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di Mariano Ferro

Con poche speranze ma non vogliamo morire disperati.

Una finanziaria regionale di tutto rispetto, non c'è che dire, ma non per chi lavora. Per quei mausolei del non far niente che sono stati per decenni covo di imboscati da sottogoverno, che dovevano e devono trovare lo scopo del loro essere nel piu' recondito dei meandri della fantasia umana.

Un centro di ricerche per il latte ed i formaggi giustificandolo con la ricerca della qualita' da porgere al consumatore, un istituto per la vite ed il vino, un centro di ricerca per le varieta' antropologiche del grano, corsi di formazione che formano solo le tasche dei docenti e migliaia di disoccupati e potremmo continuare scrivendo pagine intere di elenchi di enti inutili che non portano un solo beneficio a nessun consumatore ma sopratutto a nessun produttore.

Si perche' mentre in qualche laboratorio si certifica l'origine del latte dei monti iblei, al supermercato quella splendida innovazione commerciale non si vende perche' il prezzo è fuori mercato e la massaia guarda ad altro, il vino nero d'avola in break costa solo 99 centesimi, il grano piu' antico figlio della nostra terra è stato soppiantato nei mulini dal grano russo, polacco o turco. E nel frattempo questi grandi centri commerciali ci inondano di salsa cinese che arriva a barili come fosse petrolio al porto di Gioia Tauro ed evapora trasformandosi in passata italiana di pomodori igp. Dov'è la salsa della Cina? Prosegui nello scenario e nel frattempo incontri il PD che vuole ancora cambiare governo da tecnico a politico. E cosi' ci ritroviamo persone nuove, non che queste le abbiamo viste tanto da eserci affezionati ma è come se costruissimo un puzzle che qualcuno viene a rimescolare quando cominci a capire che figura è. E continuiamo a giocare.

Alzi lo sguardo al governo nazionale e ti accorgi di questa farsa sulla mozione sulla Libia, e tra un processo e l'altro si possono perdere tre o quattro settimane per salvare questo piccolo uomo dai suoi maledetti reati e dai suoi processi. Tutto tranne i problemi degli Italiani tanto da pensare che il piu' grande sostenitore di Berlusconi sia proprio l'opposizione. Che speranze possiamo avere che un giorno si occupino di noi: poche. Anzi nessuna. Eppure loro stanno benissimo, con una crisi che morde pesantemente un po' tutti i settori, l'autotrasporto che gira a vuoto per il costo del gasolio, l'artigianato fermo, l'agricoltura che perde aziende ogni giorno in modo esponenziale, l'edilizia al collasso. Cosa fare? Ce lo stiamo chiedendo da un po' di tempo e ci siamo convinti che non c'è piu' un modo figlio della democrazia che ci possa portare le attenzioni del mondo che decide. Manifestazioni? Non servono piu'. Comizi? Roba d'altri tempi. Sit-in dove vuoi tu: centinaia al giorno. Le catene: un incontro col prefetto e qualche deputato del luogo. I tetti: scendi e qualche promessa ti arriva. Bene noi siamo ormai arrivati alla conclusione che è arrivata l'ora e basta aspettare per credere, che visto l'atteggiamento sfottente ed arrogante della politica locale, regionale e nazionale in particolar modo, considerato che nelle famiglie italiane la crisi lascia pochi spazi di manovra che si alternano tra la rassegnazione e la depressione, alla luce del fatto che a votare il diniego alla riduzione delle spese per i privilegi ed il ridimensionamento degli stipendi di lor signori, sono arrivati consensi numerosi dalla destra e dalla sinistra, noi agricoltori siciliani, inseguiti dalle DIGOS e dai Questori dell'isola per capire se eravamo eversivi o terroristi, intercettati per capire anzitempo se avessimo tramato qualche attentato alla buona educazione nei confronti degli assessori o di qualche ministro, ci costituiamo in associazione al fine di addivenire al piu' presto, alla nascita dell'unico partito che ci solletica:il partito della sommossa popolare e delle legnate nei confronti di questa inetta, inutile, costosa, dannosa e arrogante classe politica che ci governa senza distinzione di partito, colore o schieramento.

