di Paolo Pantano

E' stato presentata, dal Comitato promotore, la proposta del Parco degli Iblei ai Sindaci, alle ammin. prov. alle associaz. naturaliste, ambientaliste e culturali, ai direttori region. e prov. della Forestale, Ispettorati, associaz. di categoria, collegi ed ordini professionali, facolta di Scienze ed architettura.
Nella proposta sono state evidenziati i VANTAGGI DELL' ISTITUZIONE DI UN PARCO ( che è stato definito DELLE OPPORTUNITA' e DELLE IDENTITA' ). Un Parco che deve salvaguardare l' immenso patrimonio naturalistico, storico ed etnoantropologico ( vedasi schede descrittive qui di seguito), con gli strumenti economici ( europei, statali e regionali ) che ne certificano la CONVENIENZA oggettiva poichè la protezione e la tutela sono, di per sè già, valore aggiunto, oltre alla fuizione ecosostenibile delle risorse endogene.

Si tratta di un territorio che insiste nelle province di Siracusa, Ragusa ed in una piccola parte della Provincia di Catania. Il territorio, abbastanza omogeneo, è costituito da altopiani calcarei e da cave ( simili ai canyons ), entro le quali scorrono acque di fiumi, torrenti, ruscelli naturali. Una delle caratteristiche è la straordinaria biodiversità della flora ( boschi di pioppi, salici, platani e leccio, macchia mediterranea, orchidee ) e della fauna selvatica ( rapaci, testuggini, colubri, ecc. ).

L' intento è di far sì che i beni culturali, salvaguardati e tutelati, rinascano a nuova vita come luoghi di ricerca naturalistica e scientifica, di recupero e restauro per circuiti turistici e di turismo
eco-compatibile, di istituzione di fondazioni e musei. Questo patrimonio paesaggistico, culturale ed ambienta­le, si sta perdendo per incuria e per danni diretti; certo l'ab­bandono delle campagne ha fatto mancare quella manuten­zione e quei rifacimenti che si richiedono, ma il disfacimento è assai lento e si potreb­be sperare in un recupero. Dopo molti anni di impegno, ricerche, studi, è stato presentata il progetto che, attraverso un approccio metodologico-interdisciplinare, vuole salvaguardare, anche, il preziosissimo patrimonio naturalistico ed antropico in particolare la biodiversità e le peculiarità culturali dell’area iblea tenendo conto dei numerosi ed autorevoli apporti culturali e scientifici
già acquisiti nel tempo, ed inoltre vuole puntare sulle particolarità, suggestioni, potenzialità compatibili a partire dalla “ storia dei siti”, dai “saperi”, dai “prodotti”, dalle “carte d’identità” dei luoghi, dalle preesistenze e stratificazioni. Non uso il termine valorizzazione perché, spesso, dietro questo termine si nasconde la speculazione cinica e non la sana proposta economica finanziariamente sostenibile che si vuole proporre per un turismo eco-compatibile con le peculiarità e potenzialità dei territori. Dopo gli anni dello sviluppo caotico e privo d’identità, basato sullo sfruttamento delle risorse ambientali o sull’ abbandono, è ora finalmente di voltare pagina e puntare con decisione verso un modello economico e sociale che sappia ricucire il territorio alla propria storia.
I tempi sono ormai maturi per promuovere quello straordinario intreccio tra natura, identità sociale, valenza artistica, che costituisce il vero valore aggiunto del nostro territorio. Poiché sia l'area interna che quella costiera del territorio ibleo si caratterizzano per la diffusa presenza di aree ad elevato valore ambientale, l'obiettivo è quello di raccordare tutte le aree a grande valenza paesaggistica del territorio di riferimento, in modo da consentire la creazione di un unico sistema ad elevata naturalità dove integrare le più innovative strategie di conservazione dell'ambiente (nella moderna concezione di rete ecologica di corridoi naturali) di quella che è stata definita " L' Università della Natura". Il Parco degli Iblei potrà diventare un vero e proprio
laboratorio dello sviluppo sostenibile, all'interno del quale si potranno promuovere le culture che hanno permeato l'ambiente e il paesaggio della Sicilia sud-orientale in modo da rappresentare fedelmente quel complesso intreccio tra l'evoluzione della natura e l’attività umana.

