Le Associazioni "La Società dell'Allegria, A.F.I. Avola e Acquanuvena" hanno ripensato, come ogni anno, ad un momento ludico-educativo che riprenda la vecchia abitudine di costruire gli aquiloni.

Gli scorsi anni c'è stata una bellissima partecipazione di bambini e genitori, ma anche chiunque voglia mettere a disposizione dei bambini la propria esperienza nel costruire gli aquiloni. Anche quest'anno non mancate. Divertiamoci insieme. Porta il tuo aquilone e se non ce l'hai lo costruiremo insieme a P.zza Santa Lucia (piazzale fiera).

Rivalutiamo le nostre periferie...

Domenica 10 aprile dalle 9.30 alle 12:30

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di Nino Campisi


La foto evidenzia la ripresa dei lavori con la messa in posa delle travi in legno che sosterranno la copertura. Il pubblico rossoblu ringrazia coloro che si sono impegnati per la realizzazione.

Non sono state certamente le polemiche del pubblico calcistico avolese, nè tanto meno la recente segnalazione pubblicata su Avola Blog, ma l'iter burocratico a volte molto lento soprattutto in materia di lavori pubblici, che ha visto finalmente aprire una nuova pagina, che pare possa definitivamente giungere alla fine del libro e poter cosi consegnare la tribuna al pubblico che la domenica gremisce il Di Pasquale.

Il completamento dei lavori e la consegna della tribuna entro il mese di Maggio 2011 vedrebbe disputare la finale di Coppa Italia Promozione (la stessa conquistata a Licata lo scorso anno dall'Avola). Tale evento è già stato prefissato dal Dott Morgana Presidente della Lega Sicula.

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La vicenda dell'ospedale unico Avola-Noto sta purtroppo generando una guerra tra poveri, che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli e toni alquanto offensivi e di bassa leva. Non ultimo l'attacco sferrato dal cosiddetto Comitato pro Trigona verso Don Caruso, parrocco della Parrocchia Santa Venera in Avola, con la diffusione giorni addietro nella cittadina di Noto e la contestuale pubblicazione su quotidiani di una lettera senza dubbio poco cortese e garbata, che offende la persona ed il ruolo che lo stesso riveste senza limti e controllo, e di certo non rivolta al raggiungimento dell'obiettivo primario e comune, che dovrebbe essere la tutela del diritto alla salute dei cittadini della zona sud della provincia, per il quale da tempo in tanti ci battiamo, spesso al di là del proprio colore politico e dei propri interessi "paesani".

Senza voler fomentare tali infondate, dispreggiative e poco ortodosse polemiche distruttive, ci chiediamo che senso abbia, in un momento in cui tutto è scritto, ma nulla realizzato, lottare e ditruggersi reciprocamente per demolire in un attimo tutto quello per il quale da tempo ci si batte e non andare avanti unitariamente per ottenere ciò che veramente ci spetta: servizi essenziali per tutti, trattamento sanitario paritario, ospedali funzionanti e funzionali.

L'AGENAS, l'ente tecnico richiamato proprio su pressione delle rappresentanze netine, si è espressa con una valutazione che senza dubbio non può essere altro che obiettiva e funzionale (a breve pubblicheremo estratto della relazione). L'ente tecnico è stato costituito da personale di grande esperienza e competenza, non siciliano, che di fatto nessun interesse avrebbe avuto ad avantaggiare una struttura piuttosto che l'altra. E così è stato: i tecnici hanno detto che nessuna delle due strutture è idonea di per se a garantire un servizio completo per tutti, ma che entrambe risultano complementari e che ognuna, con le proprie peculiarità e con miglioramenti rilevanti dal punto di vista funzionale, ma non gravosi sul piano economico, può garantire un servizio sanitario efficiente ed efficace per l'intera zona sud.

Allora che senso hanno ulteriori polemiche? Che fine perseguono? Senza dubbio non quello del bene comune, ma probabilmente quello del raggiungimento di interessi personalissimi.

Per esprimere la nostra solidarietà a Don Caruso, ci sembrava coerente condividere con i lettori e la cittadinanza tutta la lettera sobria scritta dalla sua comunità parrocchiale.

Lauretta Rinauro per il Comitato per il diritto alla salute
"Non avremmo voluto scrivere questa lettera, per non alimentare polemiche e divisioni, ma ci siamo sentiti intimamente interpellati come credenti e come appartenenti alla Comunità Parrocchiale di Santa Venera di Avo la , dalla lettera aperta al sacerdote Caruso scritta da un sedicente Comitato Cittadino. per la difesa dell’Ospedale di Noto. Ecco ciò che ci ha indignati, la messa in discussione, la critica feroce e cattiva nei confronti non dell’uomo Caruso, ma del sacerdote, la cui investitura non viene da uomini , ma da Dio stesso.

