SABATO 22 SETTEMBRE 2007
H.18.00
PRESSO LA SALA RIUNIONI DEL CENTRO GIOVANILE DI VIA MATTARELLA (24 METRI)
per continuare la discussione della bozza di regolamento iniziata nei due precedenti incontri...
NON MANCATE!!!

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L'articolo di oggi pubblicato su Repubblica è davvero interessante. Vale la pena dargli un'occhiata.

In breve:

1) La sinistra moderna è democratica
2) La sinistra moderna è liberale
3) La sinistra moderna sostiene l'integrazione
4) La sinistra moderna sostiene il lavoro
5) La sinistra moderna sostiene le regole e crede nel ruolo regolatore dei pubblici poteri
6) La sinistra moderna sostiene la redistribuzione
7) La sinistra moderna è progressista
8) La sinistra moderna è il partito dell'educazione
9) La sinistra moderna sostiene il diritto alla sicurezza
10) La sinistra moderna è ecologista
11) La sinistra moderna è europeista
12) La sinistra moderna è internazionalista
13) La sinistra moderna è morale
14) La sinistra moderna è realista
15) La sinistra moderna vuole la trasformazione

Sarebbe bello sentire il parere e le riflessioni di alcuni nostri rappresentanti della sinistra, e perchè no ..anche quelli di destra.

Link: Ecco i quindici punti della sinistra moderna (Repubblica.it)

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di Giovanni Amenta

Lunedi 10.09. 2007 si è svolto ad Avola in piazza Umberto I un incontro pubblico sulla sanità e le problematiche relative all'Ospedale d'area Avola- Noto con la presenza dei deputati dei Democratici di Sinistra Pippo Zappulla e Roberto De Bendictis, i quali hanno relazionato in merito, in modo ampio prendendo l' impegno di convocare l' assessore regionale alla Sanità per rappresentare le carenze infrastrutturali relative all'Ospedale d' area e la situazione della sanità pubblica nella zona sud della provincia di Siracusa.
Un impegno subito mantenuto e che testimonia la costanza dell' impegno dei DS negli anni sul problema ospedale e sulla sanità nella provincia di Siracusa, contrariamente a chi ogni tanto si sveglia dal torpore romano e pubblicizza un impegno discontinuo, e, che ad onor del vero non si è visto nei momenti topici della vicenda, quando prima Failla e poi Leto quali direttore generale ASL 8 ed esecutori materiali delle disposizioni impartite dai politici del centro destra che guarda caso erano anche soci nelle cliniche private interessate a vedere la sanità pubblica non in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Mi riservo di intervenire con argomentazioni più dettagliate avendo seguito politicamente la vicenda della sanità nella zona sud della provincia di Siracusa in prima persona dal 2002 a marzo 2007 e avendo una conoscenza dei fatti concreta e non estemporanea come si evidenzia in alcuni interventi da Voi pubblicati e che comunque ritengo utili perchè finalmente la città si accorge di un problema per molti anni sottovalutato dai più !

Grazie G.A.

Scarica allegato - Richiesta incontro (file .DOC)

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Audizioni di amministratori e di rappresentanti di associazioni per l’acquisizione di elementi conoscitivi sulla situazione sanitaria in Sicilia

SENATO DELLA REPUBBLICA

17º Resoconto stenografico

SEDUTA DI MARTEDI` 4 MAGGIO 2004

Intervengono il dottor Giancarlo Manenti, gia` direttore generale della AUSL n. 6 di Palermo; il dottor Corrado Failla, direttore generale della AUSL n. 8 di Siracusa; il dottor Alfredo Gurrieri, direttore generale dell’azienda ospedaliera «Umberto I» di Siracusa, accompagnato dal dottor Francesco Cirillo, direttore sanitario; il dottor Innocenzo Galatioto, presidente provinciale dell’AIOP (Associazione italiana ospedalita` privata) di Siracusa; il dottor Sebastiano Rizzo, presidente provinciale Ferderfarma di Siracusa.


PRESIDENTE. Segue l’audizione del direttore generale della AUSL

n. 8 di Siracusa, dottor Corrado Failla, che ringraziamo per la sua presenza.

Solo per inquadrare l’argomento, da quanto tempo ricopre il suo attuale incarico?


FAILLA. Dall’8 marzo 2001.

