di Giovanni Amenta

La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. La ricorrente aveva chiesto all’istituto, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Nella motivazione il TAR ha sostenuto che il crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell’identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato.

La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche – si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo – potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”. Tutto questo, proseguono, “potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei”.

Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare, premetto che sono un cattolico, ma allo stesso tempo ritengo di essere per formazione culturale rispettoso della libertà altrui in tutte le espressioni, ma in merito alla sentenza dei giudici di Strasburgo sono convinto che si stia facendo perdere all’Europa i propri valori, quei valori che costituiscono momenti qualificanti della nostra storia: il CRISTIANESIMO!

Si sta costruendo un’EUROPA priva di valori, un’ Europa scristianizzata in cui si trasformano le zucche in valori e si fa diventare Halloween, festa della nostra tradizione.

Mi sono “acculturato” in materia di Halloween, ed ho scoperto che questa tradizione prende origine da un'antica leggenda irlandese, che racconta la storia di un fabbro di nome Jack, ubriacone e taccagno, insomma un tipo poco raccomandabile!

Si va verso un’EUROPA delle zucche vuote, così si vuole formare l’Europa del domani? Priva di valori! Una civiltà muore senza principi o valori o viene inglobata da una civiltà dove vige il radicalismo religioso .

Si sta creando un’Europa, una società dove il denaro costituisce lo status symbol essenziale e da cui scaturisce la tanta violenza anche all’interno delle famiglie, dove la droga, l’alcool e il sesso diventano momenti di aggregazione e di socializzazione!

Bisogna dire no a questo modello di società e ritrovare un modello vero di etica e trovare un nuovo umanesimo fatto, non solo, da valori cristiani, ma anche di questi!

Ritornare anche ai principi sani di uno stato laico, dove si riconoscono le diversità come valori e dove la politica è servizio e non mezzo per aggiustare i processi o leggi ad personam, vedi l’ultima barattare le presidenze di alcune regioni per raggiungere l’accordo sulla giustizia, non la giustizia dei cittadini, ma quella che prevede la prescrizione breve per determinati reati e quindi per far si che l’Ologarca sfugga ancora una volta alla giustizia degli uomini normali !
Ritornando alla sentenza europea, la quale impone all'Italia di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche, potrebbe essere non importante per molti, ma, in questa sentenza quello che conta non è quello che sta scritto, e la riaffermazione della mancata presenza dei valori cristiani in Europa, negando la storia e le nostre radici cristiane!

La Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso questa sentenza probabilmente spinta non tanto da una idea di laicità, che dovrebbe comunque esserci a certi livelli, quanto piuttosto per mandare un segnale alle migliaia di proteste pervenute da più parti d'Europa da altre religioni. Si va verso un’EUROPA DELLE ZUCCHE VUOTE ?

Il crocefisso, prima di essere un simbolo religioso, è un simbolo di pace, di amore, di sacrificio e di tolleranza.

Applicando lo stesso parametro ovunque, il crocefisso dovrebbe rimanere solo nelle chiese, forse nel suo interno e non essere visibile all’esterno della struttura muraria. Questa la possibile assurdità creatasi con la detta sentenza.
E' questo che sentenzia la Corte Europea dei Diritti Umani, certo, non direttamente ma crea un precedente che presto potrebbe portare a questo. E su cosa si basa questa sentenza? Sul fatto che la presenza del crocefisso in un ambiente che dovrebbe essere laico, come la scuola, “costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro usanze”. Si pensa che il crocefisso possa imporre la religione cristiana? Sono stato laico fino a quarant’anni, e, questo malgrado il maestro sin dalle elementari (mi) ci faceva ripetere il Padre Nostro e l’Ave o Maria, ogni giorno, ciononostante, non ho avuto nessuna imposizione diretta o indiretta per diventare un cattolico ! Lo sono, solo per scelta personale!