Come si può permettere , chiunque , di criticare l’operato di un sacerdote che con parresia, senza timore, si mette in gioco, rischia , grida , una volta tanto non per interessi personali o bisogno di protagonismo, ma per dare voce a chi, per l’indifferenza di chi amministra o per motivi personali ed elettorali, vede messo a rischio e negato uno dei diritti fondamentali della persona umana: Il diritto alla salute. Padre Caruso, non ha mai , al contrario di chi la lettera ha redatto o di chi la ha ispirata, parlato di Avola o Noto, ma ha ribadito sempre che ciò che andava difesa è la sanità nella zona sud della provincia di Siracusa. Non ha mai fatto dichiarazioni al “vetriolo “

Nel suo discorso per l ‘inaugurazione di un nuovo reparto all’ospedale di Noto, don Giovanni ha detto :

“L’ospedale è unico , l’ospedale è per l’uomo, non può essere un pascolo abusivo, ma serve per l’uomo, per la sua salute, serve per dare speranza e bellezza ai figli di Dio. E’ quindi non perdersi in questi distinguo che dividono, in allarmismi che infettano, dobbiamo essere uniti, essere una sola forza, perché il nemico di Avola non è Noto e il nemico di noto non è Avola.”

E’ vero, sicuramente Don Caruso non è un buon sacerdote, se per essere tale deve piegar il capo davanti al potere politico, o chiudersi nella sua canonica indifferente a ciò che attorno a lui accade. Questo è forse è il sacerdote che vorrebbero alcuni! Ma il sacerdote china il capo solo davanti al suo Signore, a Lui solo dovrà rendere conto delle sue azioni, a Lui che gli chiede di interessarsi non solo dell’anima dei suoi fedeli, ma anche dei loro corpi. Ma qualcuno, sicuramente non per il bene comune , sta portando avanti questa guerra tra poveri, sta fomentando un divisione che per fortuna è solo degli addetti ai lavori, e in questa guerra , sta cercando di coinvolgere l’intera chiesa di Noto. Questa lettera vuole esprimere innanzitutto solidarietà al nostro parroco, condivisione del suo impegno e soprattutto l’auspicio che una volta tanto a prevalere sia veramente la salvaguardia del bene di noi poveri cittadini di fronte alla prepotenza e all’incapacità di chi cerca di salvare la poltrona amputando al altri responsabilità personali.

La Comunità Parrocchiale di Santa Venera- Avola"

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di Nino Campisi

Avola, 27 Mar 2011. Importante vittoria se pur di misura dell'Avola che, in una caldissima giornata primaverile alle direttive del Sig. Occhipinti di Ragusa, batte sul perfetto manto erboso di casa un Taormina determinato e in cerca di punti salvezza. Gol vittoria di capitan Intagliata al 39' imbeccato con un perfetto lancio da Ulma.

La trascorsa settimana calcistica del dopo Palazzolo, ha visto le dimissioni ufficiali del Presidente Antonino Longo e le concitate polemiche sul "caso Nastasi" che pare abbia avuto buon fine con un definitivo chiarimento sul suo presunto gesto irriguardoso verso il pubblico avolese a Palazzolo dopo che lo stesso Nastasi (nostro concittadino) aveva segnato il gol vittoria. Tonino è il "classico bravo ragazzo" per cui non possiamo che augurargli un buon futuro calcistico magari un giorno ad Avola come era già successo ad inizio stagione.

Tornando alla partita, Avola calcistica oggi ha onorato il nuovo presidente, la Dott.ssa Teresa Bottasso titolare dell'azienda torinese "Energia Solare" e già sponsor ufficiale dell'Avola calcio che oggi presente al Di Pasquale, si è portata sotto la gradinata ricevendo un caloroso applauso da i numerosi presenti, dando inizio ad uno speranzoso e solido sodalizio. Di seguito lo striscione preparato dai seguaci con scritto "Welcome Dottoressa!"



Oggi De leo ha messo in campo Sirugo sin dal primo minuto, purtroppo ancora costretto a fare a meno di Marziano infortunato.

