Ciao, dopo aver sollevato, tempo fa, tramite comunicati stampa, il problema ad Avola della mancanza di legalità diffusa sul territorio, insieme al problema scippi soprattutto nelle zone periferiche di avola, al problema incendi notturni che ha distrutto tantissime auto e moto di cittadini onesti e al problema atti vandalici che ha visto distrutti il Parco delle Rimembranze, il Parco Robinson, lo Chalet da poco risistemato e dopo non aver avuto nessuna risposta concreta dalle istituzioni per risolvere questi problemi, ho proposto, tramite il

Circolo 2 Dicembre '68 di Vico Verdi, un

CONSIGLIO COMUNALE APERTO ALLA CITTADINANZA.

Tale Consiglio Comunale si svolgerà giorno
29 APRILE 2008
(l'orario è ancora da concordare col Presidente del Consiglio, ma vi farò sapere appena me ne arriva notizia)
presso la Sala Consiliare del Comune di Avola.

Chiedo ai giovani, alle associazioni di volontariato, alle parrocchie di Avola, ai circoli, ai centri giovanili, alle consulte e alla cittadinanza tutta di partecipare e portare in quella sede proposte concrete che possano contribuire a migliorare le nostre vite e quelle dei nostri cittadini.
Non mancare e invita chi conosci,
grazie

Paolo Caruso

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Nino Iacono segnala il seguente articolo ansa

'Costruito nesso tra nostro successo e forme illecite consenso'

(ANSA) - CATANIA, 21 APR - Il Movimento per l'autonomia (Mpa) di Raffaele Lombardo annuncia querela per diffamazione aggravata al quotidiano 'La Repubblica'. 'C'e' l'ostinazione - dice Lombardo - a costruire un nesso tra il mio successo e forme piu' o meno illecite di acquisizione del consenso'. L'articolo cita un'inchiesta che sara' trasmessa stasera da La7: si parla del ruolo dei patronati,di cittadini 'bisognosi' e di soldi per la spesa e carte telefoniche che sarebbero stati distribuiti prima delle elezioni.

(via | Ansa)

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di Emanuele Limpido

I risultati delle elezioni del 13-14 aprile hanno visto la sconfitta della coalizione PD-IDV, ferma, nonostante la preannunciata rimonta e gli appelli al voto utile, a 9 punti percentuali dalla coalizione vincente, PDL-Lega, e la disfatta delle forze di sinistra coalizzatesi ne “la Sinistra l’Arcobaleno”, scomparse totalmente dal parlamento e assenti anche dall’assemblea regionale siciliana.

Le ragioni di tale sconfitta sono molteplici (e un’analisi approfondita di queste è una necessità ineludibile).

L’appello al voto utile se non ha raggiunto il suo scopo manifesto, quello cioè di vincere le elezioni, ha sicuramente drenato un gran numero di voti verso il PD. Compagni politicamente impegnati mi hanno confessato di aver votato PD per paura della vittoria di Berlusconi.

Saremmo superficiali però se ci limitassimo ad imputare a ciò la sconfitta di proporzioni impensabili che si è manifestata.

Una seria autocritica è il punto dal quale partire per non scomparire dalla società, dopo essere scomparsi dalle principali istituzioni del paese.

Un’autocritica che accomuni i gruppi dirigenti dei partiti della sinistra che hanno il dovere morale di dimettersi in blocco (sia a livello nazionale che locale) per favorire un vero ricambio generazionale.

L’altro punto dal quale partire è l’unità delle forze di sinistra. Ho sentito con preoccupazione le dichiarazioni di esponenti dei comunisti italiani che invece di rassegnare le dimissioni dai loro incarichi chiedendo scusa agli elettori e ai militanti della sinistra, si lanciavano in considerazioni che, a mio parere, significherebbero davvero la fine della sinistra italiana. Secondo la loro analisi il voto rappresenterebbe la bocciatura del progetto unitario e il ritorno alla falce e martello sarebbe la soluzione. Secondo questi signori, la lezione ricevuta non ci deve convincere ancora di più della necessità di costruire un soggetto unitario a sinistra, che sia davvero nuovo e che non si risolva nella fusione di 4 partitini.

No! Ci deve far tornare a quella falce e martello feticci irrinunciabili per chi pensa di non avere idee a sufficienza per convincere gli elettori considerati alla stessa stregua del cane di Pavlov, votanti dal riflesso condizionato. Beh, io penso che di dirigenti che pensano così, che non traggono insegnamento dai propri errori, se ne possa fare volentieri a meno.

Ripartiamo dalle ceneri di questa disfatta per far piazza pulita del ciarpame tenendo gelosamente con noi quei valori e quelle idee che la sinistra ha sempre portato avanti.

