Si è svolta domenica mattina l’escursione programmata nelle azioni del Progetto “AccorRete” sostenuto dal CSVE, alla Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile, organizzata dai ragazzi dell’Associazione “La Società dell’Allegria” supportati dai soci dell’Associazione “Acquanuvena”, e in particolare da Carmelo Sgandurra e Gregorio Chiarenza che hanno messo in risalto le bellezze naturalistiche del luogo.

Molte specie vegetali e animali sono state infatti messe in evidenza nel percorso sistemato dalla Forestale nel recente passato e che conduce alla “Cava dell’Enel”. Un luogo alternativo alla solita, seppur bellissima discesa ai grandi laghetti di Cava Grande meglio conosciuti dalla gente del luogo. Un percorso semplice e percorribile senza grandi difficoltà che non manca di emozionare e divertire. Una domenica alternativa dunque, ma una domenica educativa anche, rivolta al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione delle risorse naturali del nostro territorio. La presidente della Società dell’Allegria Vera Campisi e i soci dell’organizzazione di volontariato si dicono soddisfatti dell’attività svolta e sono pronti a percorrere prossimamente altre zone magiche del territorio insieme all’Associazione Acquanuvena.

Ha commentato il presidente dell’Acquanuvena: "La riserva di Cava Grande è ancora un tesoro nascosto per molti, avolesi e non. Il sentiero della Prisa dell'Enel, attrezzato dall'Azienda Forestale con passamaneria e segnaletica fino ai laghetti dell'Uruvu tunnu, si presta ad escursioni alternative ai laghetti principali. Il nostro auspicio è che la Riserva abbia l'attenzione che merita da parte di tutte le istituzioni, dalla Regione Sicilia, alla Provincia regionale, ai Comuni di cui fa parte, cioè Noto, Siracusa ed Avola."

La prossima escursione in programma delle due associazioni insieme è prevista per il 30 maggio a Cava d’Ispica.

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di Nino Campisi

Il campionato di Promozione girone D giunge al termine delle trenta giornate e sancisce la vittoria finale ai catanesi della Ragazini Generali.

Oggi al Meno Di Pasquale era ospite il S. Croce venuto a giocarsi le sue ultime speranze per la vittoria di campionato, ma l' Avola dal canto suo doveva rendere onore ad un grande pubblico che è sempre stato, magistralmente, vicino alla squadra. Imperativo: Vincere! E così è stato. I ragazzi di De Leo lo hanno fatto con forza e convinzione, dando vita ad una gara dominata fino alla fine e mettendo a segno due reti con Sirugo e Intagliata, scaturite da azioni, che Duccio Ferro ha tratto dal manuale del calcio.

A dirigere l'incontro, è stato inviato il valido Sig. Tilaro di Enna. Partita subito dai toni alti ma con le due compagini attente al controllo l'un l'altra, ma è l'Avola ad apparire più determinato e al 36° l'incontenibile Ferro traccia un corridoio dentro l'area avversaria che trova Sirugo, che più svelto di tutti beffa Di Giacomo.

Passano 2 minuti ed è ancora Ferro a servire Sirugo che con un abile gioco aereo lascia di stucco Di Giacomo e dopo averlo saltato si vede negare il gol da un difensore che salva sulla linea. Ne viene fuori un calcio d'angolo e Tina con un tiro basso e ben angolato chiama di nuovo in causa Di Giacomo che salva da gran portiere.

La ripresa inizia con l'evidente reazione degli ospiti che cercano il pareggio e l'Avola che sfrutta le ripartenze in contropiede. Ci provano prima Intagliata e subito dopo Miraglia, ma al 57° arriva il pareggio dei "Camerinesi" con Zuppardo che riesce a mettere in rete in mezzo ad una confusa mischia nell'area piccola, dopo che il nostro portiere Randazzo era stato "caricato" pesantemente, tanto da dover lasciare il campo in ambulanza. De Leo si vede costretto a chiamare tra i pali il 12° La Marca. L'Avola reagisce benissimo ed è un continuo tentativo di affondo con limpide manovre a centrocampo, e al 75° Ferro lancia per Intagliata che irrompe in area, serie di finte e Di Giacomo nulla può.