Una sconfitta quella della scorsa domenica già metabolizzata e la giusta concentrazione hanno permesso ai ragazzi di superare una partita contro un ostico avversario giunto ad Avola non certo per un povero pareggio. La compagine di Mister Santo Giuffrida ha più volte impegnato la nostra difesa e grazie ancora all'impeccabile supremazia di Ricca Ulma Teriaca Restuccia e Mangiameli, Tarantino ha potuto controllare al meglio le incursioni degli attaccanti biancoblu. Dall'altra parte Guastella Sirugo e Intagliata non hanno dato vita facile al portiere Sanfilippo spesso impegnato e mettendo in atto tutta la sua bravura.

Strepitosa la fuga che all'84° vede Guastella rubare palla a centrocampo e arrivare fino al limite dell'area dove lascia partire un perfetto spiovente che colpisce in pieno l'icrocio dei pali con Sanfilippo già battuto.

Tre punti importanti che tengono il secondo posto in classifica a due giornate dalla fine. Domenica prossima trasferta delicata a Giarre.

I tabellini sul sito ufficiale dell'Avola calcio.

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di Teresa Bianca

Avola, 26 marzo 2011. Volevo focalizzare l’attenzione dei cittadini e soprattutto del Comune su una questione che riguarda tutta la cittadinanza Avolese.
Da un paio di giorni, esattamente da giovedì 24 sera, in via Gaetano Salvemini, nei pressi di via Labriola, si è venuto a formare un “fiume di acqua pulita detta del paese”.

In pratica si è rotto un tubo e a casusa della pressione dell’acqua si è aperta una fessura sul manto stradale che nel giro di poche ore ha reso la via quasi impraticabile.

Così venerdì mattina uno dei residenti si è recato al Comune per denunciare questa situazione ma gli è stato risposto che per il momento non si può far nulla poichè la ditta a cui si allacciano per i lavori di manutenzione è chiusa, ragione per cui, probabilmente, la situazione verrà risolta lunedì.

Ora mi chiedo, è normale che noi cittadini dobbiamo pagare una tassa sull’acqua che viene sprecata inutilmente nell'attesa dei comodi di codesta ditta? Nel frattempo la gente è costretta a lavarsi con il fango.

Poi non mi sembra normale che i vigili urbani che gironzolano nei paraggi, con cotanta naturalezza, dicano che non si può far nulla e che bisogna attendere...

Il problema comunqe non riguarda solo via Gaetano Salvemini, ma molte altre vie del nostro paese. Mi auguro che qualcuno si renda conto del disastro che può causare una piccola fuoriuscita d’acqua se non viene sistemata in tempo!

E pensare che ci sono paesi in Sicilia che non hanno acqua potabile mentre noi ad Avola la sprechiamo con tranquillità...

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Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud esprime innanzitutto solidarietà a don Giovanni Caruso, suo membro sempre attivo e autorevole, e non replica alle pesanti critiche a lui rivolte..

Ritiene poi che incentrare la campagna elettorale sulla vicenda dell’ospedale è un modo alquanto scontato di costruirsi un nemico da presentare all’elettorato per sollecitarne la pancia e istigarlo contro qualcuno, sperando di ottenere così il consenso dei cittadini.

Purtroppo la questione della sanità nella zona sud è stata mal gestita dal sindaco di Noto uscente che ne è rimasto scottato, vedi le infuocate accuse dei suoi concorrenti, dei quali, chi sarà eletto, potrebbe prendersi la stessa scottatura. E ne spieghiamo il perché. Vogliamo, in poche righe, ripercorrere il tormentato iter della vicenda, a beneficio di quanti, solo adesso, si stiano interessando alla questione.

Nel 2002, in ottemperanza a criteri di economicità e di maggiore qualità del servizio sanitario fu stabilita l’eliminazione dei reparti doppioni presenti nei due ospedali di Avola e Noto (con lo spostamento di alcuni reparti a Noto), e la promessa dell’istituzione ad Avola della Cardiologia, UTIC e Rianimazione; nuovi reparti mancanti allora nella zona sud ed indispensabili per un territorio vasto e altamente popolato.

Nel 2004, poiché gli impegni assunti tardavano ad essere mantenuti, si costituì ad Avola un Comitato che sollecitasse il rispetto delle promesse. Infatti furono invitati rappresentanti dei vari comuni della zona sud a far parte del comitato. I rappresentanti di Noto venuti per ben due incontri, si sono defilati poi, ritenendo che la vertenza non “riguardasse” Noto, perché ritenevano erroneamente che loro “avessero già avuto” (come se Cardiologia, UTIC e la Rianimazione non fossero a beneficio anche dei netini).
Intanto il Comitato ha continuato a battersi affinché la sanità della zona sud venisse dotata dei servizi salvavita indispensabili, oggi in parte istituiti.