Iniziamo leggendo le conclusioni dell’audizione del Dott. FAILLA (Direttore Generale) che avrete modo di leggere nella sua interezza nel file allegato.


Questo afferma il dott. Failla

………… HO PIENA CONSAPEVOLEZZA, INFATTI, CHE LA MIA NOMINA A DIRETTORE GENERALE DELLA AUSL 8 DI SIRACUSA SIA ESPRESSIONE DEL MONDO DELLA POLITICA, CON LE CUI LINEE DI INDIRIZZO GENERALE E PROGRAMMATICHE MI TROVO IN ASSOLUTA SINTONIA, COME HO RIMARCATO IN TUTTA UNA SERIE DI PASSAGGI……….

_________________________________________________________________

Ma quale era il mondo della politica del 2001.

- Per giusto merito. Dal 17 luglio 2001 la Regione Sicilia è governata, ininterrottamente, dal centrodestra con l’On.Cuffaro (con la presenza di A.N.). Ancora centrodestra (sempre con A.N.) dal 28 maggio 2006 con la rielezione dell’ON. Cuffaro.

- Avola in questi anni è stata amministrata dal Sindaco Albino Di Giovanni (ancora A.N.)

- Passiamo al Governo Nazionale: dal 11 giugno 2001 al 17 maggio 2006 abbiamo il Governo di Silvio Berlusconi (destra-destra con un pizzico di centro e sempre con A.N.). Viceministro l’ON. Nicola BONO.

Ed è in questi anni, con i governi di destra-centro, che la spesa sanitaria siciliana supera tutti i record negativi.

- Riferimento documento allegato, pagine 12 e 13, “Audizioni di amministratori e di rappresentanti di associazioni per l’acquisizione di elementi conoscitivi sulla situazione sanitaria in Sicilia”

- Dal Corriere della Sera del 22 gennaio 2006 …………… Prendiamo Siracusa. Nel 2001 gli ospedali pubblici fatturarono per i ricoveri (35.241) poco meno di 55 milioni di euro, le case di cura private (13.034) poco più di 22 milioni. Quattro anni dopo, nel 2005, secondo la stima di Giuseppe Bruno dei medici della Cgil in base a dati aggiornati a settembre, il fatturato delle strutture pubbliche è calato a 53 milioni di euro (29.500 ricoveri) e quello delle private (17.000) è schizzato a oltre 40.

Preg.mo Avv. Giovanni Mazzone, (Presidente Circolo Territoriale di Avola di A.N.) debbo dare atto che l’ON. Nicola Bono, come Lei afferma combatteva in splendida solitudine un’estenuante battaglia per rimuovere un Direttore Generale dell’ASL che SEMBRAVA privilegiare il ruolo della sanità privata “.

Però mi consenta di porre alcune domande:

- come è possibile che un Sottosegretario come l’ON. Nicola BONO, che si impegna in

un’estenuante battaglia “ affinché Noto, Pachino, Portopalo, Modica , (tranne Avola) vengano inseriti nel patrimonio UNESCO e poi non riesca a trovare nessun interlocutore attento ne nel governo Cuffaro ne in quello di Silvio Berlusconi. Un VICEMINISTRO!!!.

Ma le sue lettere venivano lette ?. Cosa gli rispondevano?. Perché non ha mobilitato tutti i cittadini ?.

Avv.Mazzone, è troppo semplice colpevolizzare il Governo Prodi, reo di aver ricordato al governo Cuffaro che la spesa sanitaria era lievitata incredibilmente e le strutture private ne avevano tratto il maggior vantaggio. (leggere il documento audizione Dott.Failla).

Come è possibile che in sei anni ( dico sei) di governo di destra-centro, tutto bene!!!

In un anno ( dico uno ) di governo Prodi, tutti colpevoli per aver ricordato all’On.Cuffaro i doveri della buona gestione.

Lei e i cittadini tutti conoscono gli errori e dove cercare i colpevoli.

A meno che non si voglia affermare che i colpevoli siano i medici, gli infermieri o gli ammalati.

Ora è troppo semplice pensare di chiudere il nostro ospedale.

Per quanto riguarda il successo dei partiti è preferibile non parlarne. Il Sud, in politica, nella scelta centro-destra o centro-sinistra non è da considerare un test attendibile. I motivi degli spostamenti elettorali sono “ molto più oscuri “.

