
Da mesi è in atto nei quotidiani e nei blog locali un animato dibattito sulle scelte fatte da aderenti al PD avolese, i quali contro la logica bipolare hanno scelto di partecipare attivamente in un’amministrazione di centro destra.
Discussione anche animata sul percorso, sui contenuti e sui modi che devono portare alla formazione del Partito Democratico ad Avola sono in atto.
Si discute delle diverse opzioni: FARE O NON FARE LISTE e trovare un accordo sulla base dei risultati delle primarie del 14 Ottobre!
Un percorso quello del PD Avolese ad oggi poco politico e colmo di cattiverie che accentuano l’allontanamento dei soggetti politici !
Bisogna fermare questo declino morale ed etico!
Vi è la necessità di trovare soluzioni di dialogo e confronto, i leaders provinciali e locali, siano leaders di idee, e non di veleni, e intervengano per ricomporre atteggiamenti fuori della logica e del buon senso, bisogna fare lo sforzo di far rientrare la discussione in un alveo di civiltà sociale!
La teoria dei buoni da una parte, e, dei cattivi dall’altra, non ha un reale substrato politico e chi pensa di ergersi a giudice moralizzatore della politica avolese commette un grande errore di valutazione e spinge verso la divisione perenne all’interno del PD avolese.
La divisione porta sempre ad essere marginali e conduce alla sconfitta politica, occorre fare un passo avanti, si ritrovi un comune senso di rispetto e si prepari l’appuntamento del 10 febbraio con la partecipazione delle parti che vogliono condividere l’esperienza del PD senza i radicalismi dell’antipolitica.
Non si può ragionare con l’arroganza di limitare o fare scomparire dalla scena politica quei soggetti sgraditi ad una frangia politica, il ricambio politico ha luogo con il consenso elettorale e il processo costitutivo del PD deve essere il più ampio possibile.
La critica deve essere esercizio di democrazia, di libertà e non di demonizzazione dell’avversario politico!
Con Cordialità
Giovanni Amenta