Quindi il crocefisso non è un “sistema impositivo” o “coercitivo”!
Invece bisogna dire che la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani è tutto fuorché una decisione laica, in quanto “impone una scelta” mentre la laicità vera rispetta tutte le scelte altrui, comprese quelle inerenti le tradizioni storiche.

E allora, dato per certo che il crocefisso in un’aula scolastica non è una imposizione, analizziamo quelle che invece sono veramente “imposizioni religiose”: il burqa, il non poter sposare una persona di religione diversa, le imposizione che violano i Diritti delle donne in certi religioni, il fatto che una donna per credo religioso, sia considerata un essere inferiore, la poligamia, ed altro.

Questi come li dobbiamo chiamare imposizioni o libere scelte ?
Il crocefisso a differenza di certe “pratiche religiose” non impone niente, nel perfetto rispetto della libertà di scelta che proprio la laicità pone al primo posto.
Il crocefisso da sempre ha rappresentato un simbolo di pace, di amore, di negazione delle imposizioni, non possiamo permettere che quel simbolo venga cancellato proprio da una imposizione.

Non si può assistere inerti alla trasformazione in un’Europa delle zucche vuote e dare la possibilità a religioni “di odio” di avere il sopravvento sul CRISTIANESIMO!

Con cordialità,
Giovanni Amenta

19 commenti

  1. Anonimo // 9 novembre 2009 alle ore 21:14  

    io credo che uno stato debba essere laico! la nostra costituzione mi pare che esponga tale condizione magnificamente.
    in tribunale poi nn so davvero come e perche esso possa essere pertinente.
    infine gli insegnanti di religione sono tutti messi in cattedra dal vaticano e la meritocrazia?
    quella si che va a farsi benedire.
    saluti

  2. ognuno_iavi_a_so_cruci // 9 novembre 2009 alle ore 21:47  

    Egr. Amenta,
    questo suo scritto odora troppo d'incenso e di polvere di sagrestia... Stendendo un velo pietoso sulle derive farneticanti, tipo sulle "zucche" (certo che ce ne vuole di fantasia) o sulle "radici cristiane" (zucche, radici, paremu nò virduraro) mi limito a commentare solo la sua ultima affermazione:
    ma veramente Lei crede che possano esistere religioni di "odio"? E poi che possano "prendere il sopravvento"??
    Sob!!
    Ma che è, una questione di numeri?
    Allora, se è così, la Sua religione ha già perso, se ne faccia una ragione (e consulti un atlante).

    Mi permetto però una ulteriore considerazione: perchè non prova a guardare il "simbolo" di cui si parla con gli occhi di un bambino, NON cresciuto in una famiglia cristiano/cattolica; cosa vede? Vede un simulacro di un uomo sommariamente vestito inchiodato mani e piedi ad una croce di legno... una morte orribile e spaventosa inflitta da uomini ad un altro uomo.
    Solo la sua "fede" dà poi a questo simulacro il Valore che Lei e i Credenti nella Sua religione gli attribuiscono. MA tolta la FEDE, quello rimane.
    Ora non si irriti, ma torni a quello sguardo innocente di bambino, seduto magari per la prima volta ad un banco di scuola... forse si sarà pure un pò spaventato, alla vista di tale violenta rappresentazione, ma siccome è un bambino intelligente e sveglio, vuole combattere la paura e così chiede lumi al maestro/a..... E da QUI, da questo preciso punto in poi della nostra breve storiella, che inizia l'Errore: sono sicuro che Lei ha già capito, quindi mi risparmi il seguito.

    Vede, la Scuola, intesa come Istituzione Laica, ha ben altri compiti. Ci sono poi le "scuole religiose" e se Lei vuole che i suoi figli ricevano degli insegnamenti pervarsi da una certa religiosità, può benissimo e liberamente iscriverli a queste ultime, dove troveranno, appesi ai muri, i rispettivi simulacri... Siamo quindi tornati alle parole della sentenza della Corte Europea, che Lei riporta in corsivo e che sono, secondo me, di una chiarezza disarmante, e che non meritano certo i toni scandalizzati che alcuni hanno utilizzato nel commentare.