Ripartiamo soprattutto dal contatto con la gente, perché se non ci votano è solo colpa nostra che non sappiamo comunicare con loro, accogliere le loro richieste, portare avanti le loro battaglie, in due parole: fare politica.


Emanuele Limpido
Comitato promotore Sinistra Democratica Avola

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Che schifo...ieri ha vinto la destra ed ha vinto al senato, alla camera e alla regione...ma la cosa inquietante è che ha vinto nell'Italia Sicula-Padana il Cavalier Berlusca ed in Sicilia un certo Lombardo. Peggio di così c'è solo il fatto che u zu Totò vasa vasa (Cuffaro) che in questo momento ha ben 5 anni di condanna in 1° appello per favoreggiamento a mafiosi (che però lui non sapeva che fossero mafiosi), è Senatore...bravo zu Totò...hai visto che in Italia l'onestà paga? bravi Italiani, bravi, brava gente che cerchiamo una sanità migliore, che cerchiamo la giustizia, la trasparenza...ma sapete che vi dico?! ci sta bene così, questo ci meritiamo! Ci meritiamo un coglione che nemmeno riesce a parlare che vuole dividere il nord dal resto dell'Italia. Ma perchè quel coglione non resta al parlamento Padano?! Ci meritiamo chi insultò un certo Falcone e disse che si stava cercando di screditare col giornalismo terroristico, il lavoro pulito di tante persone, ci meritiamo chi ci ha preso per il culo per anni e sta bruciando l'Italia, però ci toglie l'ICI e il bollo... ci meritiamo questo perchè siamo un popolo ignorante e povero, un popolo triste che si vende per 4 ceci, che si prostituisce alle promesse, che si benda gli occhi perchè "tanto io che cazzo posso fare". Siamo siciliani venduti e scadenti che facciamo finta che tutto vada bene, sempre alla ricerca dell'amico degli amici, che cerchiamo la raccomandata anche per andare a cagare. Però siamo quelli che poi piangono quando parte il treno con sopra il figlio per andare a lavorare da Bossi, che piangono quando i ragazzi cadono nella trappola della malavita perchè non hanno alternative, che piangono quando un nostro parente muore per la mala sanità, che si stupiscono se le cose vanno male e se la Sicilia non sa neanche sfruttare il mare, il cielo, i monti...il turismo...ma si, ma chi se ne frega...il popolo siciliano è un popolo che ormai ha perso la speranza, un popolo che non si tappa più gli occhi per non vedere, ma che ormai è diventato cieco, sordo e muto. E' un popolo che ha l'unica preoccupazione quella di mangiare, possibilmente di essere imboccati, ca cecca u postu o comuni, ca ammenu 'docu nun si fa n'cazzu; questi siamo e questo ci meritiamo. Guai però a chi si lamenta tra qualche mese... il 99% poi dirà "vi?! e iu chi ciù resi u votu?", ma i dati diranno che oltre ad esser tutto ciò che ho detto fin ora, siamo pure dei codardi e ci nascondiamo dietro il dito. Questo siamo stati fin ora...
Mi scuso con tutti gli uomini politici onesti, degni di esserlo e che sono di destra, con i quali non condivido tanti ideali e idee, ma che sento di rispettare per il modo di essere persone e con quei siciliani che hanno cercato di alzare la testa, di sperare e di non perdere la dignità...la dignità...pure quella ci stiamo vendendo...Adesso basta, la Sicilia deve reagire e deve farlo subito!
Che il centro sinistra riparta subito con una politica seria che parte dal basso fatta di idee nuove e di nuovi modi di fare ed organizzare il territorio, una politica lungimirante che abbia le idee chiare e che sposa un progetto concreto e fatto di concretezza. A me sta bene il Partito Democratico, mi piacciono le idee, ma credo ci sia ancora tanto da lavorare.
Anzi, proprio oggi dobbiamo iniziare da capo.
Ricordate,
"NON E' LA FAME MA E' L'IGNORANZA CHE UCCIDE"