Non cadremo di sicuro nel tranello del tifo a seconda delle convenienze, siamo vaccinati ed il virus non attacca piu'. Quale potra' essere la pena per un incensurato che molla un sanissimo ceffone ad un politico che vuole prenderti per i fondelli, o un calcio nel sedere ad uno che ha appena da poco cambiato partito ribaltando d'un tratto quello che pensava solo un minuto prima. Siamo disponibili a scontarla tanto agli incensurati che uccideranno un' uomo innocente vedrete che tra qualche mese applicheranno una multa di trenta euro. Bene, nell'essere contenti e soddisfatti per aver trovato finalmente il nostro partito di riferimento che chiameremo probabilmente "il partito delle legnate" o giu' di li, avvisiamo i prefetti, le questure, la Digos, l'intelligence internazionale che cominciamo da domani ad accettare le iscrizioni gratuite e senza tessere. C'è solo un documento da presentare, che sono i calli alle mani di chi vuole iscriversi ed ancora meglio se anche le madri di famiglia collaborassero alla nascita di tale anomalo soggetto politico. Ci mescoleremo anche noi nella mischia di tutti questi partiti che ora penseranno al sud, cosi' generosi di idee ed iniziative a tal punto da farsi venire la voglia di tagliarsi le palle e far cadere il governo che loro sostengono. Certo sara' difficile competere con queste dosi abnormi di altruismo sudista ma ci proveremo. Non abbiamo altre strade e come programma ci daremo un elenco di priorita', anzi un elenco di nomi di deputati e senatori da "rimproverare".

Vogliamo coinvolgere in quest'avventura tutti i nostri amici indebitati e tartassati dall'agenzia delle entrate, dall'INPS, dalle banche, ed anche quelli ai quali la Coldiretti, udite, udite sta spedendo i decreti ingiuntivi per il pagamento del dovuto per il disbrigo pratiche. Da difensori degli agricoltori a killer di aziende agricole un bel salto di qualita'. Si accettano le iscrizioni di quei parroci alla Don Camillo che ritengono che è ancora possibile cambiare questo mondo colmo zeppo di disonesti e di ladri. Siamo convinti che potremo avere successo! Abbiamo adesioni virtuali gia' da tutte le province e prefetti e questori sanno gia' che siamo tanti. Chi lo sa che non possa diventare il primo partito d'Italia. Se non fosse vero verrebbe da ridere. Ma non è una delle tante barzellette del Premier che non fanno piu' ridere è una atroce realta' che ci costringe a muoverci in modo diverso copiando da quelle popolazioni che si sono liberate dai regimi dittatoriali. La nostra non è piu' una democrazia è ormai diventata e vorremmo essere smentiti, la Repubblica delle banane dove i furbi e i delinquenti si arricchiscono e gli onesti soccombono. BASTA!


In rappresentanza dei Comitati di base degli Agricoltori siciliani,

Mariano FERRO (SIRACUSA) 3931773861
Giuseppe SCARLATA (CALTANISSETTA)
Martino MORSELLO (TRAPANI )

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di Mariano Ferro

Gli Agricoltori Siciliani ed i Pastori Sardi giorno 20 maggio 2011 alle ore 9,30 presso il cinema "Odeon"- di Avola (SR), corso Garibaldi - incontrano il ministro delle politiche agricole On. Saverio Romano. Saranno presenti delegazioni provenienti dalla Basilicata e dalla Puglia che parteciperanno all'incontro per rappresentare al sig. Ministro il pesante disagio delle campagne nel mezzogiorno d'Italia a partire dal problema dell'indebidamento delle aziende agricole e per dimostrare le truffe consumate quotidianamente in danno dei produttori, oltre che a segnalare ancora una volta la presenza della criminalita' organizzata nel business dei mercati ortofrutticoli e la dilagante materia delle frodi commerciali in danno di operatori onesti e consumatori ignari.

Queste le problematiche che, dopo anni di disattenzione totale nei confronti del declino del settore, pretendiamo si risolvano nel piu' breve tempo possibile. La tensione nelle famiglie degli agricoltori è troppo alta perche' si possa aspettare ancora oltre e non iniziare subito a mettere mano a soluzioni strutturali. Ci onoriamo di invitare al dibattito S.E. il Prefetto di Siracusa e di Ragusa, S.E. Monsignor Antonio Stagliano' vescovo della diocesi di Noto, S.E. Monsignor Salvatore Pappalardo arcivesovo di Siracusa, S.E. Monsignor Paolo Urso vescovo della diocesi di Ragusa, i Signori Sindaci della regione Sicilia. Le Associazioni di categoria: Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura. Invitiamo i signori Sindaci, per una partecipazione ampia dei territori, a divulgare in tutti i modi possibili l'invito agli agricoltori.Si invitano altresi' tutti gli organi di stampa.

Per ogni eventualita' rivolgersi al n. 3931773861

Con Osservanza
AGRICOLTORI SICILIANI
Don Giuseppe Di Rosa
Martino Morsello
Peppe Scarlata
Nino Salerno
Mariano Ferro

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di Mariano Ferro

Per questo mese solo un giorno di ritardo al  pagamento degli stipendi, ma in molti cominciano a preoccuparsi conoscendo da un lato le difficolta' e dall'altro assistendo all'elargizione di biglietti gratis per tutti. E le imprese creditrici dietro la porta che non percepiscono un euro da mesi e mesi. Sono discrasìe indigeribili che richiedono alcune spiegazioni.