Non infiliamoci in discorsi che richiedono tempi e modi di discussione più profondi e completi. Non faccia un torto alla sua intelligenza.

Piuttosto, della sua lettera, desidero cogliere la sua ultima positiva proposta “… è necessario che “ tutti i partiti locali “ si impegnino “ SERIAMENTE “, io aggiungo, mettano da parte gli interessi dei proprietari delle cliniche private, e la cittadinanza si mobiliti….”

Audizioni di amministratori ( file pdf)

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di Giovanni Mazzone

I recenti interventi sulla stampa locale di alcuni esponenti DS confermano la fondatezza del poco lusinghiero giudizio loro attribuito, a quanto pare, dall’On. Bono circa 3 anni fa e di cui ancora si lamentano.

Nel rispetto dello spirito unitario che ritenevamo e riteniamo debba continuare a caratterizzare la comune battaglia in difesa della salute e dell’Ospedale, avevamo evitato di polemizzare con l’accoppiata vincente Randazzo-Andolina che, immotivatamente, chiedeva le scuse di AN per diventare credibile.

Avendo gli stessi rinnovato la richiesta, non comprendendo né lo spirito del nostro agire né l’inutilità di polemiche speciose, è necessario chiarire che la credibilità di AN deriva dal suo progetto politico premiato dal consenso elettorale che, è utile ricordarlo, ha fatto diventare AN il primo partito della città.

Anche in tema di sanità, AN, a differenza delle cassandre che da anni hanno solo prefigurato scenari apocalittici senza sforzarsi di formulare proposta alcuna, ha avuto una strategia fattibile e coerente sulla quale, è bene ricordarlo, nel 2002 hanno confluito tutte le amministrazioni comunali della Zona Sud e quasi tutte le forze politiche e sindacali.

Ma non basta; ancora la settimana scorsa, a Portopalo, l’On. Zappulla (DS) ha pubblicamente giudicato l'accordo del 2002 come il miglior possibile e come l'unico da realizzare.

Negli anni in AN è stata al Governo nazionale e regionale, rispettivamente con gli On.li Bono e Granata, il suddetto piano di rifunzionalizzazione dell’Ospedale è andato avanti celermente, essendo stato ufficialmente approvato dalla Regione l’Atto Aziendale dell’ASL 8 che lo prevedeva ed essendo stati finanziati e quasi completamente realizzati gli interventi edilizi ed gli acquisti di attrezzature necessari per l’apertura dei nuovi reparti, spendendo oltre 20 miliardi di vecchie lire.

Non solo, ma mentre “utili idioti” diffondevano tra la popolazione false notizie artatamente costruite circa il presunto acquisto da parte dell’On. Bono di costosi immobili per realizzare cliniche private, quest’ultimo combatteva in splendida solitudine un’estenuante battaglia per rimuovere un Direttore Generale dell’ASL che sembrava privilegiare il ruolo della sanità privata.

Oggi, per la prima volta, l’attuazione dei nuovi reparti è a rischio perché il Governo nazionale, dove siedono i leaders dei DS e non quelli di AN, ha imposto alla Regione Sicilia una pesantissima riduzione dei posti letto ed il Governo Regionale, dove non c’è più il rappresentante siracusano di AN, ha proposto un taglio generalizzato a tutte le ASL, mortificando così la sanità pubblica della Zona Sud di Siracusa perché non ha tenuto conto:

  • del reale rapporto utenti-posti letto esistente nel territorio (quello nostro è il più basso della Regione e non può subire ulteriori decurtazioni);
  • dell’esistenza di un piano territoriale condiviso e già approvato dalla Regione con atti formali (atto aziendale);
  • delle somme già spese (20 miliardi di lire) per i nuovi reparti;
  • della possibilità di risparmiare tagliando posti letto nelle cliniche private.

Chiarito quindi che le richieste formulate nella lettera aperta dell’On Bono all’Assessore Regionale non sono un ravvedimento operoso sulla via di Damasco, come qualcuno sembra dipingerle, ma rappresentano il coerente perseguimento dei classici obiettivi strategici di AN in tema di sanità per la prima volta messi a rischio dalle recenti insane scelte del Governo nazionale e regionale, ritengo che sia dannoso alimentare ogni inutile polemica sul punto e che, invece, sia necessario che tutti i partiti politici locali, seguendo la rotta unitaria tracciata dalla conferenza dei Sindaci e dai Consigli Comunali di Avola e Noto, unitariamente mobilitino la cittadinanza per un efficiente presidio ospedaliero, per la piena attuazione dell’atto aziendale e contro ogni spreco del denaro pubblico.