Paolo Caruso
membro del coordinamento locale del PD
www.paolocaruso.blogspot.com

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di Gioacchino Tiralongo

Mentre assisto da un internet cafè Berlinese gli sviluppi delle elezioni politiche, sempre più avvilito, inizio a scaricare su Emule “APRILE” di Nanni Moretti.
E già, lo scarico perchè ho voglia di rivederlo, i dejavù davanti ai dati che scorrono sul pc e le dichiarazioni dei politici - che assommigliano sempre di più ai commenti di fine partita di una serie A lontana dai fasti del campionato più bello del mondo - mi rendono triste, malinconico.
Tutto già visto, già vissuto, e allora rivediamo un vecchio film, per distrarsi per dimenticare.
Chi ha vinto:
Già l'Economist nel 2001, commentava così la figura dello “psiconano” "unfit to govern", incapace e inadatto a governare.sull'Italia. Scrive il Guardian: "una nazione che non riesce a sbarazzarsi della propria spazzatura dalle strade delle città e dei rottami dai palazzi del potere".
"Silvio Berlusconi - scrivono in Australia i commentatori della Abc network - si è rifatto la faccia con la plastica, si è rifatto il cuore con il pacemaker, si è rifatto la capigliatura con una sorta di astroturf di erba artificiale" e si prepara, se i sondaggi sono veritieri, a smentire la legge secondo la quale "in politica non ci sono seconde chance dopo le sconfitte, ma ce ne possono essere per lui addirittura una terza e una quarta".
"La politica italiana è sempre stata un teatro dell'assurdo" commenta arrendendosi il New York Times. Questo è un consistente pezzo del quadro in cui all'estero dipingono lo “psiconano” e aimè la nostra italietta.
Veniamo ora agli sconfitti:
Le elezioni credo abbiano mostrato, in modo quanto mai esplicito che i valori, i modelli, le mitologie le aspirazioni del ceto medio emergente siano decisamente di destra, xenofobi! (vedi exploit della lega) tragicamente influenzati dai consumi culturali di massa.
Il genio di Veltroni credeva, in Veneto, di girare la “frittata“ con Calearo. BRAVO! “buon appetito”!!. C'è poi una profonda crisi della rappresentatività resa drammatica dalla legge elettorale “porcellum”. C'è infine un centro-sinistra incapace di ritrovare unità, devoto al fraticidio quotidiano.
Vi sono scetle, suicide, che agli occhi della stampa italiana ed internazionale passavano per coraggiose, ma che chiaramente si configuravano sin dall'inizio come una eutanasia politica della sinistra italiana. La straordinaria debacle della sinistra alternativa, è il frutto delle scelte di elettori gabbati dalla “favolette del voto utile” e da una classe dirigente vecchia, ferma, incapace di attuare l'anelato ricambio generazionale. Qualcuno mi spieghi perchè Vendola non è stato considerato! Personalmente, era la figura positiva, propositiva e vincente che noi di sx aspettavamo.
Concludendo, siamo oltre la mutazione antropologica di Pasolianiana memoria, in un' Italia stanca e arrendevole una nazione che vive dell'invidia nei confronti delle altre nazioni europee, ma non manifesta energia per il cambiamento, appiattita e ridotta a rincorrere edonisticamente il cambiamento “veloce” e allo stesso tempo immobile.
Cosa possono fare i partiti di centro sx e la sinistra? Prendersela con sè stessi, fare una severa autocritica degli obiettivi da definire e sul come implementarli. Perchè la democrazia è una urgenza e non il lusso un pò austero di una elite di gente per bene disposte sempre ad accettare il male minore, che parla in americano.
Il male maggiore nei fatti si è rinforzato ogni giorno di più.

Gioacchino Tiralongo

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Le Associazioni "La Società dell'Allegria, A.F.I. Avola e Acquanuvena" hanno pensato ad un momento ludico-educativo che riprenda la vecchia abitudine di costruire gli aquiloni.
L'anno scorso abbiamo avuto una bellissima partecipazione di bambini e genitori, ma anche chiunque voglia metterre a disposizione dei bambini la propria esperienza nel costruire gli aquiloni. Anche quest'anno non mancate. Divertiamoci insieme. Porta il tuo aquilone e se non ce l'hai lo costruiremo insieme a P.za Santa Lucia (piazzale fiera).

Rivalutiamo le nostre PERIFERIE...

DOMENICA 20 APRILE DALLE 9.30 IN POI...

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Una storiella simpatica e saggia.

Berlusconi, essendo unto dal Signore, scivola e muore. Arriva alle porte del Paradiso, dove l'attende paziente San Pietro:

Benvenuto in paradiso, eminenza. Prima di farla accomodare, devo purtroppo anticiparle che abbiamo un piccolo problema da risolvere.

Vede, è molto raro che un politico d'alto rango arrivi qui, e la verità è che non sappiamo cosa fare con lei. Così abbiamo deciso di farle trascorrere un giorno all'inferno e uno in paradiso, cosicché lei possa scegliere liberamente dove trascorrere la sua eternità"

San Pietro accompagna il nuovo arrivato all'ascensore e questi scende, scende fino all'inferno.

Si apre la porta e Berlusconi si trova in mezzo ad un verdissimo campo di golf. In lontananza intravede un lussuoso club house; davanti, tutti i suoi amici politici che avevano lavorato con lui.

Gli corrono incontro e lo abbracciano commossi, ricordando i bei tempi andati, quando tutti insieme si arricchivano alle spalle degli italiani."