A casa vostra non capitera' mai, cari amministratori, ma nelle famiglie meno privilegiate se non c'e' la possibilita' di andare al ristorante il sabato sera, per penuria di "grana", al ristorante non si va'. Che male ci sarebbe stato a chiedere pochi euro a testa  per aiutare a coprire qualche spesa visto che si trattava di migliaia di biglietti, magari aspettando di trovare una forma visto che il comune non lucra. Ma siccome vige il principio "do ut des" forse funziona meglio cosi', tanto paga pantalone, peccato che a fondamento di quella cultura sana e proprio nel piccolo tempio della cultura avolese spiace constatare che si inizia  dal motto "io do una cosa a te e tu dai una cosa a me".

Vi possiamo pregare di farci conoscere il prossimo bilancio del comune? Per una volta, almeno voi, diteci la verita', questa merce cosi' tanto rara nella politica italiana. 



Considerato che la Gelmini non sa nemmeno quello che fa Tremonti sul bilancio della Pubblica Istruzione ("me l'avrebbe detto"), almeno noi umili residenti di questa piccola comunità vorremmo capire come stanno le cose dal punto di vista finanziario nella nostra citta', anche perche' in questo momento siamo in tanti a non poter pagare le tasse e non perche' siamo evasori abituali, brutta parola, ma perche' o paghiamo le tasse o paghiamo il panificio.

E per piacere smettetela di ipnotizzarci e di farci divertire. Estirpatevi voi per primi dalla testa il cancro secondo il quale il popolo  vuole la festa e tu devi "fargli la festa", tanto cosa vuoi che capisca il popolo oltre a sapere se la festa si fa o no e che gli amministratori sono buoni o cattivi in base alle volonta' esaudite o meno dei sondaggi popolari. Vogliamo conoscere il nostro futuro e staccare la spina alle illusioni. Non stiamo sbandando, come ha detto il vostro piu' caro alleato, siamo gia' fuori strada e voi continuate  questa fiction ormai inguardabile. Vogliamo sapere se i nostri eredi pagheranno per dieci volte acqua e rifiuti solo perche' noi siamo stati felici, contenti ed abbiamo nascosto la polvere sotto al tappeto. 

Non ne possiamo piu' di vivere nel paese di Alice a Roma come ad Avola: vogliamo costringervi a diventare intellettualmente onesti perche' voi non lo siete e forse da ottimi allievi di Silvio non lo sarete mai. Come nella migliore delle tradizioni, in questa fase, ci ritroviamo al taglio dei  nastri  e, visto che il vostro insuperabile maestro elargisce continuamente corsi di formazione in  questa materia,  ad Avola abbiamo gia' dato inizio alle danze teatrali. Tutto va bene se e' finalizzato al consenso, anche il silenzio omertoso sui conti del comune. Intanto vi chiediamo di compiere questa operazione verita' nei confronti dei vostri concittadini, "spalancate le porte" alla liberta' piu' profonda del vostro animo, "non abbiate paura" della verita' e non rispondeteci frasi preconfezionate. Se l'alibi o la vostra risposta spontanea, dovesse riguardare i trasferimenti statali o il patto di stabilita' vero o presunto, abbiate il coraggio di alzare la voce, per una volta senza infingimenti, verso il vostro padrone di partito che riesce ad accontentare i leghisti sempre e su tutto e ad abbandonare a se stesso il meridione d'Italia, dimenticandosi  puntualmente di voi e sopratutto di noi. 

Voi siete liberi di difenderlo quanto volete, tanto siete ormai diventati tutti avvocati della difesa in coro, ma organizzatevi bene per il prossimo anno, vi raccomando, fatelo venire ad Avola anche noi abbiamo qualcosa da dirgli e forse qualcosa di piu'. Lo accoglieremo con tutti gli onori che merita un primo Ministro. Mi piace volare con la mente e mi viene da ridere a pensare cosa sarebbe successo con queste stesse condizioni lavorative, economiche, finanziarie, e con Prodi ed il centrosinistra al governo di questo paese. 

I predellini delle auto sarebbero tutti vostri. Sono sicuro che avremmo gia' organizzato la rivoluzione contro il governo dei comunisti. A proposito di centro-sinistra siccome e' arcinota la sua predilezione ad autocastigarsi, non sarebbe male chiedere alle opposizioni di questa citta', qualora ve ne fossero e di qualunque colore politico, di cominciare a guardarsi negli occhi, per far si' che il mio amico e bravissimo medico, Tonino Barbagallo, verso il quale provo stima sincera cominciasse a riconsiderare l'idea di tornare a fare la sua professione che io, che sono un suo assistito, posso testimoniare, sa fare benissimo. 