L'Avola non bada al controllo del 2-1 a suo favore e continua a provarci, ma è ancora Di Giacomo che per ben due volte "miracolosamente" dice di no ad Intagliata. Ancora sul finire un'azione limpidissima da gol svanisce per la generosità di Messina, Miraglia, e Sirugo che cercano disperatamente Intagliata per mandarlo a rete e poter raggiungere il vertice nella classifica dei capo-cannonieri che Costanzo della Ragazzini ha vinto sul "filo di lana" segnando anche oggi a Comiso.

Dal gol mancato al gol quasi subito. Un immediato contropiede a tempo scaduto e D'Agosta colpisce il palo. La partita termina con un risultato giusto che premia De Leo e i suoi ragazzi, ufficializzando il terzo posto finale con 63 punti, ed ora più che mai dovranno rimanere concentrati per affrontare il periodo più delicato di questa stagione che li vede impegnati già mercoledi 21 aprile nella prima semifinale di coppa contro i Gialloblu di Giarre e la prossima domenica nella prima di Play-Off contro il Comiso che ha chiuso al quarto posto con 53 punti.

Entrambe le gare saranno disputate in casa. Un in bocca al lupo a tutti i ragazzi ed in particolare a Claudio Randazzo. Spero, come tutti, che il ragazzo non abbia riportato traumi particolari e che domani possa ritornare a lavorare con i suoi compagni.

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di Sebastiano Passarello

Vi inoltro l’intervista all’ex Direttore di Greenpeace Patrick Moore, rilasciata nel corso di un convegno organizzato dall’ENEL, invitandovi a pubblicarla su Avolablog, su un argomento che sarà sempre più oggetto di dibattito, di scontro, tra favorevoli e contrari, sulla concreta possibilità di realizzare le centrali elettriche nucleari in Italia.

L’articolo è interessante perché cerca di rispondere alle domande più frequenti che ognuno di noi si pone sull’argomento. Secondo l’ex Direttore di Greenpeace Patrick Moore, gli ambientalisti hanno una visione poco razionale. Se vogliamo davvero limitare la dipendenza dalle fonti fossili, il nucleare è una strada obbligata per l’Italia e per il Pianeta.

Ne è convinto Patrick Moore, per 7 anni direttore di Greenpeace International e oggi attivo sostenitore dell’energia dell’atomo.

Buona lettura...


Durante la sua prima visita a Roma, negli anni Settanta, ricevette la benedizione del Papa per la sua battaglia contro i test nucleari. Oggi sostiene che l’atomo è la migliore soluzione disponibile. Perché questa inversione di rotta?

Perché ho capito che il nucleare è in grado di risolvere i problemi energetici del nostro Pianeta.

In che modo?

Una centrale nucleare è in grado di fornire per decine di anni energia pulita a basso costo, senza oscillazioni giornaliere e stagionali. Se guardiamo l’intero ciclo produttivo, il nucleare produce meno CO2 di qualsiasi fonte rinnovabile ed è in grado di assicurare quantitativi di energia pari a quelli delle centrali a carbone. I giacimenti di uranio e di plutonio sono molto ricchi e sono in mano a Paesi stabili dal punto di vista geopolitico. Le scorie, uno dei problemi più caldi del dibattito, sono un falso problema: possiamo riutilizzare il 97% dell’energia rimasta nel combustibile già usato, così come fa da trent’anni la Francia. Nelle centrali di prossima generazione le scorie potranno essere riutilizzate praticamente all’infinito.

Molta gente ha paura dell’atomo. Come la mettiamo con gli incidenti?