    Il vero scandalo, restando nel tema scuola-religione, è la presenza nelle istituzioni scolastiche dei cosiddetti "insegnanti di religione", pagati dallo Stato, cioè da tutti noi, credenti o meno, e SCELTI dalla Curia, cioè i rappresentanti di un ALTRO Stato.
    Questo si che è "privilegio", che come tanti altri, ci distingue tra le Nazioni. :-(

    Ah, mi saluti la Binetti!!

  3. Nino Campisi 1958 // 9 novembre 2009 alle ore 22:45  

    Avv. Amenta.Lei è sicuramente molto più informato di me.Ma questa Corte Europea a mai fatto qualcosa che abbia rispettato veramente i diritti dell'uomo?Perchè se le sentenze emanate sono tutte come questa....

  4. Giovanni Amenta // 9 novembre 2009 alle ore 23:55  

    Egregio, ognuno_iavi_a_so_cruci, il mio intervento nasce sopratutto con l'intento di discutere, poi come avrà letto,sono rispettoso dell'opinione altrui, e, rispetto la sua anche se non la condivido!
    In ogni caso, quello che bisogna sforzarci e affrontare temi che meritano l'attenzione di tutti e che parlano di cose che interessano il nostro futuro e quello dei nostri figli, non limitarci sempre a leggere le solite notizie che sembrano sempre uguali, se non nelle parole, nei contenuti. Insomma guardare un pò più in la del nostro naso, e vedere le possibili prospettive per le nuove generazioni......con cordialità G.A

  5. Nino Campisi jr. // 9 novembre 2009 alle ore 23:56  

    Signori, dobbiamo convincerci che la nostra è sempre + una società multietnica..

    a mente dell'art. 7 della Costituzione [lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. ]...
    via i crocifissi dalla scuola laica!!!

    Per lo stesso motivo per cui noi teniamo il crocefisso in aula un qualsiasi studente potrebbe allora esigere la statuetta del buddha o l'altarino di Vishnu in classe a seconda della propria religione e non glielo si potrebbe negare.

    Quindi tagliamo la testa al toro e che cominciassero ad insegnare STORIA DELLE RELIGIONI (non a fare l'ora di omelia) onde insegnare il rispetto per le diversità in vista della tanto acclamata società multietnica globalizzata.

    Qui bisogna guardare al domani del nostro paese... il crocefisso ci fu imposto dal fascismo e risulta essere, ad oggi, una forzatura...

    ripercorriamo un pò di storia:

    - lo Statuto albertino all' art.1"imponeva" il cattolicesimo come religione di Stato.

    - l'affissione obbligatoria dell'icona cristana per antonomasia, negli istituti di formazione, risale al periodo fascista [RR.DD. n° 965/1924 e 1297/1928]

    - la Costituzione [1946] e la successiva revisione dei Patti Lateranensi [1984] aboliscono in Italia la religione di Stato.

    - Principio di laicità dello Stato italiano agli artt. 3 e 19 della Costituzione.

    SEMPLICE, VIA IL CROCEFISSO!

    Noi tutti, cristiani o laici ... credenti o miscredenti ... "destrorsi, centristi, sinistrorsi o estremisti" ... ripercorriamo la storia e limitiamoci a rispettare le vigenti norme.

    bhè certo se si parla di tradizione nazionale (usanza), della serie "xkè ci sono sempre stati", allora è un altro discorso ...

    anche il mio punto di vista cambierebbe:

    mio nonno ha insegnato una vita con alle spalle un crocefisso; mia mamma lo fa tutt'ora; nelle aule dei vari istituti di formazione da me frequentati ho sempre visto, sin da bambino, un crocefisso ... di conseguenza in ricordo della mia infanzia ma soprattutto in ricordo del mio caro estinto allora "SI AL CROCEFISSO".