Avete virato troppo rispetto a quello che dicevate nel '94 anzi avete proprio fatto unicamente una operazione di potere fine a se stessa, avete subito la crisi e non avete pensato minimamente a cambiare registro e cosi' come a Palazzo Chigi  ed in altri comuni d'Italia sta arrivando l'ora che vi alziate. Personalmente, che ci crediate o no vi voglio bene, ma... per scopiazzare i milanesi "Fuori il pdl dal Comune". 

Con osservanza, la tessera n° 1 ad Avola di Forza Italia (profondamente pentito) e non il solito comunista conservatore... Mariano Ferro

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Mariano Ferro organizza un incontro per discutere della precarietà lavorativa nelle campagne insieme ad altre persone, provenienti da tutta la Sicilia, che vivono la medesima situazione.

Come recita il manifesto sono tanti gli argomenti da ri-discutere, in particolare: prezzi, occupazione e lavoro.

L'evento si terrà ad Avola mercoledì 9 febbraio alle 18,00 presso il Centro Culturale Giovanile in V.le Piersanti Mattarella.

L'invito è aperto a tutti i cittadini, nello specifico a: produttori, braccianti, commercianti, studenti.

A quanto pare però è poco gradita la presenza di coloro i quali con lo stipendio sicuro non intendono scendere in piazza insieme al Comitato in Rete.

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di Mariano Ferro

Guardo i telegiornali. Aprono con i servizi dall'Egitto. Prova a sostituire il nome dei protagonisti egiziani con quelli italiani, quelli che vuoi tu. Confesso subito: non mi dispiacerebbe se tutto quello che sta avvenendo in quei posti accadesse pari pari in Italia.

Passi pure che non viviamo una dittatura moderna, siamo tutti convinti che questa nostra si possa definire democrazia o siamo tutti concordi sul fatto che la realta' che noi viviamo è una democrazia malata che va curata profondamente? Siamo concordi sul fatto che non c'è un solo settore, un solo ufficio, una sola istituzione che funzioni per come dovrebbe? Sono questi che ci governano, i medici che dovrebbero curare il malato?

Spesso mi capita di ascoltare le giustificazioni alle malefatte del premier e questa e' la frase che ricorre piu' frequentemente: ma perche', gli altri che dall'opposizione gridano allo scandalo cos'hanno fatto? da dove vengono? chi sono? E i riferimenti vanno alle intercettazioni di Fassino riguardanti la famosa frase: finalmente abbiamo una banca, e poi la vicenda del marito della Finocchiaro, la storia sulla casa di Montecarlo, il veliero dell'ex comunista D'alema, le vicende del figlio di Di Pietro e quant'altro possa bilanciare quanto sta accadendo in questi giorni per la vicenda di Ruby.

In realtà gli altri sono peggio di lui, per cui è meglio lui? Chissa' forse è vero. Ma puo' essere questa la soluzione o la cura per uno dei paesi del G8, tra primi al mondo per debito pubblico, che si avvita su se stesso e passa i mesi a parlare del fatto che il premier ti fa vergognare di essere Italiano o che è uno di ottanta anni a cui piace scoparsi la "carne fresca" (Iva Zanicchi) di diciassette anni?

Su sessanta milioni di residenti possibile non esista gente piu' seria, intellettualmente onesta, che possa sostituire questi attaccapanni dal "culo flaccido" (Nicole Minetti) e "capaci di spararle cosi' grosse che ci credono pure loro" (Indro Montanelli)?

A questo punto la soluzione diventa difficile. Se qui abbiamo bisogno di tifoserie ultras gli uni contro gli altri armati e se gli ingredienti con i quali si vuole cucinare un nuovo piatto sono sempre gli stessi, diventa difficile credere che quelli che gridano dall'altra curva, in diciassette anni, una volta dalla destra ed una volta dalla sinistra, possano allestire un circo del tutto nuovo per imbandire uno spettacolo inedito.

Non ci crede piu' nessuno! O per essere piu' precisi siamo sempre di piu' quelli che non ci crediamo. Ecco perche' a mio parere i sondaggi politico-elettorali ci dicono che nonostante lo squallido spettacolo offerto ad Arcore il PD non alza l'asticella, Futuro e Liberta' si riprende piu' o meno lo stesso elettorato di ex AN, l'UDC rimane incollato alle sue percentuali, ed il premier dall'alto della sua potenza mediatica riesce a svuotare il cervello a buona parte degli anziani e trascina con se quella schiera di camerieri interessatissimi a tutti i livelli, e tutta quella parte di furbi, di "vastasi", di tifosi ai quali il sitema attuale non sta bene ma se la passa comunque benissimo.