Circolo Territoriale di Avola di A.N.
Il Presidente
Avv. Giovanni Mazzone


Scarica la lettera aperta inviata dall'On. Bono all'Assessore Regionale alla Sanità.

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di Vincenzo Antonelli

Da mesi giornali, TV, feste di partito, incontri con amici (magari in spiaggia o in piazza ad Avola), siti internet sono occupati dal dibattito sulla costruzione del partito democratico.
Tuttavia, sul Avola blog, un blog nato dall’idea “di un gruppo di persone, accomunate da un forte legame con il loro paese e da ideali democratici di orientamento politico di centro-sinistra”, non appaiono pensieri, riflessioni, insulti, al riguardo.
Quanti leggono e scrivono, salvo qualche accenno alle “trasversali” e inspiegabili” alleanze politiche avolesi, sono più attratti dagli inciuci (http://it.wikipedia.org/wiki/Inciucio) del palazzo di città. Sul partito democratico silenzio!
Ahimè, questo silenzio può nascondere questa volta inciuci di partito, o se volete, di partiti.
Altrettanto accade anche a livello nazionale. Si parla più di ciò che ha fatto o non ha fatto il governo (ad Avola le giunte di sinistra o di destra), o di ciò che dovrebbe fare un nuovo governo, ma non di quale partito democratico si vuole costruire. Si parla di ciò che vorrebbe fare il nuovo segretario del partito democratico come futuro premier e non delle modalità di costruzione e della “natura” del nuovo partito. Si urla: “Meno tasse, più sicurezza, etc..!” E quando si parla di partito democratico ci si limita, semplicemente, ad aggettivare il PD come “nuovo”, “aperto”, “progressista”, “liberale” etc..
Invece, ritengo che bisogna discutere su come si vuole costruire il nuovo partito, quale deve essere la sua natura, la sua struttura, la sua democrazia interna, il suo rapporto con la società, con le forze economiche, con le istituzioni morali e religiose.
Quanti saranno eletti il 14 ottobre non solo dovranno eleggere organi di partito, ma dovranno discutere ed approvare uno statuto: la carta di identità del nuovo partito. E certamente nel “patto fondativo” non ci sarà scritto: “meno tasse, più sicurezza”!
Non nascondo che la costruzione del partito democratico presenta aspetti negativi e positivi.
Negativi: la scelta del candidato segretario tanto regionale quanto nazionale è mediata dal voto ad una lista bloccata; ci vogliono 5 euro per votare; alcune candidature sono state preconfezionate nelle segreterie dei partiti locali e nazionali (forse a seguito di preventiva spartizione di posti di comando?); le modalità di costruzione del partito sembrano più la fusione tra due vecchi partiti-apparati-patrimoni che la nascita di un nuovo soggetto politico. Mi fermo qui perché sicuramente altri vorranno allungare la lista.
Positivi: le elezioni del 14 ottobre potrebbero per molti, soprattutto per i più giovani, rappresentare un momento “collettivo” di partecipazione politica (non è una iscrizione personale, individuale, solitaria ad un partito per far carriera); una partecipazione che può mettere in crisi la natura e la struttura burocratica, ereditata dal passato, che si vuole imprimere al nuovo partito. Mi fermo qui perché sicuramente altri vorranno allungare la lista.
Credo che il PD debba costituire un momento (movimento) di novità o se vogliamo di rottura. Il PD deve superare la natura ideologica del partito tradizionale, cifra che più di ogni altra ha caratterizzato il sistema politico italiano.
La costruzione del PD deve “rompere” il sistema politico tradizionale, e conformarlo ai sistemi politici stranieri, polarizzati sul confronto tra riformisti e conservatori, e nei quali l’appartenenza o l’identità è misurata alla capacità di fornire un progetto politico capace di riformare o meno la società.
La costruzione del PD deve contribuire a superare un approccio meramente ideologico alla politica; deve spingere verso la sottoquotazione della ideologia e allo stesso tempo puntare alla valorizzazione della capacità di individuare concrete soluzioni per i nuovi bisogni della collettività.
Molteplici sono i “nodi” che il PD dovrà incontrare e superare durante il cammino sul quale oramai è avviato.
