 32.000 mila lavoratori agricoli incrociarono le braccia abbandonando i “ giardini” dove in questi giorni maturano gli aranci. All’azione partecipano, inconsapevoli dell’importanza del problema, tutti i sindaci dei paesi interessati, socialisti,democristiani e comunisti.

Ma i proprietari non cedono, rifiutano l’incontro, adottano ogni sorta d’espediente per prendere tempo. Così, dalle piazze dei paesi i braccianti in sciopero dilagano lungo le stradi provinciali, innalzando blocchi di pietre nella speranza che le interruzioni del traffico attirino l’attenzione del governo.

E infatti qualcuno s’accorge delle pietre , dei blocchi per le strade,del traffico difficile, ma non del problema per cui ci si batte. Il prefetto di Siracusa convoca il sindaco socialista di Avola e lo invita a intervenire perché i blocchi vengano rimossi e il traffico possa riprendere immediatamente. <<>>, dice in sostanza il prefetto, <<>>. Ma i sindaco Danaro non è affatto d’accordo.<<>>, risponde, <<>>.

Così avviene. Infatti. E così, nel primo pomeriggio di lunedì, mentre un centinaio di braccianti agricoli sono intorno a uno sbarramento di pietre eretto al ventesimo. chilometro della statale 115, poco prima al bivio per il lido di Avola, nove camionette cariche di agenti, per complessivi novanta uomini, arrivano a Siracusa e si arrestano di fronte al blocco intimandone lo smantellamento immediato.

Sono novanta uomini col mitra a mano, il tascapane pieno di bombe lacrimogene, e l’elmetto d’acciaio col sottogola abbassato. Questo basta perché i braccianti esasperati reagiscono con un primo lancio di pietre. I poliziotti arretrano. L’ufficiale che li comanda grida un ordine secco, e una prima scarica di bombe piove sul gruppo degli scioperanti sprigionando un densa nuvola di fumo bianco.

Ma il gas, invece di intossicare gli operai, investe, trasportato dal vento, gli stessi poliziotti i quali vengono contemporaneamente respinti una seconda volta con un’altra bordata di pietre. I piani di battaglia elaborati a tavolino dai comandanti delle forze dell’ordine sono travolti dagli avvenimenti.

Da uno scontro frontale la battaglia si frantuma in una serie di piccoli episodi di violenza, uomo contro uomo, e dalla strada si trasferisce nei campi circostanti.

Altri braccianti accorrono dalle case coloniche vicine. Disseminati e privi di collegamento tra di loro, i poliziotti rischiano di venire sopraffatti, perdono la testa. Qualcuno, rimasto isolato, comincia a sparare. In pochi secondi le grida che fino a quel momento avevano dominato il campo di battaglia vengono coperte da una serie di scariche frastornanti, ininterrotte, un inferno che soffoca il gemito dei feriti. Le file dei braccianti indietreggiano, gli uomini si danno ala fuga, la polizia rimane padrona del campo.

Ma è una vittoria talmente amara e tragica, che le forze dell’ordine non se la sentono di presidiare il campo di battaglia. Dopo aver operato una decina di fermi e aver smantellato il blocco stradale,gli agenti abbandonano la zona di Avola, consapevoli che la loro presenza potrebbe scatenare reazioni.

Adesso, alle undici di sera, Avola sembra un paese di fantasmi. Dalle due del pomeriggio la vita si fermata, i negozi hanno abbassato le saracinesche in segno di protesta e di lutto, le due sale cinematografiche hanno chiuso. Una folla immobile e muta indugia sulla piazza principale dove poco fa il sindacalista Agosta ha tenuto un comizio a nome della federazione dei braccianti. In giro non si vede neppure una divisa. E’come se l’intero paese stesse aspettando di riprendere contatto con una realtà che tuttora appare incredibile.

Ma il cordoglio, come del resto la destituzione del questore di Siracusa Vincenzo Politi o le deplorazioni ufficiali, evidentemente non bastano.