Decidono di fare una partita a golf e poi cenano tutti assieme al club house con caviale e aragosta.

Alla cena partecipa pure il diavolo, che in realtà si dimostra essere una persona molto simpatica, cordiale, e divertente. Berlusconi si diverte talmente tanto che non si accorge che é già ora di andarsene.

Tutti gli si avvicinano e prima che parta gli stringono calorosamente la mano, lasciandolo triste e profondamente commosso.

L'ascensore sale, sale e si riapre davanti alla porta del paradiso, dove San Pietro lo sta aspettando. Berlusconi passa le successive 24 ore saltellando di nube in nube, suonando l'arpa, pregando e cantando.

Il giorno è lungo e noioso, ma finalmente finisce. Si presenta finalmente San Pietro che gli chiede: "Eminenza, ha trascorso un giorno all'inferno e uno in paradiso, ora può scegliere democraticamente dove trascorrere l'eternità".

Berlusconi riflette un momento, si gratta la crapa e dice: "Beh, mi consenta, in paradiso è stato tutto molto bello, però credo che sia stato meglio all'inferno".

Allora San Pietro scrolla le spalle e lo accompagna all'ascensore. Scendi, scendi, giunge all'inferno.

Quando le porte si aprono, si ritrova in mezzo ad una terra deserta e piena di immondizie sparse dappertutto.

Vede tutti i suoi amici in tuta da lavoro che raccolgono il pattume e lo depositano in sacchi neri di plastica. Il diavolo gli si avvicina e gli mette un braccio attorno al collo, in segno di benvenuto.

"Non capisco..." balbetta Berlusconi "... mi consenta, ieri qui c'era un campo da golf, e un club house, e abbiamo cenato a base di aragosta e caviale, e ci siamo divertiti un sacco. Ora la terra è solo un deserto pieno di spazzatura e i miei amici sembrano dei miserabili".

Il diavolo lo guarda, sorride e gli dice: "Amico mio, ieri eravamo in campagna elettorale. Oggi, hai già votato per noi".

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di Emanuele Limpido

Siamo stati, in questi giorni di campagna elettorale, bersagliati in maniera ossessiva dagli inviti, provenienti sia dal PD cha dal PDL, ad esprimere un voto “utile” il 13 e 14 aprile.

Vorrei brevemente intervenire sul tema evidenziando alcuni aspetti che a me sembrano importanti.

Innanzi tutto è opportuno ribadire il fatto che il PD si presenta da solo (anche se in realtà è alleato con l’Italia dei valori e candida nella sua lista alcuni importanti esponenti dei radicali) a queste elezioni per sua scelta avendo rifiutato ogni possibilità, non dico di intesa, ma persino di discussione con “la Sinistra l’Arcobaleno”. Mi pare quindi un argomento intellettualmente disonesto quello di chi chiede al popolo di sinistra un voto utile al PD per sconfiggere Berlusconi. La eventuale, probabilissima (purtroppo) vittoria del PDL non può certo essere imputata alla sinistra, ma a chi ha rifiutato ogni possibile sorta di alleanza solo con essa non disdegnando poi di cercare altre alleanze. Resterebbe da spiegare agli elettori perché gli alleati che vanno bene per governare regioni, province e città, improvvisamente non vadano bene per governare il paese.

Piuttosto vorrei qui ricordare che molti indizi, dalle candidature “bandiera” come Calearo, Colaninno, Madia (vedi intervista al Foglio), alle dichiarazioni di molti suoi esponenti (Follini che definisce il PD la nuova DC, lo stesso Veltroni che dice chiaramente a “el Paìs” come il PD non sia un partito di sinistra) dimostrano l’utilità di un voto che non faccia scomparire la sinistra dal panorama politico italiano e acceleri il processo unitario appena iniziato.

Per questo, rilevando come in democrazia ogni voto è un voto utile (e questo gli esponenti di un partito che si chiama democratico dovrebbero ben saperlo), voglio ribadire la estrema necessità di un voto a “la Sinistra l’Arcobaleno”.

Un voto utile alla difesa dei più deboli, dell’ambiente, della pace, dell’acqua come bene comune e non come fonte di profitto.

Un voto che sia utile alla ricostruzione della sinistra in Italia, un processo irreversibile che continuerà all’indomani delle elezioni.

Un voto che faccia capire ai nostri compagni del PD che una politica progressista in Italia non si può fare emarginando la sinistra e spostandosi su posizioni sempre più centriste e che si vince se uniti a una sinistra forte e moderna che costruiremo insieme dopo il voto, confidando, come dice Giovanni Berlinguer, nel contributo dei giovani, ma che non può prescindere da un buon risultato elettorale.

Emanuele Limpido
Comitato promotore Sinistra Democratica Avola

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