Molte associazioni naturaliste, ambientaliste, ecologiste e culturali che hanno fondato il Comitato, ma per conseguire l’ istituzione del Parco degli Iblei, si dovrà perseguire la partecipazione di altri soggetti: istituzioni, associazioni di categoria, operatori culturali e semplici cittadini. L' intento della presentazione è quello di far conoscere in maniera ufficiale alle istituzioni, enti, associazioni di categoria e professionali la proposta. Il Comitato è aperto e propositivo e si avvarrà della presenza interattiva di quanti vorranno preservare questi beni per le generazioni future.

SCHEDA DEGLI IBLEI ( caratteristiche e patrimonio culturale )

Caratteristiche degli Iblei:

- Caratteristica bioclimatica in relazione alla vegetazione climatica: termomediterranea, mesomediterranea e supramediterranea.

- Caratteristiche fitogeografiche della flora iblea:

La flora annovera oltre 1500 taxa (specie e sottospecie ) per la maggior parte appartenenti all’elemento circum-mediterraneo. Significativa è la presenza di endemismi ( rarissima la Zelkova sicula ) che costituiscono oltre il 5% della flora.

Caratteristiche faunistiche:

- si segnalano 1157 taxa (specie o sottospecie) di invertebrati di cui 91 endemici per la Sicilia e 29 per l’area iblea, e 100 specie sono di invertebrati acquatici.

- Pesci d’acque interne o d’estuario: 21 taxa.

- 5 specie di anfibi e 16 di rettili.

- Avifauna: 83 specie nidificanti.

- Mammalofauna: 3582 esemplari di micromammiferi.
- Importante è la fauna delle cave per l’ecosistema particolare che la ospita.

- Fauna delle grotte: 117 specie viventi e 53 allo stato fossile.

- Caratteristiche geomorfologiche e geologiche:

Il plateau ibleo costituisce uno dei promontori della placca africana ed è costituito da una crosta di tipo continentale in massima parte da sedimenti carbonatici e carbonatico-marnosi di età cretaceo-quaternario in cui si intercalano vulcaniti basiche.

- Altre caratteristiche geochimiche: il carsismo.

Patrimonio culturale:

- Presenze naturalistiche e paesaggistiche: Cava Grande del Cassibile, Petracca, Manghisi, Cardinale, Bosco di Baulì, aree boschive di Buccheri e dintorni, le cave, le grotte, le sorgenti, le niviere, le regie trazzere, le carrarecce, ecc.

- Preesistenze archeologiche e storiche: Pantalica, Eloro, Castelluccio, Finocchito, Santa Lucia del Mendola, Teatro Greco e bassorilievi dell’Acqua Santa di Palazzolo, Noto Antica e le antiche concerie di Cava del Carosello, i ‘dieri di Cava Grande del Cassibile, le chiese rupestri, le edicole votive, le vecchie masserie, mulini, frantoi, abbeveratoi, muri a secco, le ville nobiliari di campagna, le latomie, il liberty di Canicattini Bagni, il barocco dichiarato patrimonio dell'UNESCO di Noto e Palazzolo Acreide, Modica, Ragusa Hybla, Cava d'Ispica, le campagne di ulivi e carrubi dell'entroterra.


Dr. Paolo Pantano ( Consigl. dirett. Comitato Parco Iblei )

2 commenti

  1. Bonelli ° www.cavagrande.altervista.org ° // 10 agosto 2008 alle ore 22:18  

    Peccato che l'amministrazione comunale di Avola è sorda di fronte a un'opportunità del genere che si sta venendo a concretizzare!!!

  2. Anonimo // 29 marzo 2009 alle ore 10:52  

    Lasciate questa strada , vi ritroverete come tutti i proprietari dei terreni nel parco dell'etna che non possono nemmeno salire in auto nelle loro proprietà.

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