Ciascuno ha la sua storia, ma è una storia non preconfezionata, che si è edificata nella relazione con gli altri. La nostra è una identità “relazionale”, che possiamo cogliere nel confronto e nello scambio con gli altri. Il nostro vissuto ci insegna che le identità non sono statiche: come un albero, ognuno ha le proprie radici, ben solide in terra, ma i rami, e le foglie (e i fiori) sono il portato delle condizioni mutevoli del tempo, tendono naturalmente a modificarsi. Questo vale per i singoli e per le strutture, ed è assurdo attaccarsi alle radici di un partito quando gli stessi partiti fondatori del Pd sono figli di mutamenti storici che hanno modificato identità precedenti: dal Ppi alla Democrazia cristiana al nuovo Partito popolare, fino alla Margherita; dalla scissione di Livorno, al Pci, al Pds, ai Ds.
Il PD deve assumere il pluralismo al suo interno e non solo nei rapporti con l’esterno. È vero che la costruzione del PD contribuisce a semplificare il panorama politico, riducendo di fatto la molteplicità delle formazioni politiche. Ma ciò non può risolversi in un inganno, negando la medesima natura plurale al suo interno. Non si può predicare la semplificazione (esterna) a discapito del pluralismo. Bisogna allora correre il rischio del pluralismo: la necessità di confrontarsi con l’altro, di mettersi in discussione. Se il pluralismo è il tratto che deve caratterizzare il PD allora non possiamo condividere la tentazione di assecondare identità che puntano a diventare prevalenti. Non lo accettiamo noi, ma soprattutto non lo accetterebbero coloro che in quei due partiti non hanno mai militato, e che avvertono il Pd come la nuova casa comune dei riformisti.
Il PD deve contribuire a rilanciare una cultura della responsabilità, dei propri doveri. Il PD deve impegnarsi nell’individuazione e nella costruzione del bene comune, ovvero di quell’insieme di condizioni che consentono al singolo quanto al gruppo di vivere e di vivere bene. Il PD deve dare una risposta a quella visione che affonda le radici in una tradizione culturale tutta incentrata sull’individuo e sui suoi bisogni. Alla rivendicazione di diritti deve accompagnarsi l’adempimento dei doveri. Il PD è chiamato a proporre una visione rinnovata del bene comune, deve porre al centro della sua attività programmatica un’etica della responsabilità, deve avere la capacità di prospettare un “futuro comune”.
La laicità dello Stato è fuori discussione, e fuori deve rimanere dal dibattito politico sulla costruzione del Pd. Attiene alle coscienze l’adesione o meno ai principi religiosi, e chi si impegna in politica deve saper discernere le risposte da dare a Cesare da quelle richieste da Dio.
Ma la distinzione non dovrà e non potrà passare per le vecchie appartenenze di partito. Vi sono cattolici e sensibilità religiose in ognuna delle (ex) componenti del Pd, e le differenze saranno trasversali all’interno del Pd, come lo saranno anche all’interno dell’intero panorama delle forze politiche. Su temi eticamente sensibili schieramenti diversi da quelli precostituiti si sono sempre avuti, e il Pd non potrà sfuggire a questo dato. Si tratterà di chiarire subito le linee discriminanti della base programmatica, lasciando libertà di coscienza ai singoli – e non ai gruppi organizzati (siano essi teodem o laicisti) – sulle questioni che coinvolgono la sfera etica e religiosa.
In conclusione, ritengo che il PD debba permettere di stare insieme senza, tuttavia, dimenticare la dimensione plurale e le identità. Questo risultato può essere raggiunto se lo si costruisce come un “partito del progetto”. Non mera aggregazione di forze politiche, di esperienze partitiche, ma luogo ideale e reale in cui addivenire ad una progettualità comune. Nel progetto politico comune, infatti, le diverse realtà si fondono insieme, e attenuano i propri caratteri identitari.
Quelli che ho espresso solo sono alcuni dei pensieri, dei motivi per cui avrei voluto che non si parlasse di “partito” democratico, ma della costruzione dei “democratici”. Ma a tutt’oggi bisogna confrontarsi con la nascita del “partito”.