    - quanti in Italia si professano cattolici per "tradizione"???

    - di coloro che si definiscono laici quanti sono quelli che convolano o convoleranno a nozze secondo il rito civile???

    ESAMINIAMO LE NOSTRE COSCIENZE...no, meglio di no, sarebbe un disastro!! ... meglio attenersi alla carta cosituzionale e alle norme vigenti.

    Assimilare la tradizione alla religione o viceversa ritengo sia cosa fuorviante in quanto concernono rispettivamente il costume e la fede, che sono due cose ben diverse.

    prima di tradizioni e usanze qui bisogna affrontare l'argomento dal punto di vista socio-politico... nel mondo qualcosa è cambiato e non possiamo far finta di niente...

    il nostro è un paese laico, la Costiuzione parla chiaro..
    [Art. 19. - Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.]
    pubblico culto NON scuola pubblica...

    il crocifisso, a mio parere, va nelle scuole cattoliche e nei luoghi di culto [chiese - monasteri] nella scuola pubblica solo lavagne, banchi e sedie...

    soluzione possibile??
    indire un referendum rivolto a scolari e studenti (extracomunitari e non) delle scuole stesse(atenei compresi) in merito alla presenza del crocifisso in aula...a mio avviso l'esito non sarebbe poi così scontato come l'opinione pubblica vorrebbe far credere.

    con questo chiudo... :)

  6. Anonimo // 10 novembre 2009 alle ore 10:32  

    secondo me la sentenza della Corte Europea è ineccepibile.
    Il crocefisso è un simbolo religioso e sta bene nei luoghi di culto, nelle case dei credenti, ovunque chi crede desideri metterlo. Ma la libertà di una persona non deve prevaricare la libertà dell'altro. Neanche la libertà di una maggioranza di persone può prevaricare la libertà di una minoranza.
    Dico subito che a me il crocifisso nelle scuole non dà alcun fastidio, ma credo che ci possano essere cittadini che per credo religioso o altro possano provare imbarazzo a vedere il simbolo religioso del cristianesimo troneggiare alle spalle dell'insegnante del proprio figlio in una scuola pubblica e laica.
    E qui veniamo al problema ben più gravoso.
    Vi sembra normale che a 3 anni si venga indottrinati a un culto che neanche si capisce? Vi sembra normale che l'insegnante di religione concorra alla formazione del giudizio conclusivo sul rendimento scolastico e il voto di profitto nella sua materia avrà lo stesso peso di quello di matematica o italiano?
    Vi sembra normale che gli insegnanti di religione siano fuori dal controllo pubblico essendo necessario solo un permesso del vescovo? Vi sembra normale che se questi insegnanti perdono per qualche ragione il permesso vescovile debbano passare nel ruolo di docente di filosofia?
    A me normale non sembra, non mi pare l'atteggiamento di una scuola e di uno Stato veramente laico.

  7. Maria Grazia // 10 novembre 2009 alle ore 16:05  

    Carissimi,
    proprio ieri sera ho presentato una mozione in Consiglio comunale contro la sentenza della Corte europea.
    Qualcuno la accoglie e la difende portando dalla sua, le ragioni di laicità dello Stato. Non vi sembra piuttosto un laicismo becero, intollerante e pericoloso?
    Chi vuole occultare le radici cristiane dell'Italia e dell'Europa, non ama nè l'Italia, nè l'Europa. Sì, sono cattolica, ma non mi sento nè integralista, nè fondamentalista, nè odoro di incenso, ma il tentativo di forzare verso un secolarismo che ci porterà gli uni contro gli altri non favorisce la crescita culturale nella direzione che si stava seguendo: interculturalità, nterreligiosità, convivenza rispettosa delle confessioni di fede.
    Il prossimo passo potrebbe essere l'abbattimento delle cattedrali nelle più antiche città europee, perchè disturbano con le loro icone che richiamno segni delle radici cristiane.
    La croce è anche un richiamo alla solidarietà e alla tolleranza e ci ricorda il nostro essere umani, non belve.
    I 7 sono sicuramente Giudici di parte che vogliono imporre un'ideologia, la loro.
    Molti Stati hanno la croce nei loro vessilli nazionali, così come molti Comuni nei loro gonfaloni; ci chiederanno di cambiarli?
    Cordialmente
    Maria Grazia Caruso