Nel momento in cui le autorità competenti (in ottemperanza della riforma sanitaria del 2009) hanno dovuto rivedere alcune scelte tampone che erano state fatte, è iniziata una campagna di contrasto da parte del sindaco di Noto che prima aveva anche preso parte a iniziative congiunte dei due comuni.

Questo atteggiamento ostile del sindaco di Noto, da una parte ha ritardato gravemente l’attuazione del piano di rifunzionalizzazione, dall’altra ha fatto defilare la politica che si è resa conto giustamente dell’insostenibilità di una campagna campanilistica, ma soprattutto, ha chiamato in campo i tecnici, cioè coloro che hanno le competenze per dirimere la questione che, non è di assegnare a questo o a quel comune un ospedale, ma di individuale una ridistribuzione territoriale di tutti i reparti che rispondesse a criteri razionali e logistici di qualità ed efficienza.

Questo puntare i piedi del sindaco di Noto ha fatto sì che, grazie alle sue sollecitazioni, si arrivasse a tre gradi di giudizio il cui esito oggi è chiaro a tutti.

Ci auguriamo a questo punto che la sanità nella zona sud si metta a funzionare a pieno ritmo e raggiunga l’eccellenza. Nessun ospedale chiuderà; ad Avola e a Noto (si tranquillizzino i Netini) rimarranno due strutture ugualmente di qualità con funzioni complementari a servizio della zona sud.

La campagna elettorale a Noto avrà certamente altre priorità di cui occuparsi.

Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud di Siracusa,
Avola 24 marzo 2011

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di Maria Grazia Caruso

La Riforma elettorale, approvata mercoledì scorso dall’Assemblea Regionale Siciliana, ha visto la protesta delle donne, indignate per la bocciatura, a votazione segreta, dell’articolo che prevedeva una corsia preferenziale alle donne candidate. Si vuole mantenere e conservare la casta maschile, barricata nei palazzi del potere; si vuole mantenere il dominio maschile istituzionale.

E’ vergognoso quello che si è consumato mercoledì a Sala d’Ercole, a dimostrazione del fatto che a destra, al centro, come a sinistra, si ha paura di perdere postazioni consolidate nel tempo, a favore di una democrazia che per essere compiutamente tale, ha bisogno di più pluralismo e, allo stesso tempo, di più equilibrio e giustizia, con la presenza di più donne nei Consigli comunali e provinciali della Sicilia.

Ma le associazioni e le donne tutte non ci fermeremo; continueremo a sensibilizzare l’elettorato femminile e a sollecitare un numero sempre maggiore di donne a scendere in campo. Il Presidente della Regione siciliana, on. Lombardo, si era detto favorevole alla norma. Ma la vigliaccheria di chi si è voluto nascondere dietro al voto segreto la dice lunga sulla mentalità e sul sistema politico siciliano e italiano, che vede le donne penalizzate.

Che ben vengano, allora, in modo continuo e martellante, le manifestazioni dei comitati “Se non ora, quando?” e di tutte le associazioni e movimenti politici femminili, per riprenderci ciò che miseramente e vigliaccamente qualcuno vuole toglierci, cioè il diritto di rappresentanza di un elettorato che, oltretutto, è numericamente superiore.

Ringrazio, a nome delle donne avolesi, le Parlamentari siciliane, che si sono battute in modo trasversale; ringrazio Giulia Adamo dell’UDC, Marianna Caronia del PID, Concetta Raia del PD e tutte le donne dei sindacati.

Maria Grazia Caruso

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Stasera, venerdì, ore 19.00 presso il centro giovanile di Viale Mattarella si svolgerà un Consiglio Comunale aperto sull'ospedale.

A breve le news sull'incontro (aperto).

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di Lauretta Rinauro

Dopo il terremoto in Giappone, che ha generato l’ennesima devastazione per mano dell’incontrollabile natura, adesso razzia, morte e distruzione sono arrivate a pochi chilometri dalla nostra terra, per mano dell’uomo.

Sento molto vicina questa guerra e percepisco vicina anche la tristezza ed il dolore che questa popolazione sta vivendo. Mi chiedo perché tanto odio. Nulla è prevedibile.

Mi sento piccolissima ed impotente spettatrice e questa cosa mi fa soffrire. Penso tanto a tutti quei ragazzi e a quegli uomini, che saranno impegnati in questa ennesima inutile massacrante guerra.