In decine di anni di attività gli incidenti nelle 439 centrali in funzione sono stati pochissimi. E gran parte di questi sono stati sopravvalutati: quello di Three Miles Island del 1979, per esempio, è stato un fallimento esclusivamente tecnologico, che non ha provocato alcuna vittima. Al contrario, è diventato un campanello d’allarme per tutta l’industria nucleare mondiale, che ha lavorato per migliorare ulteriormente le procedure di sicurezza. Possiamo dire che si tratta di una delle forme di produzione di energia più sicure. Anzi, chi ci lavora può stare davvero tranquillo: è una delle professioni con meno rischi in assoluto.

Non sarà facile però dimenticare Chernobyl…

Gli esperti concordano nel dire che quella centrale era stata progettata in modo assurdo, senza alcun criterio di sicurezza: praticamente il nocciolo non era protetto, come se fosse custodito in un magazzino. E i tecnici hanno reagito in modo dilettantesco, dando vita a una concatenazione letale di conseguenze. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in quello che è considerato l’unico vero disastro della storia dell’industria nucleare mondiale, morirono 56 persone. Un numero poco significativo se confrontato con i 1,2 milioni di morti ogni anno sulle strade.

Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti offriranno garanzie finanziarie per la costruzione di due nuove centrali nucleari in Georgia. Cosa comporta questa decisione?

È la notizia più importante degli ultimi 30 anni per il nucleare occidentale. Il Presidente ha voluto mandare un messaggio chiaro ai movimenti ambientalisti e al suo stesso partito: “Senza il nucleare la lotta al cambiamento climatico è persa”.

Chi beneficerebbe maggiormente di una conversione al nucleare?

Quei Paesi che non hanno grosse riserve di combustibili fossili o rinnovabili “forti” come l’idroelettrico. Per esempio l’Italia che ha l’idroelettrico ma non ha altre risorse proprie, si trova nel paradosso di comprare ad alto costo l’energia prodotta da centrali nucleari all’estero. O gli Stati Uniti, che dipendono per il 50% dal carbone e per il 25% dal gas, e con l’atomo limiterebbero la dipendenza dalle fonti fossili. Un buon mix è quello svizzero: 65% dall’idroelettrico e 35% dal nucleare.

Come si può convincere la gente di questi vantaggi?

Con una comunicazione efficace che sappia interessare il pubblico. Il segreto sta nella credibilità dell’informazione che deve essere basata su dati scientifici e non su ideologie.

Il partito antinucleare è molto forte…

Il movimento ambientalista tra gli anni Settanta e Ottanta ha bloccato lo sviluppo di questa energia, ottenendo come unico risultato quello di incentivare la proliferazione delle fonti fossili, che sono alla base del surriscaldamento climatico. Oggi dicono che dobbiamo eliminare le fonti fossili, abbattere le dighe e le pale eoliche. Ma se lo facessimo come potrebbe andare avanti la nostra civiltà?

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...e noi ve lo anticipiamo :)


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di Nino Campisi



La società A.S.D. Real AVOLA Calcio, in previsione della prossima stagione sportiva, indice uno stage per la selezione di giovani calciatori nati negli anni :
  • 1992
  • 1993
  • 1994
  • 1995
Tutti gli interessati sono invitati preso lo stadio comunale "Meno Di Pasquale" per il giorno 20 aprile 2010 alle ore 16,00 muniti di abbigliamento sportivo personale e documento valido di identità.

Per informazione e questioni organizzative, è gradita la conferma della presenza ai seguenti numeri :
  • 338/3122299 Sig Monterosso Antonino (Team Manager)
  • 338/8071343 Sig Bonfiglio Sebastiano (Responsabile Settore Giovanile)
  • 334/7501802 Sig Belfiore Tommaso (Tecnico F.I.G.C.)
Allo stage saranno presenti Tecnici F.I.G.C. incaricati dalla Società

Una buna occasione per conoscere nuovi ragazzi ed entrare nella mentalità dell' Avola Calcio.
Non mancare !!