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Nautilus: Emersione lavoro è un progetto promosso dal CE.S.I.S. - Centro Studi ed Iniziative per lo Sviluppo locale e integrato - in partenariato con la Pragma S.r.l e il Centro servizi S.a.s. . Si tratta di soggetti della provincia di Siracusa che sono in relazione con la problematica trattata ed offrono un mix equilibrato di ruoli e di competenze che costituiscono la base necessaria per fronteggiare la carenza del sistema di reagire alla sempre più pressante presenza del lavoro sommerso in provincia di Siracusa. Nautilus intende costruire ed implementare un piano di azione locale finalizzato alla individuazione dei fattori concomitanti alla proliferazione del lavoro irregolare nella provincia di Siracusa.


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Ci è pervenuto e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa.

VERTENZA OSPEDALE AVOLA-NOTO


«Prima che il dibattito intorno alla salvaguardia e al rilancio dell’Ospedale Avola-Noto assuma del tutto i toni della comica finale, vogliamo ancora una volta lanciare un appello alla verità e alla ragionevolezza. E lo facciamo da militanti dei DS consapevoli e orgogliosi della bontà e delle giustezza delle nostre posizioni. Apprendiamo ad esempio che l’onorevole Bono di AN chiede addirittura (?!) che venga studiata la possibilità di ridimensionare il numero dei posti letto delle critiche private e dice oggi, con pensosa e patetica preoccupazione, le cose che i ragazzotti dei DS dicevano circa tre anni fa. Bono oggi sta solo giocando una partita interna alla maggioranza di centro-destra e comunque va benissimo. Vorremmo però ricordargli che tre anni fa, da potente uomo di governo, ebbe ad apostrofarci come “utili idioti”: Siamo certi che saprà trarre da solo le conseguenze logiche e politiche del facile sillogismo che ne consegue e chiedere scusa alla città.

In generale pensiamo che la vertenza Ospedale Avola-Noto abbia un carattere esclusivamente politico e quindi, se il sindaco, Barbagallo, di Forza Italia, e i locali e autorevolissimi dirigenti dell’Udc, vogliono davvero ottenere qualche risultato positivo devono fare una cosa semplice: impegnare i deputati regionali di maggioranza, come gli onorevoli Gianni, Cappadona, Confalone e, perché no, anche Gennuso dell’Mpa, a non votare alcun provvedimento del governo Cuffaro se prima non vengono stanziati i soldi per i posti letto, per la rianimazione e l’Utic nel nostro nosocomio. Il resto è chiacchiera buona solo a prendere ancora in giro la città».

AVOLA, 08.09.07

Paolo Randazzo (dirigente provinciale dei DS)

Salvo Andolina (capogruppo DS in consiglio comunale)

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Lo scopo era quello di raccogliere 50.000 firme per dar vita ad una proposta di legge che impedisca l'ingresso in Parlamento a chi è stato condannato e a chi è in attesa della Cassazione, l'obiettivo è stato di gran lunga superato. Per il giorno del V-Day sono stati raccolte ben 300.000 firme!

Video del V-Day, Bologna.


Alla fine il "V-day" e il suo "pifferaio magico", al secolo Beppe Grillo, sono usciti dai blog e dal web e sono esplosi nelle piazze italiane con decine di migliaia di fan e supporter in carne ed ossa e le dita della mano messe a "V". Cittadini che chiedono "un paese più pulito" e che in due mesi, guidati dal comico genovese, hanno organizzato l'evento del V-day solo sul web. (Via | Repubblica)

La partecipazione di tutte queste persone lascia riflettere sulla potenza comunicativa del Blog e sul nuovo modo di fare/dare informazione (gratuita) senza appoggiarsi ai grandi media.

PS - non dimentichiamo che la forza del blog sono i commenti degli utenti!

La lista dei 25 deputati condannati in via definitiva

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Sabato 8 Settembre è il giorno del V-Day (Vaffanculo Day).

L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo





Il V-Day vuole essere sia un segnale politico alle istituzioni che l'occasione per raccogliere le 50mila firme per dar vita ad una proposta di legge popolare che, come ripetono i messaggi che circolano online in queste ore e che girano ormai da mesi, vorrebbe impedire l'elezione in Parlamento di cittadini che abbiano una condanna sul groppone, la permanenza dei parlamentari per più di due legislature e riportare l'elezione dei parlamentari all'espressione della preferenza diretta da parte degli elettori.

Alcuni collegamenti utili:

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