  8. Nino Campisi 1958 // 10 novembre 2009 alle ore 16:31  

    Aspettavo di leggere un commento come quello di M.G. Caruso,con i contenuti che rispecchiano quello che avrei voluto esprimere,ma inibito dal timore di certe critiche.Mi associo a M.G.Caruso.

  9. Nino Campisi jr. // 11 novembre 2009 alle ore 17:56  

    Certo che alcuni commenti sopra riportati, per l'ostinazione con cui si manifesta il permanere dell'icona cristiana negli istituti di formazione di pubblica fruizione, riportano in tutto e per tutto all'essenza di un "gratuito" fondamentalismo religioso.. nonostante (e di questo ne sono certo)le originarie menti esulino da tal pensiero.
    In tal guisa è vero che molti di coloro che esternano tale volontà sono spinti da uno spirito conservatore (il crocifisso nelle aule c'è sempre stato e non ha mai fatto male a nessuno, concordo) ma è anche vero che così facendo viene meno l'oggetto della problematica trattata, trascurando la mutazione sociale che oramai da anni ha investito il nostro paese.

    (anche il nostro è stato un popolo emigrante, non dimentichiamolo!)

    E' vero che da noi, al Sud, è alquanto raro imbattersi in una classe promiscua pertanto il problema sembra essere trascurabile ma basta andare al nord per vedere classi formate da due o più etnie con annesse problematiche di integrazione (storia, lingua, religione)...
    Per fortuna lì il sistema è già assai rodato, gli educatori(tra cui molti siculi) da anni, e con tanta professionalità, vivono tal cambiamento.

    Noi ancora, in materia, siamo tanto impreparati...a livello sociale soprattutto...

    Signori cambiamo le nostre teste, il mondo è cambiato ...

    la globalizzazione, in senso lato del termine, ha preso l'avvento...

    Non fermiamoci al passato, investiamo nel futuro.

  10. Maria Grazia // 12 novembre 2009 alle ore 09:04  

    Il futuro, caro sig. Nino Campisi jr. è interculturale e nessuno penso abbia nulla in contrario se un ragazziono musulmano a scuola ti chiede di scrivere sulla parete accanto al crocefisso una frase tratta dal Corano. Ma violentare le nostre radici, no! Si guardi al futuro, piuttosto, con i piedi ben puntati sulla nostra storia, su una identità che è la nostra forza. Tutti abbiamo bisogno di sapere chi siamo, da dove veniamo; non siamo degli alieni, siamo Italiani, Europei, con una robusta spina dorsale, grazie ai nostri avi che hanno combattuto per difendere i valori della libertà, della democrazia e del cristianesimo, perchè no. Se non riusciamo più a riconoscere noi stessi, come potremo accogliere e riconoscere il fratello musulmano o di cultura orientale? Via allora tutti i simboli che richiamano la religione cristiana: via le statue della Madonna e dei Santi dalle piazze, via le croci che stanno sulle nostre chiese! Ma siamo diventati matti? No, un'imposizione,una sentenza calata dall'alto non ci può violentare in un modo così irrispettoso!
    Con cordialità
    Maria Grazia Caruso

  11. Nino Campisi 58 // 12 novembre 2009 alle ore 16:52  

    Il nostro popolo emigrante non ha mai preteso o imposto,la propria cultura al paese ospitante.Ancora adesso vediamo giornaliste inviate nei paesi medio orientali con il capo e collo coperto da grossi foulard.