Il Presidente
Carmelo Cristauro

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di Francesco Migliore

Sabato 10 aprile militari afghani e della coalizione internazionale (tra cui fa parte anche l'ITALIA) hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani i tre italiani sequestrati e arrestati dalle forze di occupazione e dai loro “quisling” afghani, fino a stamattina nessuno è ancora riuscito a parlare, nè i parenti, nè i colleghi milanesi di Emergency, nè i rappresentanti della Farnesina..

Avrebbero complottato - pensate un pò - per "assassinare" il governatore locale Gulab Mangal. Mentre ci digeriamo che questi tre operatori umanitari italiani e i loro sei colleghi afghani sarebbero stati “al soldo” dei Talebani (che a quanto pare controllano il 97% del territorio afghano ma avrebbero bisogno dell’organizzazione di Gino Strada per togliere di mezzo i loro nemici) spieghiamo perchè le forze NATO se la sono presa in particolare con questi italiani qua.

Questi tre (un medico, un infermiere e un esperto di logistica) oltre che svolgere le loro mansioni - cioè curare le vittime sia civili sia talebane - raccontavano come reporter le vigliaccate commesse dalle truppe NATO ed era risaputo che la loro attività di “narratori di crimini reali” non era gradita nè agli ufficiali NATO nè alla Casa Bianca. Un esempio? La strage di Marjah quella in seguito alla quale fu persino impedito alle ambulanze di recarsi sul posto, che fu puntualmente descritta dagli operatori umanitari. Questo è il loro crimine.

Perchè la Nato e il governo afghano non vuol emergency? Emergency ha sempre scelto in Afghanistan non solo di stare dalla parte delle vittime (come impone, senza distinzione l'imperativo umanitario) ma di denunciare costantemente i bombardamenti chiedendo il ritiro dei soldati. Una posizione che non piace e che durante l'Operazione Moshtarak, iniziata dalla Nato in febbraio, fa molto rumore quando Emergency denuncia (qualcuno dice esagerando) che non esistono sufficienti corridoi umanitari e che le vittime dell'offensiva di Isaf o dei talebani non riescono a raggiungere i centri di salute. Ma la ruggine è antica. Bisogna tornare a tre anni fa.

Nell'aprile del 2007 lo staff internazionale di Emergency a Kabul decide di lasciare il paese e nemmeno due settimane dopo la Ong annuncia che si ritira dall'Afghanistan. Non ci sono, dice Strada, le garanzie per il personale umanitario. Ma qual'è la risposta del governo? Il ministro degli esteri Frattini oltre a prendere subito le distanze dall'organizzazione umanitaria dichiarando: "vergogna sei italiani coinvolti", di tutta questa vicenda se n'è lavato le mani dicendo: «I tre non sono della cooperazione italiana». Per non parlare del senatore Gasparri: "emergency è un danno per l'italia". Dicevano che c'era stata una confessione da parte degli arrestati, solo che sfortunatamente per il senatore è stata smentita puntualmente.

Ricordiamo al ministro e al senatore che dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso. Ma d'altronde noi siamo "fomentatori di odio" e sicuramente, come dirà Feltri in questi giorni, "amici dei terroristi". Quindi tutto quello che è stato scritto non ha senso. D'altra parte un governo di trafficanti di oppio, eletto al di fuori di ogni regola democratica, spalleggiato e tenuto in vita da una coalizione di stati che fanno le guerre umanitarie bombardando i civili, accusa di omicidio i volontari di Emergency, è ovvio che come tesi, non fa una piega. A quei pochi sani di mente che sono rimasti consigliamo di stare attenti perchè con un ministro come questo, varcata la frontiera, siete in balia di chi vi prende e vi sbatte in galera.

Sabato 17 aprile ci sarà una manifestazione a Roma in sostegno dei tre medici italiani sequestrati dal governo afghano. Invitiamo la cittadinanza avolese ad esporre fuori dal balcone in segno di solidarietà una stoffa e perché no un pezzo di carta bianca con il logo di emergency. La solidarietà non ha colori, soprattutto quando vengono attaccati medici da sempre in prima linea contro la guerra.