Quanti tra quelli che delinquono, rubano, truffano ,corrompono, spacciano droga, sfruttano la prostituzione, chiedono mazzette, studiano come fottere il prossimo vorrebbero una giustizia efficace? Pensate che siano pochi in Italia? No, sono tanti e sono nascosti nella politica, negli uffici, tra di noi ed hanno il loro partito di riferimento. ...E' la democrazia? Si! Ma come è stato detto quache giorno fa' dal segretario dela CEI monsignor Mariano Crociata siamo al disastro antropologico, motivo per cui abbiamo bisogno di rimettere a fuoco i fondamentali di una vera democrazia dove i pilastri sono: una giustizia uguale per tutti, il lavoro e la distribuzione del reddito che ne deriva, la liberta' che non sia quella di fare cio' che si vuole.

Troppe sono le patologie di cui soffre il nostro paese, motivo per cui credo sia difficile mettere al centro dell'agenda politica alcune tematiche quali l'agricoltura ma anche tutto il resto in modo tradizionale. Quante vertenze si sono risolte positivamente negli ultimi anni? E nel frattempo le mafie investono silenziosamente in business piu' interessanti, la grande distribuzione distrugge il tessuto economico di interi territori, la politica si fa i ca..voli suoi.

Si puo' chiedere una legge elettorale che ridìa alla gente la VERA sovranita'? O anche questa "porcata" (Calderoli) deve continuare? Questa è una classe dirigente che somiglia troppo al piu' sfrontato Scilipoti ma immersa nell'ipocrisia piu' becera finge di affrontare i problemi, curando il mal di testa al malato di cancro.

Anziche' chiedersi le dimissioni a vicenda Berlusconi e Fini, farebbero bene a darle entrambi ed ancora meglio sarebbe se pure i vari leaders del centro sinistra tutti, facessero un passo indietro per dare agli italiani la speranza che è ancora possibile l'alternativa, qualcosa di nuovo, una nuova storia.

Vicecersa, perchè dovremmo credere che davanti a noi ci sara' il nuovo Obama con la faccia di Bersani? Dalle nostre parti uno dei vecchi detti dei nostri avi che non sbagliavano mai nelle loro sentenze recita: "varca rutta rumpiti tutta". La nostra è, volenti o nolenti, una barca piena di falle e noi stiamo cercando di otturarle una alla volta con un mastice che non attacca piu'.

Mi dispiace essere o somigliare ad un eversivo ma i nostri nonni avevano ragione. Vedo in tutto questo una sola bella speranza: che il popolo scenda nelle strade per cominciare a far sentire la propria voce e a mettere paura a questa classe dirigente disponibile per sporchi interessi di bottega a portarci alla guerra civile.

Io la guerra voglio farla a tutti costoro e se non ci riusciamo con gli strumenti che permette questa decorosissima costituzione, che in tanti dicono vecchia ma che credo sia troppo attuale, lo possiamo fare anche con strumenti piu' "pressanti". Quando il gioco si fa duro bisogna essere piu' duri.

Sono solo, o forse sono uno dei tanti qualcuno vuole battere un colpo. Mi piacerebbe tanto spiegare al nostro ultimo baluardo rimasto, il presidente Napolitano, che queste non sono le parole di un terrorista ma di una delle tante partite IVA che stanno andando alla deriva e che non vuole rassegnarsi al naufragio.

Non siamo pochi, siamo in tanti, ma pochi purtroppo, ...troppo pochi, escono allo scoperto. Non è piu tempo di parole ed anch'io ne ho scritte troppe, è tempo di fatti!

Viva la Tunisia, viva l'Egitto e ...speriamo viva l'Italia. Si accolgono volentieri le adesioni.

Con tanta tristezza,
Un agricoltore siciliano
Mariano Ferro
3331197607

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di Mariano Ferro

Troppa pazienza ci è stata chiesta e da troppo tempo! Ed io che non sono mai stato un terrorista che non appartengo a nessuna falange armata, mi sono stancato di riunirmi con i miei colleghi onesti agricoltori per discutere, parlare, piangerci addosso, per costituire altri comitati, senza avere uno straccio di risultato: niente di niente.

E la politica ti guarda come un marziano al quale non sa nemmeno spiegare che è atterrato in un paese dove chi dovrebbe dare risposte politiche ai tuoi problemi (e non necessariamente con denaro pubblico), visto che in questo paese ci stai vivendo, ci stai pagando le tasse, ci stai facendo vivere i tuoi figli, li stai educando nel migliore dei modi in un paese pieno di iniquita', di ingiustizie, di arroganza, di furbi, di corrotti, di avvocati dei corrotti, di mafiosi col colletto bianco, di multinazionali, di politici ladri, politici campioni di ipocrisia pur di salvare la ricandidatura, non riesce piu' nemmeno a risponderti perche' troppo calato nel ruolo ed altrettanto fuori dai problemi degli umani.