  12. Giovanni Amenta // 12 novembre 2009 alle ore 17:06  

    Mi permetto nuovamente di intervenire per dire che nulla di vecchio o reazionario si vuole fare rivivere, anzi al contrario si vuole e si è per una politica dell'accoglienza che il governo centrale ostacola, la Chiesa con autorevoli interventi si è pronunciata contro quelle leggi che negano l'integrazione o hanno legittimato il respingimento ......così invito a leggere gli interventi di monsignore Crociata, Bertone e dello stesso Papa.
    Quindi nessuna demagogia, anzi personalmente sono per uno stato laico, per uno stato che faciliti l'integrazione degli stranieri e per la cittadinanza dopo 5 anni per quelle persone straniere oneste che lavorano e pagano le tasse ...... ma il commento alla sentenza è un altro problema, e un problema per mantenere le nostre radici vive, di riconoscimento della propria storia e dei principi fortemente presenti nella storia, non solo italiana, ma europea, negare questo significa negare il futuro! Lasciamo perdere le frasi fatte e sentite in tanti dibattiti tv, non si chiede il riconoscimento della religione di stato, ma il riconoscimento di un sentimento cristiano vivo nella nostra storia e vivo nel presente di questa Italia. con cordialità G.A

  13. Nino Campisi 1958 senior // 12 novembre 2009 alle ore 22:14  

    -"Certo che alcuni commenti riportati,per lostinazione con cui si manifesta il permanere dell'icona cristiana negli istituti di formazione di pubblica fruizione"- Sig. Campisi Jr. Ma che è,ma dove siamo. Bastava dire ;-"volere a tutti i costi il crocifisso nelle scuole",Cosi ci si capisce meglio.Abbi pazienza.

  14. Nino Campisi jr. // 12 novembre 2009 alle ore 22:48  

    simpaticissimo il commento che precede il presente...

    scusami Nino! :) :)

  15. Anonimo // 13 novembre 2009 alle ore 17:19  

    Caro Giovanni Amenta sono daccordo con te che il Crocefisso deve stare in ogni luogo pubblico, ma mi spieghi che senso a avere il Crocefisso nell'aula consiliare o negli uffici del Sindaco, degli assessori e dei dipendenti quando poi nessuno rispetta la volonta di quel Signore che sta sulla Croce?
    Anzi in Sua presenza, e qualcuno anche in Suo nome non lavora per la collettività, come dice Lui, ma per interessi personali o per qualche amico?

  16. Salvatore Vaccarella // 14 novembre 2009 alle ore 10:10  

    Chi vi scrive non è sicuramente un cattolico modello, tutt'altro, poco (o nulla) praticante, credo tanto nella Chiesa con la C maiuscola, quella di Dio, non credo affatto in quella che è diventata la chiesa con la c minuscola, quella degli uomini che approfittano del potere temporale che la chiesa ha per fare i propri comodi, per essere ricchi e importanti, e questo dalle piccole parrochie fino al balcone di S.Pietro a Roma, quella dell'associare al divino il politico, per cui (diciamoci la verità) chi sta a sinistra è laico/ateo chi sta a centro è parrino chi sta a destra va in chiesa - ma finemila tutti, quella delle signore che la domenica vanno a messa per esibire la pelliccia e battendosi il petto una volta la settimana credono di poter espiare tutti i peccati commessi, quella del "preia a Diu e futti o prossimu" per intenderci. Naturalmente in un grosso roveto possono nascere delle rose e quindi in mezzo a una massa marrone e maleodorante qualcuno davvero onesto si trova sempre. Credo in ogni caso che esiste un bene ed esiste un male, questo non lo neghiamo. Io penso che il Cristo in croce nella nostra cultura rappresenti l'estremo sacrificio, il bene assoluto, colui che per salvare il mondo si è fatto crocifiggere, e in generale la speranza degli uomini che cui possa essere davvero un mondo migliore di quello in cui viviamo. Non voglio dire che se c'è il crocifisso c'è il bene e se non c'è regna il male, ma sono sicuro che per tutta l'umanità essere in presenza di un simbolo così importante possa fare soltanto del bene, possa dare SPERANZA. Nelle dovute proporzioni, è come cancellare l'albero di Natale e i Babbi Natale dalle nostre case, che ci riempiono di gioia e speranza per quindici giorni anche solo a guardarli, e non mi dite "sono simboli pagani" perchè la gioia e la speranza sono presenti nei cuori di TUTTI gli uomini. Quindi, per favore, concentriamoci a estirpare il male dalla chiesa con la c minuscola e LASSAMU STARI U SIGNURUZZU UNNI E' MISU!