---passate parola---

Popolo Viola Avola
(in fase di costruzione)

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di Nino Campisi

I ragazzi di De Leo volevano tentarlo il colpaccio ma le circostanze spesso non premiano chi sa dimostrare tanta caparbietà. Un Avola propositivo e determinato affronta senza remore la capolista che tuttavia mette al sicuro i tre punti lanciandosi in modo diretto verso la vittoria di campionato.

L'Avola privo di Ricca, Marziano, e Ferro viene disposto in campo da De Leo strvolgendo l'assetto tattico, con soli tre difensori Ulma Randazzo e Carbè, un solido centrocampo con Catania Maieli Tina e Messina, ed il solito "tridente" Intagliata Sirugo e Miraglia. Una squadra ben bessa che ha condotto tutta la partita dando poco spazio ai padroni di casa inizialmente un po timorosi, tanto da essere colpiti al primo minuto, dagli sviluppi di un calcio di punizione che Intagliata calciava aggirando la barriera e sorprendeva Vitali che non tratteneva e l'attento Messina metteva dentro.

I bianco-arancio pareggiano dopo 10 minuti con un'azione viziata da un evidentissimo fuori gioco, che l'assistente di linea, distratto da un aereo in decollo dal vicino aeroporto non se ne è avveduto. L'Avola reagisce benissimo per tutta la partita ma non sorprende l'attenta difesa avversaria.

Dieci minuti prima dal termine il gol vittoria della Ragazzini. Un grande Avola che non ha comunque deluso il pubblico avolese accorso con almeno 150 unità capeggiati dai rumorosissimi "ultrà" che unitamente al gruppo "amico" della Ragazzini hanno sostenuto le due squadre fino alla fine.

E' stato il FAIR PLAY il vero protagonista del pomeriggio catanese con gli abbracci finali dei giocatori in campo ed il saluto affettuoso delle due tifoserie.

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L'immagine che vedete qui a fianco è la foto di un apperecchio per la risonanza magnetica. La tecnologia corre in fretta per cui ne esistono in commercio diversi modelli, dai più vecchi a quelli più evoluti.


"In previsione della prossima attivazione dei servizi di risonanza magnetica nucleare prevista nei presidi ospedali di Avola e Siracusa, il direttore generale dell’Asp di Siracusa Franco Maniscalco ha disposto la formazione del personale medico e tecnico radiologo dell’Azienda con l’obiettivo di fornire gli strumenti di base per un corretto utilizzo dell’apparecchiatura e descriverne i benefici effetti."

Quando però non si sà... Speriamo solo che quando la porteranno non sarà già superata (come è accaduto più volte in altre occasioni).

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XIV Giornata Nazionale e Internazionale Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza. Contro la pedofilia.

Dal 25 aprile alla prima domenica di maggio l'Associazione Meter onlus (di don Fortunato Di Noto) celebra la Giornata dei Bambini Vittime giunta alla sua XIV edizione.

Il tema di quest'anno è "Povertà e Minori. responsabilità condivise". Ogni privazione è negazione e riduzione alla povertà ed espone i minori allo sfruttamento. I Minori non sono oggetti o mercanzia ma persone da amare, rispettare e tutelare. Contro questa logica, sotto gli occhi di tutti, tutti possiamo operare di più e meglio.

Ricordiamo ancora con commozione e riconoscenza l'unione spirituale e nella preghiera del S. Padre Benedetto XVI al Regina Coeli (3 maggio 2009) che ha voluto ricordare questo appuntamento divenuto un segno di speranza.

Diocesi, Associazioni, Istituzioni, enti locali, comunità cristiane e non cristiane possono aderire e unirsi nei momenti di preghiera, commemorativi e alle iniziative.

Per maggiori informazioni: www.associazionemeter.org

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