Credo che un po’ di paura e di ansia ci sia in tutti noi. Ho tanto desiderio di impegnarmi per fare qualcosa di buono, nel mio piccolo, di dare un contributo positivo; ma mi chiedo, cosa posso fare io, piccola insignificante persona, di fronte a così tanto odio? Mi chiedo ancora perché per così tanto tempo il mondo, i potenti, quelli che possono, sono rimasti inerti? Abbiamo visto morire persone, abbiamo assistito a strazianti richieste d’aiuto, visto affondare barconi… ma nessuno ha fatto nulla. Guardo Lampedusa, quello che le sta succedendo e mi chiedo: ma noi siciliani siamo davvero italiani? Abbiamo festeggiato l’unità d’Italia, per la cui realizzazione tanti siciliani hanno perso la vita, ma siamo davvero parte di questa nazione?

Se paradossalmente nella situazione di Lampedusa si fosse trovata una città o un paese del nord, credete che il governo sarebbe rimasto così indifferente, sino ad arrivare ad una situazione così pericolosa e precaria, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario?

Io non credo. A distanza di 150 anni esistono ancora due regni. Noi la differenza la conosciamo bene, viviamo in quello retrogrado e che nessuno considera, ma che, credo, abbia tanto desiderio di rivincita, perché stanco di restare ai margini.

Con la speranza di un futuro migliore per tutti,
Lauretta Rinauro

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di Nino Campisi

Quanto riportato sul quotidiano "La Sicilia" di lunedi 21 Marzo, non fa altro che mettere in evidenza un falso violento pubblico avolese come se fosse accorso numerosissimo a Palazzolo solo per dare sfogo ad una inaudita violenza nei confronti dei netini presenti allo "Scrofani Salustro" per tifare contro l'Avola e dello stesso pubblico casalingo.
Per chi non lo sapesse, il pubblico avolese sta portando a compimento il terzo campionato consecutivo, senza mai lasciare tracce che lo potessero far definire come qualcuno invece vuole far credere.

Mai un accenno di litigio su qualsiasi tribuna abbia occupato, in alcune ha perfino gemellato con i "casalinghi", vedi la scorsa stagione le squadre del catanese, Giarre in Coppa Italia. La stagione in corso ha visto questo meraviglioso pubblico con a capo il gruppo "SEGUACI", invadere Messina, Enna, Vittoria e Adrano, dove ha incontrato altrettanti gruppi di tifoseria organizzata onorando il tifo per il gioco del calcio. Contrariamente potrei accennare qualche episodio increscioso causato da tifoserie ospiti al "Di Pasquale", ma forse susciterei inutili polemiche.

Tornando alla partita contro il Palazzolo, il guarda linee Giuffrida non è stato preso a bersaglio per il gol vittoria dei padroni di casa, ma per essersi reso protagonista di una segnalazione inesistente di fuori gioco di Intagliata che ha capolvolto il fronte dell' azione, passando da un fallo di mani di Berti (Pal) e finendo al gol. Una superficialità da ambedue le componenti della terna arbitrale, per nulla ammissibile in una partita importantissima come lo era Palazzolo - Avola.

Al Sig Giuffrida non è stato lanciato di tutto come scrive Anastasi su "La Sicilia", solo tappi di plastica e qualche bottiglietta vuota e questo lo evidenziano le foto della partita pubblicate dal sottoscritto su Facebook.

Riguardo alle notizie date da Emanuela Tralongo sempre su "La Sicilia", non me ne voglia Emanuela che stimo tantissimo, ma devo dire che si è fidata troppo dai racconti altrui. Nessuna escandescenza da parte del pubblico avolese e nessuna sommossa contro netini e sostenitori del Palazzolo. Alcuni ragazzi di Avola mentre erano a bordo della loro auto che defilava nel traffico di fine della partita, sono stati fatti segno da gesti beffardi da un tizio siracusano con al collo una sciarpa gialloverde, istigando costoro e scendere dall'auto con una conseguente lite sedata immediatamente dai Carabinieri presenti sul posto.

Dulcis in fundo è da definire ridicolo l'annuncio sul cartellone delle notizie importanti davanti all'edicola, che segnalava a caratteri cubitali il pubblico di avola protagonista di tafferugli a Palazzolo.

Che dire, un grazie agli avolesi che da non protagonisti dei fatti spingono comunque a voler attribuire un'immagine di violenza lontana anni miglia da tutti quanti i nostri tifosi (seguaci).

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