Non parliamo di quelli che dalle valli padane gridano contro Roma Ladrona e nel frattempo stanno a fianco ai ladroni per trattare il meridione come un rifiuto speciale. Che schifo!

Questa lettera, io che ho partecipato alla nascita di questi movimenti la scrivo a tutti gli Amici agricoltori disperati che ho incontrato nelle decine di assemblee svolte in tutta la Sicilia e per quello che ho visto sono tantissimi. Voglio dire subito che il sottoscritto non appartiene a nessun partito politico, ragion per cui voglio prima e subito tirarmi fuori da ogni strumentalizzazione che potrebbe scattare nella mente perversa di molti politici regionali che pensano di cavalcare ogni cosa pur di crearsi consenso.

E' FINITO IL TEMPO. NON NE POSSIAMO PIU'. Prima abbiamo pazientato e vi abbiamo spiegato che si trattava di una questione tanto grave quanto seria, e se la risposta che ci è pervenuta sono in totale quei novanta milioni di euro che seppure costiuscano un record, non sono assolutamente una risposta adeguata allo tzunami di oggi. Il grido di allarme che Gerardo Diana ha voluto lanciare nei giorni scorsi è reale. La possibilita' che la perdita di questi fondi Europei si materializzi è concreta. Dei fondi Crias stanziati nemmeno l'ombra, nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale. Gli articoli 17,18,19 della finanziaria, conosciutissimi nell'ambiente e dalle banche, inutili e forse addirittura dannosi.

Le societa' di riscossione come SERIT SICILIA all'attacco di chi non puo' pagare. Le banche che oltre ad essere indifferenti alle leggi sono proprietarie di mezza sicilia, non fanno piu' il loro mestiere. Le lobbies dell'eolico e del fotovoltaico come sciacalli che aspettano di azzannare la preda. La mafia che nei mercati di tutta la sicilia continua a muoversi indisturbata e sempre piu' potente. I centri commerciali degli amici dei mafiosi che nascono come funghi col benestare dei politici di zona pronti a lucrare qualche decina di posti di precariato in cambio dei voti. L'INPS che diffida e per finire gli adempimenti burocratici allucinanti per stare in regola nelle aziende, NON SE NE PUO' PIU'.
E non se ne puo' piu' di essere trattati come plebe ai tempi del feudalesimo. Non siamo alla guerra ma di sicuro è gia' passata l'ora per cambiare atteggiamento. Carissimi colleghi di tutta l'isola io credo che basti e avanzi per commissariare la politica di destra, di sinistra, di centro. Io non riesco piu' a pensare ad un futuro per i miei figli in questa terra macchiata dal sangue di tante persone oneste uccise in nome del male. Io voglio alzare la testa e voglio proporre a tutti gli agricoltori siciliani di cominciare ad alzare la testa con nuove iniziative serie a partire dal 15 Luglio: Lor signori avranno gia' programmato le vacanze in qualche cinque stelle, noi le vacanze le programmiamo diversamente.

Nell'attesa una via di mezzo ci puo' stare e cioe' quella di chiedere al Presidente dell'assemblea Regionale Siciliana la convocazione straordinaria, urgente e se lo statuto lo prevede, aperta per mettere sul tavolo quelle che a secondo i punti di vista possono essere definite inadempienze o cose fatte. Ne parleremo! E voglio dire a Lombardo, a Micciche' , a Castiglione, a Leontini, a Firrarello, a Nania, a Cracolici che sono sicuro non hanno ben focalizzato la drammaticita' della situazione, di preparare risposte concrete da sfornare entro l'estate, noi non vogliamo piu' incontrare nessuno separatamente, non vogliamo ascoltare promesse, l'assessore sa gia' quello che abbiamo chiesto, se volete ve lo ripetiamo ancora una volta se ci verra' concessa questa convocazione, ma basta giocare, proprio basta con le parole, non ci interessano piu'.

Il 15 Luglio il sottoscritto in qualita di agricoltore e nient'altro propone ai "COMITATI IN RETE", ai "COMITATI SPONTANEI", ad "ALTRA AGRICOLTURA" a "CODIFAS" ai "COMITATI DEI SINDACI DEL CALATINO" e molto umilmente a "CONFAGRICOLTURA", "CIA", "COLDIRETTI", "FEDERCOLTIVATORI", agli agricoltori senza sigla, ai SINDACI, e se il signore vorra' darci una mano in questa giusta battaglia anche ai VESCOVI di tutta la SICILIA, di fare quello che questa terra aspetta da decenni e cioe' che il suo popolo alzi la testa per cominciare a camminare con la schiena diritta. L'ho gia detto in tante altre occasioni: non chiedetevi chi è l'autore della presente e che tanti di voi hanno conosciuto, è il signor nessuno. Chi legge è pregato di riflettere sul contenuto della lettera e chiedersi se lo condivide, non abbiamo molto tempo.