  17. Anonimo // 14 novembre 2009 alle ore 10:58  

    Belle parole, ma abbiamo visto tutti a cosa hanno portato le radici cristiane nella cultura italiana: mafia, massoneria, politica corrotta, gente che manifesta al family day e poi ha due mogli, si intrattiene con ragazzine minorenni e va a mignotte. Belle radici! Negli stati laici, quelli laici veramente, come le democrazie socialiste del nord Europa, non c'è traccia di radici cristiane, ma nemmeno di mafia o massoneria, la criminalità è praticamente a zero e il tenore di vita medio è abissalmente più alto di quello italiano o di qualsiasi altro Stato cattolico, stanno tutti bene e nessuno sente la mancanza del crocifisso. Siamo proprio sicuri di voler mantenere queste tradizioni? E' a questo che servono? E poi, se proprio vogliamo mettere simboli religiosi nelle aule scolastiche, perchè non mettiamo anche quelli delle altre religioni? E la stessa ora di religione a scuola è assolutamente anacronistica. Come si può ancora pensare di insegnare la religione a scuola alla stregua di altre discipline come la matematica o l'Italiano? Ma qui stiamo ancora al medioevo! Avete mai sentito parlare di Illuminismo? Informatevi!

  18. Fiorenzo Nigro // 22 novembre 2009 alle ore 20:12  

    CARO GIOVANNI,
    ho letto il tuo pezzo"l'Europa delle zucche vuote"e mi congratulo per l'impostazione"laica"che hai voluto dare al tuo commento sulla decisione dei"laicisti saccenti"di Strasburgo,a proposito della ostensione del"Crocefisso";ciò mi ha piacevolmente e favorevolmente colpito proprio perchè hai voluto,pubblicamente,manifestare il tuo essere cattolico.Poichè tu sai che la "Verità"ci fa liberi il tuo richiamo ai valori cristiani dell'Europa è sacrosanto ed è"vero".infatti questa tua testimonianza senza infingimenti mi fa rallegrare e te ne do atto.Con la medesima schiettezza,però,dei"Figli di Dio",debbo dirti che non condivido la prima parte della tua testimonianza.....tutta pregna di considerazioni politiche attuali che,col tema del"Crocefisso",nulla hanno a che fare.
    Ma tant'è.....!?
    Nel riconfermarti la mia indiscussa stima e nell'esternarti,pubblicamente il "mio volerti bene",ti invio fraterni saluti.
    FIORENZO NIGRO

  19. Giovanni Amenta // 23 novembre 2009 alle ore 22:32  

    Caro Fiorenzo,
    leggerti è stato un piacere e ti ringrazio per le parole usate e te ne sono grato.........ti do atto che una "piccola" parte del mio post non ha niente che spartire con la problematica della sentenza europea e del Crocefisso. Invero, non posso farci nulla è più forte di me ci sono ancora dei residui politici che si ribellano ad una certa politica, non perchè di destra o perchè di sinistra, ma alla cattiva politica(a mio modesto parere)! Con affetto e cordialità Giovanni Amenta

Lascia un commento