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di Nino Campisi

Quello che vedete in foto, non è l'esito di un dopo "tsunami" ma le gesta incomprensibili di gente incivile che vive tra noi. Il luogo in questione e come sempre la contrada "Gallina", qualche centinaio di metri,dopo l'impianto idrico del Comune di Avola, percorrendo la strada che da Avola raggiunge la "Petrara" e appunto "Gallina"

In questa occasione, l'ignoto e sconsiderato artefice si è spinto molto avanti, perchè di solito ha sempre preferito i margini dell'anzidetta strada, quando la stessa si incrocia con le diverse cave che l'attraversano, e per chi conosce la zona, sa benissimo che le cave si trovano molto prima di raggiungere l'inedito posto.

Chissa perchè? Magari sarà stato attratto dallo sfondo delle colline Iblee delineate dai dolci declivi. Mha!! Chissà!! Tutto è accaduto nella tarda serata del sabato 28, oppure nella notte tra lo stesso sabato e la domenica 29 nov.'09. Di questo ne sono certo perchè nel tardo pomeriggio del sabato, tornando a casa, dall'agrumeto di mia proprietà sito nelle vicinanze, in quel posto non c'era proprio niente. La mattina dopo facendo ritorno in campagna, giunto in quel posto come per incanto appare un mucchio di calcinacci e una bella barca adagiata sopra. Opera da "Biennale di Venezia". Se osservate bene la foto, non è male. Secondo me ha proprio scelto quel posto perchè ispirato dall'ambiente che lo circondava. Osservate bene!!!

Assisteremo ancora ad altre opere simili? Secondo me si. Che ne dite voi?

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di Nino Campisi

Sul terreno del "Simoncini" di Belvedere (SR), il Priolo, in campo neutro per la impraticabilità del proprio impianto, affronta l'Avola, battendolo di misura per 1-0.

La situazione di classifica (Avola terzo e Priolo penultimo) lasciava immaginare un risultato scontato per l'Avola, che invece ha dovuto disputare l'intera partita in ripida salita, contro un Priolo che nulla ha fatto, tranne che mostrare un forte impegno agonistico, tralasciando ogni criterio tecnico tattico che spesso serve per vincere nel gioco del calcio.

Sull'Avola pesava molto l'obbligo della vittoria, ed è apparso sin dall'inizio nevoso e confuso, senza mai poter finalizzare tranne che in pochissime azioni, soprattuto nel primo tempo, trovando il caricatissimo portiere del Priolo sempre pronto a neutralizzare ogni azione.

Giunti alla metà del primo tempo, sugli sviluppi di un innocuo fallo di Ricca ai danni di un difensore avversario, l'arbitro decreta un calcio piazzato al limite dell'area, che Alfano magistralmente indirizza direttamente in rete. Il primo tempo finisce con il Priolo in vantaggio. La ripresa inizia non meglio del primo tempo, e nel corso della partita il nervosismo cresce sempre di più tanto che Mister De Leo viene espulso per proteste. Si vede la voglia dei ragazzi di raggiungere il pareggio, ma non si riesce a concludere per via della mancanza di concentrazione.

L'ultimo quarto d'ora l'Avola sembra svegliarsi e i continui attacchi hanno fatto gridare più volte al goal il numerosissimo pubblico avolese presente sugli spalti. Da sottolineare la continua ed energica incitazione del folto gruppo ultrà che non ha abbandonato nemmeno per un attimo la squadra tanto da chiamarla sotto la tribuna a fine partita per applaudirla.

Una domenica da archiviare pensando subito alla prossima che vedrà come nostri avversari la Ragazzini Generali, prima in classifica. Questa settimana servirà a De Leo e i suoi ragazzi, per arrivare concentrati al massimo per vincere questa partità che sarà determinante ai fini della classifica generale.

Sicuramente servirà il pubblico delle grandi occasioni. Speriamo bene!

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Spero di fare cosa gradita comunicando che la prossima seduta del Consiglio comunale è stata convocata, in via d'urgenza, per il giorno 30/11/2009, ore 19,00, con all'ordine del giorno:

  1. Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
  2. Emendamenti al Bilancio di previsione per l'esercizio 2009 - Operazioni assestamento dei fondi ai sensi dell'art. 175, comma 8, del T.U. sull'ordinamento degli enti Locali approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267.
Fabrizio Alia

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