Cordialmente,
Mariano Ferro

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di Mariano Ferro

L'ultima l'ho sentita oggi su TG3 Sicilia: la Montepaschi Serit chiede ai disastrati di Giampilieri la riscossione di imposte sulle case che non esistono piu'. Questa cosa non merita nemmeno commenti, sarebbero troppo volgari.

Noi agricoltori giorno 8 Giugno saremo davanti agli ingressi delle sedi provinciali delle sedi Serit a Siracusa, Ragusa, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. Vogliamo accendere i riflettori sulle societa' di riscossione che in questo momento stanno "sanzionando la crisi". L'invito che voglio fare a tutti è quello di partecipare all'iniziativa perche' credo che l'usura sia applicata tanto alle aziende agricole quanto ai commercianti, agli artigiani ai semplici cittadini ed in questo momento (ma forse anche in altri momenti) non è proprio accettabile.

L'invito è ovvio, viene esteso a tutte le istituzioni sensibili alle difficolta' dei loro amministrati che non riescono a stare in linea con i pagamenti dovuti e devono vedersi pignorare senza pieta' tutto quello che possiedono, con cartelle indecenti. Un mostro che vale la pena affrontare specie se si è dalla parte dei piu' deboli e soprattutto dalla parte del buon senso.

Un grazie a tutti quelli che volessero darci una mano a squarciare il silenzio attorno a questa usura di stato.

Cordialmente.
Mariano Ferro

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I "COMITATI IN RETE" GUARDANO, RIFLETTONO E SI PREPARANO A CONTINUARE LA LORO GIUSTA BATTAGLIA

"L'Italia è il paese col debito pubblico piu' alto al mondo". Questa è stata la risposta alla domanda di una giornalista che a Taormina chiedeva all'onorevole Adolfo Urso come mai non si puo' aiutare l'agricoltura cosi' come si sono aiutate le industrie degli elettrodomestici o delle macchine agricole con trecentoventi milioni di euro.

Solo da qualche ora si è concluso il forum di Confindustria che si è svolto a Parma che ha visto presente per l'ennesima volta il nostro Presidente del Consiglio e dove per l'ennesima volta si sono chiesti al governo impegni seri e concreti che tradotti in soldoni sono, la diminuzione del costo del lavoro e aiuti alle imprese, per poter ritornare ad una crescita del prodotto interno lordo intorno al 2%. Richieste sacrosante ad un governo che risponde di solito con celerita' alle piccole e medie imprese del Nord rappresentate efficacemente dalla Marcegaglia e dalla compagine di governo rappresentata dalla Lega Nord che riesce nonostante il debito pubblico piu' alto al mondo a ritagliarsi le soluzioni che bene o male rispondono alle esigenze di quei territori.

In questa involuzione economica c'è dunque chi da una parte tira la coperta corta e che riesce bene o male a coprirsi per quel che puo', e riesce ad indicare l'agenda politica ad un governo che piu' che governare ha solo stretto i cordoni della borsa aspettando che passi questa lunga notte senza tagliare un solo centesimo alle spese improduttive, senza porre freni ai mega compensi dei manager, senza togliere quasi nulla ai privilegi di un migliaio di nominati dai vari sultani di partito e che costano solo di stipendi circa quattro miliardi di euro all'anno, senza chiudere come promesso piu' volte nemmeno una delle circa cento province Italiane, senza ridurre all'essenziale le migliaia di posti di sotto governo comprensive di auto blu e rispettivo autista il piu' delle volte utili solo alla coltivazione di nuove clientele, senza tagliare in modo serio, facendosi rimborsare fino all'ultima lira i miliardi di euro non dovuti dai falsi invalidi, senza tagliare drasticamente gli "stipendi" delle decine di migliaia di sindaci assessori consiglieri comunali e di quartiere.

Eppure se chiedi aiuto per attivita' che stritolate dalla globalizzazione, umiliate dalla grande distribuzione,annichilite dalla illegalita' conclamata della filiera, costituiscono un presidio dei territori ed uno dei settori produttivi veri di questo paese, ti si risponde in quel modo. E' ancora possibile che i furbi senza scrupoli comprino il ciliegino cinese o il limone argentino e lo impacchettino come ciliegino di Pachino o femminello siracusano? Che incontrollati o controllati all'italiana, scarichino navi di patate o di fragole provenienti dall'egitto o dalla Tunisia cariche di residui di pesticidi e le spaccino per prodotto nostrano? Che truffino la comunita' europea con una semplicita' strabiliante assieme ai vari burocrati dei vari enti arricchendosi in maniera facile e veloce, non debbano avere gli stessi problemi di chi si alza la mattina per fare un lavoro onesto? E' possibile che l'azienda onesta debba combattere giornalmente una guerra con l'agenzia delle entrate, l'INPS, la camera di commercio, il comune, l'Enel, il commercialista, la banca,le bolle di accompagnamento, i rifiuti speciali, il fascicolo aziendale, il foglio di campagna, il registro carichi e scarichi, le fatture, l'ufficio del lavoro, il genio civile, l'ufficio IVA, l'esattoria? E tutto questo, tutto questo dopo che hai investito parecchie migliaia di Euro che dovrai tentare di rientrare con grandi sforzi vendendo il prodotto quasi sempre con pochissimi centesimi, dopo che hai creato lavoro vero, dopo che hai creato lavoro per l'indotto,dopo aver pagato le tasse. Conviene? Assolutamente no ed ecco perche' moltissimi hanno gia' gettato la spugna ed altri ancora lo faranno nei prossimi anni se non interverranno profondi cambiamenti strutturali al sistema della distribuzione dei prodotti.

Sedersi ad un tavolo e studiare forme nuove di incentivazione all'aggregazione delle aziende, controlli a tappeto continui e costanti per i prodotti provenienti dall'estero, la rivoluzione della filiera trasformando i mercati in piattaforme commerciali con regole precise, lo stop a nuove licenze commerciali alla grande distribuzione e nuove norme severe per le esistenti,sanzioni pesanti per le frodi commerciali, il rispetto tassativo dell'indicazione della tracciabilita' e del doppio prezzo alla vendita, l'imposizione della vendita di prodotti del territorio in misura uguale o superiore al 50% distinguendo nettamente i prodotti regionali e nazionali dai prodotti esteri.

E questo dovrebbe valere tanto per la GDO che per tutti i mercati all'ingrosso regionali e nazionali e non nel 2050 ma entro pochi mesi. Puo' la massaia scegliere di aquistare o meno dopo aver letto che le arance segnate ad 1,99 euro sono state comprate all'origine a soli 0,08 centesimi di euro? O che l'uva Italia di Canicatti' a 2,50 euro è partita dal vigneto a soli 6 centesimi? O che il pane integrale venduto a Milano a 4,50 euro è fatto col grano duro siciliano che le macchine mietitrici hanno raccolto a 13 centesimi? O che il latte proveniente dalla BieloRussia si possa leggere senza bisogno della lente d'ingrandimento? Si puo' dire basta a tutti questi soprusi che ci hanno fatto ritornare alle valigie di cartone? Bene a tutte queste domande dovrebbe dare risposte la politica che in questo momento a Palermo sta discutendo la finanziaria che a questi agricoltori piacerebbe vedere alleggerita dagli sprechi indecenti perpetuati negli anni e appesantita di provvedimenti corposi a vantaggio di chi produce lavoro e a Roma parla di federlismo fiscale a vantaggio calcolato delle regioni gia' ricche, di riforme costituzionali, di presidenzialismo, mentre l'economia si ferma, la disoccupazione aumenta, le prospettive di sviluppo svaniscono, la depressione dilaga.

E non perche' si chiede l'elemosina ma perche le scelte di aprire le frontiere di liberalizzare i mercati di rendere il mondo un unico mercato è stata una scelta della politica nazionale ed internazionale che non aveva previsto pero' che nell'anno 2010 sarebbe arrivato uno tsunami economico di tale portata. Cosi' come quando per legge presenti i calcoli al genio civile per essere autorizzato alla costruzione di una casa forte che ti tuteli dai terremoti in questo caso non si è pensata nessuna forma di salvaguardia e la casa ovviamente ci è crollata addosso.

Inutile pensare di tenerla in piedi con le tue forze.Impossibile. E man mano che passano i mesi ci rendiamo conto che non avevamo torto nel dire che se in questi territori si ferma l'agricoltura si ferma un po' tutto,visto che cominciano a darci solidarieta' anche operatori del settore edile ed immobiliare, commercianti e negozianti di vari settori. Evidentemente si nota e molto la mancanza di liquidita' nel sistema. Davanti a problematiche cosi' grandi c'è bisogno di risposte urgenti e corpose ma sopratutto occorre prendere coscienza che il male riguarda proprio tutti. E qui spunta fuori la vera differenza tra il meridionale pigro e rassegnato ed il settentrionale che si ribella, rivendica i propri diritti, chiede e non si ferma fin quando non ottiene. Forse pero' anche qui sta maturando giorno dopo giorno il momento di uscire di casa e scendere nelle piazze. C'è bisogno, troppo bisogno, di aria nuova!

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Mariano Ferro

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